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martedì 9 giugno 2026

Festicciola di fine anno e micro biodiversità

Oggi una classe elementare, accompagnata dai genitori, festeggiava la fine dell'anno scolastico nei pressi del laghetto. Si sa che i ragazzi a questa età sono abbastanza vivaci e, per quanto attratti dal luogo, non sembravano particolarmente interessati alla sua biodiversità.  Ill laghetto era stato pensato, al momento della suo ripristino,  come aula verde. Speriamo che in futuro si creino maggiori occasioni per un utilizzo più consono, che pure non sono sono mancate.  

Alcuni giorni fa, a Paderno Dugnano, è stata inaugurata un'aula natura per una scuola primaria, "concepita come un «laboratorio didattico immersivo», dove gli studenti possono osservare e sperimentare i processi naturali. Un piccolo stagno, eec... ",  più o meno come a  San Carlo. 

Ne ha parlato il Corriere della Sera qui: Paderno Dugnano, inaugurata l'aula natura del Wwf all'Istituto «Salvatore Allende»: «Modo di apprendere pratico e coinvolgente» | Corriere.it

Dal "Corriere della Sera"

Cosa sono le aule verdi


Qui una possibile risposta: https://www.youtube.com/watch?v=fPWFamQkf_w&t=42s 
 

L'airone che oggi non c'è

Ci siamo quindi dedicati a scovare piccoli esempi di biodiversità, gli unici possibili oggi. Difficile infatti  sperare che l'airone se ne stia appollaiato sulla cima del salice oggi, anche se una frequentatrice abituale ci dice di averlo visto recentemente e più volte, ma ovviamente solo nei momenti di maggiore quiete. 

Un ragnetto

Affacciandosi dalla piazzuola verso il bacino grande, una ragnatela quasi invisibile ospitava un piccolo esserino della dimensione di pochi mm.



Si tratta di una Mangoria acalypha, specie già osservata il 12/10/205. Vedi qui: Laghetto di San Carlo - Seregno: Le gallinelle timorose  Riconosciuta anche questa volta, come allora, in FNM da Elleelle, che ringraziamo. 

Gerride

Sulla superficie dell'acqua camminavano diversi gerridi. Pur senza l'attrezzatura necessaria, ne abbiamo fotografato uno, accompagnato dalla sua ombra. 




venerdì 21 novembre 2025

Tre novità in una volta sola

Oggi nevica. Lo ha fatto dalle 9 alle 9.45 e potrebbe farlo anche al pomeriggio.

Da ieri sera a questo blog si è aggiunta una pagina, dedicata a degli esserini piuttosto trascurati e nemmeno piacevoli, ma che hanno la loro importanza per la biodiversità: i ragni

Domani  farà freddo ma tornerà il sole, ottima occasione per la festa dell'albero che si svolgerà fra il Lazzaretto e San Giuseppe nel rimboschimento di via Respighi alle 9.30. Anche questo è un luogo che promuove la biodiversità. 


   Aggiornamenti

  • Dopo la neve è arrivato un gran freddo: oggi domenica 23 siamo scesi sotto zero. In 12 giorni siamo passati dall'estate di San Martino all'inverno, rispettando questa volta la tradizione.
  • La pagina sui ragni è abbozzata.
  • La festa dell'albero è andata benissimo!





Cos'ha in comune il rimboschimento di via Respighi con il laghetto? Sono tutti e due nel Parco GruBria, e sono due dei pochi luoghi delle biodiversità a Seregno. Qui perché l'erba, tagliata poche volte all'anno cresce e fiorisce in una grande varietà di specie, protegge le giovani piantine e accoglie moltissimi insetti. 
E cos'ha in comune la festa dell'albero con il laghetto? Entrambi vogliono promuovere la biodiversità.  

martedì 28 ottobre 2025

Assaggi di ottobrata

La fine del mese, dopo qualche pioggia, ci ha regalato ancora delle giornate bellissime, probabilmente le ultime, dato che il bollettino meteo volge al peggio. A Roma, dove in questo periodi i cieli luminosi e le temperature gradevoli non difettano, si gode l'ottobrata, termine che, nella tradizione popolare, richiamava allegre gite festose fuori porta dopo la vendemmia, ma che è diventato sinonimo di ottobri gradevoli. Noi possiamo accontentarci di qualche assaggio... magari semplicemente venendo qui.

Dal parcheggio ci avviamo verso il laghetto. Sulla sinistra una bella quinto di chiome, soprattutto platani e gelsi, ancora verdi anche se con qualche sfumatura calda. Sulla destra il vialetto, o meglio l'ex vialetto è rimasto solo con due Prunus pissarddii, da tempo spogli. Alla fine del percorso di avvicinamento scorgiamo le foglie rosso vivo degli aceri rossi, che spuntano in alto oltre il laghetto. 






Gli aceri rossi spuntano in alto oltre il laghetto

L'erba appena tagliate, 5 gallinelle, libellule e un ragno

Entrando dal cancelletto vediamo almeno 5 gallinelle d'acqua che rientrano dal prato e si rifugiano rapidamente nel canneto.  Nel prato l'erba è stata tagliata da poco ed era lì che le gallinella stavano razzolando. Notiamo la staccionata parzialmente divelta. La rete però resiste. 


