I prati del parco sono pieni di fiori. Da lontano vediamo le chiome dei salici piangenti rinverdite. Ci fermiamo, davanti al cancello, a fotografare le foglioline sui rami cadenti.
Dopo un periodo di degrado in cui si era valutata persino l'ipotesi di interramento, il laghetto, grazie a un intervento di ripristino, dal 2013 ha un nuova vita. Custodisce una biodiversità di grande interesse, talora sorprendente per la sua collocazione in un ambiente urbano. Qui ne seguiamo gli sviluppi.
sabato 28 febbraio 2026
Un'ora con l'airone
venerdì 7 febbraio 2025
L'inverno vivacchia
A fine gennaio i giorni della merla sono passati senza il freddo preconizzato dalla tradizione. Non si è ancora vista la neve qui e le gelate sono state parziali. Si direbbe che l'inverno, almeno per ora, vivacchia. Oggi temperatura mite (2 °C Min e 11 °C Max) e soprattutto sole.
La fine dell'inverno è ancora lontana ma, a ben vedere la natura, si prepara cautamente alla sua fine.
Arrivando al laghetto vediamo gli alberi completamente spogli: platani, gelsi, pruni, peri, salici piangenti, noci e tigli, per limitarci a quelli in foto. Verde il prato con qualche fiore.
Sono fiorite un po’ di pratoline e, nei punti più riparati, la veronica persica.
Nel bacino piccolo, meno profondo e forse più caldo, galleggiano alcune foglie di ninfea verdi. Si aggira un pesce rosso. L’acqua è limpidissima. Sulle rive, presso il ponticello e ovunque sono spariti gli ultimi frutti rossi del piracanta.
Sulla riva del bacino grande un picchio vola via prima che si riesca a fotografarlo. Resta un merlo che si nasconde sotto i cespugli. Che stia già facendo il nido? Nel canneto diradato e malridotto si nascondono le gallinelle timorose: si sentono e si intravedono fra le tife.
Sulle rive spuntano i getti delle nuove foglie di tifa e dei giaggioli d'acqua. Le più alte, una decina di cm, sono sul lato nord.
Restano verdi le foglie dei rovi, dell’edera, del piracanta, del ligustro e ovviamente del piccolo tasso, spuntato da solo.
Ci sono anche dei ciuffetti di viole, per ora senza fiori. Resiste la menta con le sole foglie. Firite alcune pratoline
.
Ma lo spettacolo più bello, che si preannuncia, è la fioritura del salicone, su due bei polloni, alti più di 3 m, ricresciuti dalla ceppaia dopo lo schianto del luglio 2022. Non è detto che sopravvivano, ma tutto lo fa sperare. Peccato che al laghetto non ci siano dei noccioli. Nel rimboschimento fra il Lazzaretto e San Giuseppe ce ne sono di già fioriti.
martedì 12 marzo 2024
La pioggia prosegue da 18 giorni
Le foto di questo post sono del 9 marzo. Mentre si preparava la pubblicazione, il 10 si è aggiunto un altro giorno di pioggia, e che pioggia, per oltre 50 mm! Le precipitazioni dell'anno raggiungono così 414 mm. Per il 12 si prevede finalmente il sole.
I salici piangenti
Davanti al laghetto, i due salici piangenti segnano il paesaggio, particolarmente adesso che le le loro foglie inverdiscono. Si distingue bene il ramo morto, con le foglie marroni, spezzato il fatidico 24 luglio dello scorso anno.
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| Il salice di sinistra sembra più alto di quello dietro alla bacheca. Effetto della prospettiva? |
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| Al centro del salice di destra, il ramo morto con le foglie scure |
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| Il ponticello visto fra i rami penduli del salice |
I pruni
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| Sul vialetto che proviene dal parcheggio, sono rimasti solo 3 Prunus pissardii. Hanno le foglie rossastre e dei bei fiori rosa. Peccato che si siano dimostrati poco resistenti. |
I segni della pioggia
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| Rametto del noce |
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| Rametto del tiglio |
Fiori del prato
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| Un cespo di pratoline |
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| Ancora fiorite le viole che, con questa pioggia, sembrano stare benissimo |
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| Una minuscola erbetta con fiorellini bianchi. Non sarà la prima volta che la vediamo, ma certamente l'abbiamo ignorata. Cosa sarà mai? |
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| Per Plantnet si tratta di Cardamine flexuosa (billeri flessuoso) |

































































