Visualizzazione post con etichetta Papilio machaon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Papilio machaon. Mostra tutti i post

venerdì 21 agosto 2020

L'estate se ne va...

Il caldo rimane,  ma nella vegetazione non è difficile scorgere i segni di una estate che sta per lasciarci.

Già dal parcheggio di via Federico Borromeo si possono vedere un paio dei carpini, che circondano i campi sportivi del Seregnello (al centro della foto), con le foglie non più propio verdi.  


Alcuni alberi sono morti. Qui sotto un acero.


Se ci si avvicina al laghetto, sotto i platani e i gelsi presso il recinto, si vedono le prime foglie cadute.


Nei prati dominano i fiorellini del trifoglio bianco, graditi a numerosi insetti pronubi.


Nel cespuglio della spirea c'è molto seccume

 

Ma l'estate prosegue e lo dimostra, nell'acqua del laghetto, l'intensa fioritura del loto, che ama i mesi più caldi..


E anche la ninfea, passati i periodi più roventi, si da da fare.


Nelle aiuole del piracanta, e non solo lì, il rovo sembra crescere a vista d'occhio


Fra i fiori della buddleia appaiono tre macaoni che si rincorrono. Riusciamo in qualche modo a riprenderene uno, malconcio ma sempre bellissimo. Tutta la malinconia di una estate che sembra volerci lasciare si dissolve. 





mercoledì 1 luglio 2020

Tanta vita fra i fiori

Alla fine di giugno fa caldo, ma qualche pioggia e le nuvole mitigano la temperatura. Il prato non è stato ancora tagliato. E così è pieno di fiori e fra i fiori girano api, farfalle e tanti altri insetti.


Ape su ginestrino

Ape su fiordaliso nerastro

Prato fiorito


Vespa vasaio fra il fango della riva

Non mancano le farfalle, fra cui un macaone che si lascia fotografare solo malamente. L'importante è che ci sia.





Anche nell'acqua le ninfee, sempre parche nella fioriture, oggi ne hanno ben undici!



Appena fuori dal recinto, su una achillea millefoglie rosa si è posato un sirfide. Non sappiamo di che specie sia, forse un Eristalis. Siamo in attesa di una identificazione.

Aggiornamento:  L'identificazione è arrivata (vedi qui: https://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=325585), anche se con qualche incertezza per la specie, da Duckegraffio in FNM (che ringraziamo) che ci conferma il genere Eristalis e suggerisce che potrebbe trattarsi della specie Eristalis abusiva. 




Fra le libellule si contano oggi cinque specie diverse.Oltre alle consuete Anax imperator, alle Ischnura elegans e alle Coenagrion puella, si conferma la presenza dell'Erythromma viridulum, apparso per la prima volta nel 2017, e di un Sympetrum, non è chiaro di che specie. Attendiamo indicazioni.

Aggiornamento:  anche per questo insetto è arrivata l'identificazione, in questo caso assolutamente certa, da Gomphus (M. Pavesi) via FNM (che ringraziamo ancora una volta). Si tratta di Sympetrum sanguineum. Qui la risposta con spiegazioni dettagliate:https://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?whichpage=1&TOPIC_ID=325584&

Anax imperator maschio

Anax imperator femmina

Ischnura elegans

Coenagrion puella

Erytromma viridulum

Sympetrum sanguineum

mercoledì 24 giugno 2020

La natura si veste d'estate

L'estate è arrivata il 20 giugno, e con lei il caldo, per ora sopportabile, che ha solo sfiorato i 30°C. Ma giugno non è stato affatto asciutto. I giorni di pioggia sono stati 16 su 24 (il mese non è ancora finito) e sono caduti circa 200 mm di pioggia su 580 da gennaio (media fra i dati delle centraline).
Il risultato è che, fra gli esseri umani, tutti hanno indossato gli abiti più leggeri, ma nella natura le cose sono un po' più complicate e per capirle non ci aiutano il bollettino dei pollini (c'è sempre chi soffre di allergie), chiuso per questioni di cornavirus, e il servizio agrometeo della lombardia (fornito da ARPA e ERSAF), fermo per ragioni ignote.

Accontentiamoci di osservare quello che succede nella nostra piccola oasi di biodiversità e cominciamo da due belle notizie: la buddleia è fiorita e si vedono più farfalle, fra cui un bellissimo macaone, giustappunto fotografato su quella pianta.


  
Arrivando al laghetto notiamo con piacere - che non sarà condiviso dai numerosi amanti della natura sterile - che il prato è pieno di fiori e fra questi gruppi di margherite vere, di vedovelle dei prati, dette anche ambrette e molto altro. Non mancano gli insetti, fra cui le api. 