Non poche libellule, della specie Sympetrum striolatum, svolazzano  fra la vegetazione palustre. Il  laghetto è quasi tutto avvolto dall'ombra di grandi alberi con le chiome ancora folte. Solo l'angolo nord est è raggiunto dai raggi del sole e qui amano sostare le libellule. 



Su questa riva scorgiamo una ragnatela, abitata dal suo ragno. Non capita spesso di osservare questi artropodi. 



Aggiornamento: il ragno potrebbe essere della specie Araneus diadematus, come suggerito da Luigi L. (Elleelle) in FNM, che ringraziamo.

Passeggiando nelle vicinanze

La curiosità ci porta a gironzolare attorno al laghetto per osservare lo stato di avanzamento dell'autunno. La caduta delle foglie ritarda. 

Gli aceri rossi intravisti dal ponticello

I due noci davanti al laghetto

Panorama fra i due tigli, colpiti dalla Popillia japonica

Le ultime foglie su uno dei due tigli di cui sopra 

Aceri rossi

In controluce

Le chiome degli aceri rossi

Sotto i platani comincia a formarsi un tappeto di foglie

Sempre bello il Pyracantha con le bacche rosse

Verso la zona ovest del Parco

Sempre più curiosi degli effetti del foliage, allarghiamo il raggio della perlustrazione. Ci spingiamo a ovest  fin quasi al parcheggio di via Ripamonti, incontrando piante che non avevamo mai considerato, alcune nuove, di recente impianto. Così l'elenco delle specie botaniche, nell'indice a nuvola qui a destra, si allungherà un pochino e prossimamente anche in quello della pagina della flora. 

Percorriamo il lato nord 

Un bel gelso cresciuto oltre la recinzione della scuola

Nel giardino della scuola un ulivo

Un frassino

Le foglie sembrano quelle di una quercia rossa, ma ne
differiscono perché in questa stagione e per tutto l'inverno 
restano verdi, lucide e scure. Secondo PlanNet si tratta di 
una Quercus velutina, ossia una quercia nera di origine
americana, solo parente  delle querce rosse .

Nuovi alberelli a ridosso di quattro grandi alberi rossastri.   

Da lontano sembravano querce rosse, ma le foglie
da vicino sono inconfondibili: sono aceri

Bellissimi anche gli alberelli. Due sono dei Liquidambar
uno ancora verde l'altro rosseggiante.  

Il terzo alberello ci lascia perplessi. Olmo, Carpino o altro? 
Secondo Plantnet: Ulmus laevis, olmo bianco, olmo ciliato

Questa la foglia


Torniamo passando dal lato sud del parco

Un gruppo di piante di fico

Un nocciolo

Un arbusto che potrebbe essere interessante, per le foglie e 
per le bacche rosse. Si tratta di una Nandina, un po' mal 
ridotta. Speriamo che si riprenda

E così  torniamo verso il laghetto. 

mercoledì 4 giugno 2025

La prima ninfea... e poi la seconda

Fioriscono le spiree presso il bacino piccolo. Altrove per il caldo sembrano già soffrire, ma qui da 25 anni si trovano benissimo e senza alcuna particolare manutenzione, forse grazie all'ombra del salice che qui attenua i raggi solari. 



Sulla riva del bacino piccolo gli ontani si moltiplicano all'infinito. Sono piante che amano avere le radici vicino all'acqua e qui hanno trovato il loro ambiente ideale. Sulla superficie dell'acqua galleggiano molte foglie del salice. Il caldo aumenta la traspirazione e l'albero si difende anche così. 

Nella piazzuola oltre il ponticello, le aiuole del piracanta, cresciute a dismisura, ospitano tante altre specie vegetali. In questo periodo spuntano i fiori bianchi del rovo e, poco oltre, dei pruni di specie indefinibile hanno i frutti verdi ben formati. 


 

C'è anche una piccola ragnatela dove, nel mezzo, se ne sta il suo abitante in attesa di qualche piccola preda. Come si può notare ha otto zampe e, senza dubbio, non è un insetto ma un ragno.


 
Le possibile prede non mancano. Potrebbero anche essere queste mosche dai colori metallici.



 
Torniamo verso il cancello. Anche qui notiamo sotto la chioma del salice un po' di foglie cadute e ingiallite. L'erba è stata rasata: nessun fiore sul prato. 


Affacciandoci dal ponticello il bacino grande appare molto verde, anche se all'interno del canneto rimane qualche foglia secca delle tifa residuo dello scorso anno. Aumentano le foglie del loto.


Sulla riva est sopravvivono gli ultimi fiori dei giaggioli d'acqua. Fra le loro foglie si sono intrufolati quelli dei  ginesrtrini. Anche questi sono gialli, ma piccoli e pochi non fanno lo stesso effetto.




Osservando le foglie sull'acqua ecco la sorpresa: è fiorita la prima ninfea! Come spesso accade, sembra che si voglia nascondere fra la vegetazione. Fatichiamo a vederla e a inquadrarla, ma a noi sembra sempre bellissima. 


Aggiornamento: dopo qualche giorno le ninfee sono diventate due.