Visualizzazione post con etichetta rana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rana. Mostra tutti i post

sabato 4 luglio 2026

Note sparse: il merlo, la rana e la farfalla

 Post in preparazione

Nel prato inaridito le margherite faticano a crescere 

Prato ingiallito, alberi verdi

Il livello è tornato molto basso


Il fondo del bacino piccolo è coperto da poca acqua

La bugola è il fiore del momento. Forse ama il caldo.

Non c'è gruppo di bugole senza bombi

T
Tife ad altezza d'uomo

Qualche foglia della ninfea si muove improvvisamente e
compare pure della schiumetta. Chi vi si nasconde?

Forse una tartaruga. 

Non riusciamo a scorgere alcuna rana, ma percepiamo il suo gracidare forte e chiaro: c'è! 

Fra i rovi e il viburno, cresce lentissimamente il tasso: una vera
perla della flora spontanea del laghetto. Nessuno l'ha piantato
 e, se fosse per lui, potrebbe vivere migliaia di anni.

Sul vialetto per il cancello posteriore spesso staziona un merlo
Che abbia nei pressi il suo nido? 

Stanno maturando alcune more del rovo

Sono acerbi i frutti del sambuco

Poche le farfalle. Non ci lasciamo scappare questa comunissima
pieride, posata su un fiore di ambretta



Lasciando il laghetto passiamo davanti all'ibisco che ci permette
di riprendere questo bellissimo bombo terrestre, intento a bottinare

domenica 7 giugno 2026

Molto verde, pausa nelle fioriture, vita sempre sorprendente

Davanti al laghetto

Ci accolgono una bella massa di verde e qualche nuvoletta. 



La foto è scattata dal prato dove c'era fino a qualche anno fa l'area cani. A terra vediamo numerosi funghetti, ricordo delle recenti piogge e forse anche delle sostanze azotate lasciate dai cani. Chissà?


Nel prato l'erba non è stata tagliata e si ergono dei fiori gialli, forse costolina giuncolina (Hypochaeris radicata), simile al tarassaco ma con steli molto più alti. 


Ci avviciniamo al cancello

 
Lungo il lato esterno della staccionata, alberelli e arbusti di recente impianto. dotati di tutore rustico e di shelter, hanno emesso le foglie. Ne fotografiamo alcuni sul lato destro del cancello. Ci ripromettiamo di effettuare un controllo più accurato prossimamente. 



Nocciolo

Probabilmente un prugnolo ibrido

Acero campestre

Entrando


Notiamo che non c'è più traccia dei giaggioli d'acque e dei fiori del viburno. Le grandi fioriture primaverili sono cessate. Ma anche le spiree hanno assunto una veste estiva, ciò significa che i loro fiori sono già appassiti. Ne resta solo qualcuno. Riprenderanno in autunno.


Il bacino piccolo


Il bacino grande

Qui osserviamo che il livello dell'acqua è sotto il massimo di una decina di cm. Lo vediamo anche oltre la piazzuola dove è possibile inoltrarsi senza dover affondare nel fango. 
 

Il canneto è ora completamente verde. Le tife sono cresciute oltre l'altezza dell'occhio, anche vicino alla riva della piazzuola, e si fatica a guardare oltre. Il loto emette le prime foglie. Non ci sono fiori tra le ninfee e men che meno sul loto. É ancora presto per le grandi fioriture estive. 

Passano delle gallinelle d'acqua e scorgiamo anche un loro pullo, nato sicuramente quest'anno e già grandicello.  Sentiamo il canto di qualche rana, che non riusciamo a vedere né a fotografare. 

Tartarughe esotiche


Nel mezzo del bacino scorgiamo delle tartarughe esotiche adagiate sulla vegetazione galleggiante che si prendono il sole. Stranamente preferiscono stare qui piuttosto che sui massi. 




Per vedere altre tartarughe si deve andare sulla riva ovest, oltre i massi. Ne contiamo 4. 



Libellule


Finalmente vediamo svolazzare un bellissima libellula, l'Anax imperator. La seguiamo a tratti con lo sguardo,  si posa sotto una foglia di tifa, all'ombra. 


Riprende il volo e si posa ancora, è lontana, ma questa volta la inquadriamo meglio.  La segnaleremo su iNaturalist, per documentare anche lì la non comune biodiversità del laghetto. 

Anax imperator, imperatore comune

La maestosità  di questa libellula ci distoglie dall'osservarne altre, che pure ci sono. Sarà per un'altra volta. 

Proseguendo attorno al bacino grande notiamo un grosso ramo di ontano caduto nel mezzo del bacino. Si è schiantato durante le piogge del 2 giugno.  La sua presenza è stata già segnalata dai volontari del Comitato di Quartiere, che ormai operano stabilmente al laghetto. 



