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martedì 28 luglio 2026

Al mattino presto...

I volontari passano nel parco abbastanza presto, a partire dalle 7.30. Qualche volta, a quell'ora, fanno incontri inattesi.

Una minilepre. Chissà come è finita qui.  

Non aggiungeremo la minilepre all'indica a nuvola.  Ci sembra una presenza occasionale, curiosa ma poco significativa per il laghetto. 

Ci stimola però a una riflessione sulla biodiversità del luogo, variamente e inesorabilmente condizionata dall'uomo.

Biodiversità e influssi antropici


É pur vero che il laghetto non è affatto un ecosistema chiuso, come si può immaginare leggendo i testi di ecologia: prato, bosco e stagno sono fra gli esempi più comuni di ecosistemi. 

C'è una piccola fauna stanziale, che si riconosce per il numero degli avvistamenti segnalati nel tempo, in primis le gallinelle d'acqua, che non se ne sono mai andate, anche durante i lavori di ripristino, o il pettirosso, ospite abitudinario in ogni inverno, o altri uccelli così comuni che ci si annoia a fotografarli, come i merli. Anche fra le libellule ci sono specie confermate nel tempo, come le Ischnura elegans e tante altre. Altre specie arrivano da lontano e di fatto, bene o male e in numero variabile nel tempo, sono presenti, come le tartarughe esotiche originarie del sud degli USA. 

Lo stesso vale per la flora. Per limitarci ai prati del parco, la pratolina, la margherita, il ranuncolo, la malva, il tarassaco, il trifoglio bianco e rosso,  sono comuni erbe nostrane, la Veronica persica, diffusissima qui e ovunque e impossibile da eradicare, è invece di origine orientale, i settembrini sono di origine nord americana, e così via. Sono solo alcuni esempi.  

Il laghetto è in sostanza un ecosistema abbastanza aperto, soggetto ai fenomeni della globalizzazione, ultimi esempi sono la Takaaschia japonica e la Popillia japonica, e soggetto ai comportamenti umani locali, che possono essere rispettosi e collaborativi, oppure problematici e difficili, ma non impossibili  da contenere, specialmente in un ambiente urbano, come nel nostro caso. 

Tuttavia il nostro laghetto si difende abbastanza bene. I volontari e gli atteggiamenti positivi dei visitatori aiutano molto. La biodiversità non manca e la vita selvatica prospera. 

E torniamo ai volontari

Più spesso si occupano di qualche pulizia: bottiglie, cartacce, sacchetti di plastica purtroppo non mancano al laghetto e nel parco, a cominciare dal parcheggio.



Sono ben attrezzati


Prima (a sinistra) e dopo (a destra)

Cercano di mantenere un po' di ordine. 

A  volta raccolgono anche materiale, prodotto da cani e non solo,  che preferiamo non mostrare qui. Probabilmente i bambini e i loro genitori sarebbero grati del loro lavoro, se ne fossero a conoscenza. E speriamo che tutti si impegnino a un maggior rispetto del luogo. 

PS: sembra che sia in corso un nuovo rabbocco.

Ringraziamo ancora una volta Giorgio L. uno dei volontari anche per le foto.  

martedì 28 aprile 2026

Il livello è decisamente calato, si corre ai ripari

Il laghetto è quasi asciutto! 😱

Riceviamo alcune foto da Luisa G.U. del Comitato di quartiere di San Carlo, scattate da Giorgio L. che ringraziamo.

Le prime tre foto sono riprese dalla zona dei massi, da sinistra verso destra. Nella terza foto si vede un tubo di immissione dell'acqua che normalmente è sommerso. 




La quarta foto è ripresa dalla riva nord ovest. Si vedono i massi, lo stesso tubo, il fondo fangoso e l'acqua ridotta, in questa zona, a una specie di pozzanghera. 
  

Un ingrandimento delle foto precedente ci permette di stimare quanto l'acqua sia calata rispetto alla linea orizzontale biancastra, visibile alla base dei massi, che segna il livello normale. 


Luisa ci informa anche che i volontari della cittadinanza attiva, che da qualche mese fanno un grande lavoro di cura e manutenzione del laghetto, hanno provveduto al rabbocco. 

Si ritiene che il telo di impermeabilizzazione del fondo abbia qualche falla. Si prospetta la possibilità che debba essere sostituito. 


domenica 4 agosto 2024

Fotocronaca della "settimana convulsa" - prima parte (22 - 24 luglio)

Cerchiamo in questo post di documentare, poco alla volta, quanto già riferito succintamente nel post precedente.

