Solo qualche foglia di ninfea sopravvive ancora al freddo, conservando tracce di clorofilla.
Dopo un periodo di degrado in cui si era valutata persino l'ipotesi di interramento, il laghetto, grazie a un intervento di ripristino, dal 2013 ha un nuova vita. Custodisce una biodiversità di grande interesse, talora sorprendente per la sua collocazione in un ambiente urbano. Qui ne seguiamo gli sviluppi.
domenica 1 febbraio 2026
L'inverno prosegue, ma senza infierire
Solo qualche foglia di ninfea sopravvive ancora al freddo, conservando tracce di clorofilla.
mercoledì 3 gennaio 2024
Buon 2024
Il 3 gennaio è una bella giornata di sole, ottima occasione per visitare il laghetto e per osservare la situazione.
Gli alberi a foglia caduca sono ormai completamente spogli e sono entrati nella fase del riposo invernale. La stagione del foliage è finita. In queste condizioni si riesce a vedere il campanile di San Carlo attraverso i rami nudi.
Se gli alberi riposano, non così i prati. Sono fiorite numerose pratoline, in tutto il parco, grazie anche alle piogge ed alla temperatura ben sopra la media stagionale.
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| Al centro un ontano e dietro, sui lati, due tigli. In fondo un Prunus pissardii del vialetto, uno dei pochi rimasti. |
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| Il salice piangente presso la bacheca. Qualche rara foglia rinsecchita resta appesa ai rami. |
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| Le foglie, accumulate sotto la chioma del salice, ci dicono che la loro caduta è recente. |
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| Lo sguardo spazia libero dal ponticello |
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| Dalla piazzuola si vedono i massi oltre le tife e i frutti del loto |
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| Sulle rive verdeggiano i giunchi |
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| Le foglie del loto sono scomparse da tempo, restano i frutti a imbuto ripiegati sull'acqua |
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| Resistono in buona parte le foglie delle ninfee |
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| Il Pennisetum, solitamente all'ombra dei platani e dei gelsi, ora che questi sono spogli, è raggiunto dai raggi del sole. |
La vita che resiste, che si rinnova e che compare in una aiuola
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| Così si presenta l'aiuola oltre la piazzuola. |
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| Nel vuoto lasciato dal salicone, una specie di cratere, stanno ricrescendo i suoi polloni, al centro della foto, riconoscibili dalla foglie chiare |
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| Sopra il cespuglio svettano le foglie di una sambuco. A volte i sambuchi passano tutto l'inverno con qualche foglia viva. |
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| Nello stesso cespuglio è nato un ligustro. Anche questa specie è nuova per il laghetto (la lista qui a fianco si allunga), ma si tratta di un arbusto abbastanza comune, molto usato per le siepi. |
Fiori e frutti per il nuovo anno
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| Pratolina |
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| Settembrino? Quanto meno un po' tardivo. |
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| Bacche del piracanta. Poche quelle rimaste e tutte nelle zone più in ombra. Maturate tardivamente? |
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| Una delle poche infruttescenze rimaste della tifa |
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| Alcuni ontani sono carichi di "pignette", molto gradite a vari uccelletti, come ai codibugnoli. |
Segni di vita animale
lunedì 8 maggio 2023
É arrivato maggio al canto del ...
Beh, ìl canto del cucù qui non si è sentito, ma sono arrivati i giaggioli d'acqua, i sambuchi, le rose e tanto altro....
Giaggioli d'acqua
Il mese inizia con la splendida fioritura dei giaggioli d'acqua (Iris pseudacorus), per ora limitata a poche decine di esemplari, che presto potrebbero diventare centinaia. Vedremo.
Sbocciano le rose e i sambuchi
I fior di loto
Sulla superficie dell'acqua si aprono le prime foglie del fior di loto. Al momento coprono una superficie infinitesima del laghetto. Le foglie saranno al massimo una quindicina, e pure piccole. A estate inoltrata la copriranno tutta.
Fioriture che si succedono
Appaiono i primissimi fiori della spirea e del piracanta. Su questi si posa una mosca dal colore metallico.
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| Il cespuglio della spirea |
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| La "mosca" in foto è una Calliphoridae (una famiglia dei ditterio) e probabilmente un maschio di Chrysomya albiceps. Grazie a Uloin e a FNM per il riconoscimento. |
I pallon di maggio invece, nonostante il nome, sono già sfioriti
Novità nel prato
Il prato si arricchisce dei trifogli rossi. Spunta anche qualche millefoglie rosa.
Uccelli prudenti e spavaldi
Passa sulla riva lontana un pulcino della gallinella d'acqua, avvistato da una signora, in visita al laghetto, che cortesemente ci avverte. Lo scatto improvvisato non è un granché, ma la sagoma del pulcino si vede. Grazie alla signora!
Libellule no, canto sì.
Mancano all'appello le libellule, o forse semplicemente non le abbiamo viste. Il loro tempo dovrebbe essere arrivato.
Si sente invece distintamente gracidare qualche rana, che tuttavia non si fa vedere. Un signore, con bambino piccolo in braccio, ci conferma che anche qualche giorno fa ha sentito il loro canto, oltre al rumore dei loro tuffi in acqua mentre si avvicinava alle rive.
Insomma niente conto del cucù, ma quello delle rane sì. Maggio non delude!























