Ci soffermiamo ad osservare uno dei massi particolarmente ricco di licheni, già fotografati in passato. 



Su  iNaturalist sono attivi diversi lichenologi. Vedremo se potranno aiutarci nelle identificazioni. Ne riparleremo. 

lunedì 26 maggio 2025

La "non foto" dell'Anax imperator... e la natura sfuggente

A fine maggio le fioriture primaverili più vistose sono finite o in calo, mentre è ancora presto per quelle estive, ma c'è tantissimo altro da vedere e da scoprire, troppo per chi non ha pazienza e tempo a disposizione.

Ai piedi del gelso

Arrivando ci soffermiamo ad osservare, presso la recinzione del laghetto, una specie di grande cespuglio, talmente denso e fitto da essere  impenetrabile, costituito dai rami bassi del gelso, dal sambuco e dai rovi che vi si sono aggrovigliati. Ci viene da pensare che questa massa vegetale sia un piccolo ecosistema a sé stante. Ci sono fiori di sambuco e di rovo, frutti più o meno maturi del gelso, del sambuco stesso, insetti vari che vi dimorano e uccelli di passaggio.  


Fiore del sambuco

Fiore del rovo


Frutti del gelso, detti more


Su un rametto del gelso troviamo la Takahashia japonica, (cocciniglia dai filamenti cotonosi) che qui non sembra aver fatto grandi danni. Si tratta di un insetto arrivato in Italia recentemente (2017), che suscita un certo allarme in varie località del Nord Milano e per il cui contenimento non è affatto chiaro cose si possa fare, anche se, come apprendiamo da varie fonti giornalistiche, i tentativi di fare qualcosa non mancano. Per info: Cocciniglia dai filamenti cotonosi (Takahashia japonica)

Se il nostro "cespuglio" può essere immaginato come un ecosistema, certamente non è un sistema chiuso. La presenza di un insetto arrivato, chissà come, dal Giappone, lo dimostra.



Nel recinto


Entrando nel recinto vediamo che, oltre al rovo, sono fioriti la spirea e il Pyracantha. Nel bacino piccolo fotografiamo finalmente una rana, nella piazzuola una ragnatela (anche questa è un segno della biodiversità) e nel bacino grande i giaggioli d'acqua, poche decine, rimaste solo sulla sponda est. 

Spiree

Rana in agguato su foglie di ninfea

Fiori del piracanta

Ragnatela con il suo proprietario. 

Sulla riva est ancora qualche giaggiolo


Insetti delle zone umide

Oggi le libellule sono numerose, ma della specie Coenagrion puella e non sono nemmeno sole...




C'è anche un bel sirfide, che meritava una foto migliore, probabilmente un Helophilus e tanto per azzardare un Helophilus (cfr) penduls. Per info: Il Mondo degli Insetti - Tabella di riconoscimento dell'Olofilo più comune

Non si tratta di un insetto raro ed è diffuso in tutta Europa. Gli inglesi lo chiamano il calciatore, per la sua livrea a strisce. Lo vediamo spesso in volo e forse è quello che ha già fotografato Paul il 14 maggio in volo. I sirfidi hanno appunto la capacità di volare fermandosi in un punto, come fanno gli elicotteri. Tuttavia per fotografarli in modo chiaro e riconoscibile bisogna attendere che si posino da qualche parte e magari essere più fortunati o abili di noi.  Le larve dei sirfid e di questa specie in particolare si sviluppano nelle zone umide. Siamo quindi in tema.



Ed ecco anche la "non foto" annunciata nel tiolo del post. In questa stagione vola spesso l'Anax imperator, e proprio quella ci è sembrata (al 99%). Se si fosse posata e se l'avessimo fotografata ne avremmo la certezza. Ma nelle varie foto scattate ad ogni passaggio, appostati per parecchi minuti, di lei non resta traccia, o meglio solo una tenue traccia...  

L'incertezza resta, in questo caso, come in molti altri. La natura è complicata e difficile da decifrare. 


Gallinelle d'acqua: la seconda nidiata 

Quando le certezze si sommano alle incertezze





Nell'ultima immagine, e un po' anche nella precedente,  si vede che la gallinella è seguita da due pulcini piccoli. Certamente fanno parte di una seconda nidiata. Che bello! Molte altre volte era stata registrata una doppia nidiata fra marzo-aprile e maggio-giugno. Per alcuni anni non abbiamo certezze. 

Ma la domanda che ci poniamo ora è: dove sono finiti i due pulcini visti in precedenza (ne abbiamo parlato nel post del 3 aprile)? Se li è mangiati l'airone? Sono volati via? Li rivedremo?