Lunedì 22 luglio

L'allarme

La settimana inizia con le foto di un ragazzo (che vuole mantenere l'anonimato). Alle elementari aveva fatto una ricerca con la sua maestra sui girini  e, frequentando il laghetto, vi si era affezionato. Ogni tanto ci ritorna anche da grande e così oggi si è accorto che l'acqua è troppo bassa e che parti dell'invaso sono già a secco. Scatta alcune foto e ne inoltra tre. Con rapidi passaggi queste arrivano a un Assessore e all'Ufficio Ecologia. 




Intanto anche su FB...

Scopriremo poi che anche su FB, alla pagina "Sei di Seregno se..." il giorno prima (domenica 21 luglio) era stata segnalata la criticità al Sindaco di Laura P. che nel frattempo aveva provveduto ad informare i vigili urbani, la protezione civile e i vigili del fuoco.  

Questo il messaggio: 


E queste le foto, visibili liberamente su Fb. 


Il messaggio ha avuto 35 like e certamente ha contribuito a portare l'attenzione sulla situazione allarmante.  

Sopralluogo al pomeriggio

C'è poca luce e non facciamo foto. Il livello è molto basso e i pesci boccheggiano. L'acqua è scura, ma non puzza. Fa molto caldo oggi, come nei giorni scorsi. Non ci sono segni di moria, ma il rischio di eutrofizzazione è evidente. 

Martedì 23 luglio

Il tecnico del Comune ha azionato il rubinetto di immissione dell'acqua che però,  purtroppo, non ha funzionato. Si è messo a piovere un pochino: 5 mm secondo la Stazione Meteo Centro. La variazione del livello è impercettibile, ma almeno i pesci non boccheggiano più. La pioggia ha probabilmente portato un po' di ossigeno.  

La situazione è sempre preoccupante, ma la natura, per quanto sotto tono, ci stupisce anche oggi.   

Pochi i fiori del loto, che si contano sulle dita di una mano e contenuto è lo sviluppo di questa specie, quando solitamente in questa stagione le sue foglie coprono ogni spazio libero. 

Un fiore del loto, bagnato dalla pioggia, sta per schiudersi



L'espansione del loto è limitata. 


Un paio di ninfee sono fiorite, anche se di solito non amano schiudersi nei periodi più caldi. 



Il livello dell'acqua

Stimato ad occhio è sotto quello solito di 30 cm.



Nel canneto  si muovono le gallinelle d'acqua. Questi uccelli selvatici, perfettamente in grado di trasferirsi dove vogliono, non hanno mai abbandonato il laghetto. Chissà se lo avrebbero fatto in caso di asciutta totale. 


Mercoledì 24

Un secondo tentativo di rabbocco fallisce. Poi non succede niente... ma solo apparentemente. Social e linee telefoniche ribollono. 

sabato 27 luglio 2024

Una settimana convulsa di fine luglio

Da qualche tempo il laghetto accusava qualche problema. Il 9 febbraio l'impianto di rabbocco aperto aveva fatto tracimare l'acqua fin nel prato retrostante. Una volta chiuso, il giorno dopo, aveva smesso di funzionare. Non si è capito perché, forse a causa di un timer elettronico, forse per un galleggiante bloccato. Da allora non era più stato aperto, anche perché non ce n'era stato bisogno.   Nei mesi seguenti, dalla fine dell'inverno all'estate inoltrata, si erano susseguiti periodi, dapprima insolitamente caldi con la fioritura anticipata dei papaveri, poi freddi, alternati ad abbondanti e frequenti piogge.  Alla stazione meteo di Seregno centro risultano caduti 124 cm da gennaio a luglio. Tuttavia il livello dell'acqua, piano piano, quasi impercettibilmente, scendeva. Questa strana stagione ha portato ad uno sviluppo irregolare della vegetazione con lo spuntare di decine di alberelli di ontani lungo le rive, ma scarse fioriture di giaggioli d'acqua, di ninfee e recentemente poche fogliazioni e fioriture del loto. L'erba cresce altissima all'interno del recinto con fiori di ogni genere, margherite comprese, mai viste prima. Complice di tutto ciò anche una scarsa manutenzione.  Con l'arrivo del caldo torrido la situazione precipita e arriviamo così a questa settimana. 

Lunedì 22: un ragazzo lancia l'allarme, paventando un prosciugamento del laghetto, documentato da foto. Il livello è sotto di 30 cm, i pesci boccheggiano, l'acqua non puzza., ma il rischio di eutrofizzazione è concreto.   L'allarme e le foto arrivano alle autorità e all'Ufficio Ecologia. 

Martedì 23: viene aperto il rubinetto del rabbocco, ma, poi si vedrà che l'acqua non arriva e vani sono altri tentativi. La mattina del martedì piove per 5 mm, quanto basta a ridare un po' di ossigeno all'acqua. I pesci non boccheggiano più, ma la situazione rimane preoccupante. 

Mercoledì 24 e Giovedì 25: social network e linee telefoniche ribollono. Alla sera del giovedì, i Vigili del Fuoco, scortati dal tecnico dell'Ufficio dell'Ufficio Ecologia riempiono il laghetto con una autobotte. 

Venerdì 26: Il livello è a meno 5 cm.  L'incubo eutrofizzazione è al momento scongiurato. 

Sabato 27: viene tagliato il prato del parco e anche l'erba alta dentro il recinto del laghetto. 

Qualche nuovo visitatore accede al laghetto e non si accorge di nulla. Ci sono le gallinelle d'acqua, le rane, i pesci, qualche tartaruga esotica e qualche libellula, compreso il primo Sympetrum della stagione, anisottero rosso che abbonderà in autunno.  Qualcuno vede anche un topo. Finisce così una settimana decisamente convulsa. Un grande ringraziamento ai Vigili del Fuoco. Speriamo ora che si riesca a riparare il sistema di rabbocco e a riorganizzare la manutenzione.

Mercoledì 31: I Vigili del Fuoco sono tornati a sera, con il buio, forse a completare il riempimento. Sapremo poi che il sistema automatico di rabbocco è stato riparato. Una settimana convulsa trova una coda il decimo giorno, con un esito che non poteva essere migliore.  

domenica 11 febbraio 2024

Altro record a gennaio

Il comunicato di Copernicus

Il mese scorso è stato il gennaio più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media superficiale dell’aria di 13.14°C superando il precedente record del 2020: ne parlano tutti i media. La fonte però è Copernicus: https://www.copernicus.eu/it e questo è il comunicato:  https://climate.copernicus.eu/copernicus-2024-world-experienced-warmest-january-record

Situazione meteo locale

Anche a Seregno il freddo si è limitato ad un breve periodo (minima dell'anno in corso -3°C), la neve non si è vista. se non sulla cerchia di monti, ha piovuto poco e il ghiaccio al laghetto è completamente sciolto. Ma è troppo presto per pensare che l'inverno sia finito anche se non mancano segnali del prossimo risveglio della vegetazione.

Il prato ha l'erba bassa dall'ultima rasatura, cosparso a tratti di foglie secche fra cui spuntano le pratoline. Si prevede una prossima perturbazione che gli esperti definiscono più autunnale che invernale. Le stagioni si confondono...



Presso il laghetto notiamo che i rami prostrati del gelso sono circondati da un nastro ad alta visibilità. 



Il bacino piccolo


Una delle poche foglie di ninfea ancora verdeggianti

Il bacino grande

L'acqua è limpida. Sulla superficie galleggiano residui vegetali morti, forse lasciati dallo scioglimento del ghiaccio.
 


Rabbocco in corso


Dai massi si sente gorgogliare dell'acqua.  Uno zampillo crea piccole onde semicircolari e qualche pesce si muove nei dintorni, forse attirato dall'ossigenazione. 




I licheni

Il periodo non offre particolari attrattive. Rivolgiamo pertanto la nostra attenzione a licheni e gemme. I licheni sono sui massi e particolarmente su quello in foto. Questi sono stati fotografati negli scorsi anni e identificarti nel 2018. Dovrebbero essere della specie Protoparmeliopsis muralis. Si tratta di una specie abbastanza comune, l'accrescimento è lento e non si notano particolari variazioni.




Sui rami dei salici da vimini  osserviamo altri licheni. Anche questi sono stati identificati nel 2018, ma in questo caso non si possono fare confronti perché quelli fotografati precedentemente erano su rami andati persi. La specie dovrebbe essere Xanthoria perietina, molto comune. Premesso che i licheni sono materia da specialisti, per chi volesse capirne qualcosa di più, segnaliamo un paio di siti che solo qualche anno fa non esistevano: 
 



Gemme

Quasi tutte le piante e gli arbusti hanno le gemme chiuse

 



Fra le gemme che si stanno schiudendo troviamo il sambuco e il corniolo (vedi di seguito) 

Fiori

Come abbiamo detto all'inizio nel prato ci sono delle pratoline, ma comincia ad apparire anche altro.

Le prime Veronica persica



Boccioli del corniolo




Ranuncolo favagello


La fauna

Oltre ai pesci notato un sirfide su una pratolina e le immancabili gallinelle d'acqua