Ma non tutto va per il meglio nella vita del luogo. Un alberello è completamente seccato. Vai a capire il motivo.: la grandine, qualche virus (ci sono quelli che infettano le piante) o qualche animaletto che gli ha rosicchiato le radici...  pazienza, avremo un alberello in meno.


Entrando dal cancelletto notiamo che la spirea, fiorita da poco, ha già dei fiori rinsecchiti. Probabilmente è sensibile al caldo; di solito riprende a fiorire alla fine dell'estate.


Nei due bacini rimangono i segni della grandinata: le foglie delle ninfee più colpite sono ingiallite. Inoltre, nel bacino piccolo, galleggiano foglie del salice piangente. Che sia un effetto ritardato anche questo? Da notare che non si vedono fiori di ninfea: probabilmente non gradiscono il caldo. Riprenderanno a fine estate e dureranno oltre la stagione di fiori di loto, che invece amano il caldo. 

Nel bacino piccolo foglie di ninfea e del salice ingiallite

Bacino grande

Un bombo sui fiori di lavanda,
anche questi piegati dal vento e dalla grandine.

Il cespuglio del piracanta ospita parecchia vitalba, che comincia a fiorire.

Sulle rive


Questa volta i giaggioli d'acqua hanno proprio terminato la loro stagione, che evidentemente è la primavera. Sono sostituiti dai più modesti garofanini d'acqua, con i loro piccoli fiori violacei. Una prima infiorescenza per la tifa a foglie strette e varie per la tifa comune. .



Libellule

Si dice che le libellule siano insetti tipicamente estivi, anche se non è vero. Ma oggi parliamo dell'estate e annotiamo che di specie se ne sono viste ben quattro.

Libellula depressa
Ischnura elegans

Coenagion puella in tandem in ovodeposizione


Una Anax imperator  femmina sta planando per deporre le uova

mercoledì 16 settembre 2015

La tifa in seme

Dpo la divagazione dedicata al prato e alle sue farfalle Carlo ci riporta con le sue foto nel perimetro del laghetto.

I semi delle tife cominciano a sparpagliarsi al vento

Una splendida Ahesna mixta è colta in volo
Seguono ancora tre farfalle. Il macaone non è lo stesso di ieri. Questo infatti ha le code intatte. La cavolaia minore era stata vista ma non fotografata.

Macaone

Cavolaia minore (Pieris rapae)

Icaro

lunedì 14 settembre 2015

Il prato delle farfalle

Domenica e lunedì di pioggia. Non fa freddo e verso le 16 arriva un po' di sole. Il prato a fianco del laghetto si anima di farfalle. Si tratta di specie piuttosto comuni, ma sempre piacevoli da vedere.

Il prato non è propriamente pensato per le farfalle, ma quest'anno di fatto lo è stato.

Vedi una scheda in fondo a questo post sui Prati per Farfalle.    

Icaro,  Polyommatus icarus

Un gruppo di otto esemplari di icaro

L'icaro è la farfalla più diffusa nel Parco Falcone Borsellino,
almeno in questo periodo


Un paio di megere


Argo bronzato,  Lycaena phlaeas

Megera,  Lasiommata megera. Esemplare un po' malandato

Macaone, Papilio machaon
Croceo, Colias crocea. La foto è sfuocata e purtroppo le ali sono chiuse.
Tuttavia documenta la presenta di questa bella specie.
Altre farfalle presenti ma non fotografate sono le cavolaie minori.

 

I prati delle farfalle


Quest'anno [2015] si è registrata qui una straordinaria abbondanza di farfalle.

L'estate è stata molto calda, ma questo dato, caso mai, avrebbe dovuto giocare a sfavore dello sviluppo delle farfalle. L'elemento che lo ha invece favorito è stato la grande varietà di erbe e fiori presenti nel prato.

Paolo Palmi entomologo specializzato in lepidotteri, incuriosito, è venuto a trovarci al laghetto. Ci ha dato questa spiegazione e consiglierebbe per il futuro di provvedere a sfalci differenziati.    

 
Il prato intorno al laghetto, ricco di fiori selvatici vari
è frequentato da numerose farfalle
 
I prati all'inglese, sempre perfettamente verdi e rasati, richiedono molta manutenzione, molta acqua, concimi e altre cure. Inoltre sono delle monoculture, poverissime da un punto di vista ecologico.

Per le nostre città, dotate di discrete superfici a verde, che non sono in Inghilterra dove non fa mai caldo e piove spesso, adeguare tutti i prati al modello inglese è un'impresa praticamente ed economicamente insostenibile.

Da tempo si pensa di utilizzare associazioni di erbe locali, magari moderatamente mescolate ad altre alloctone per ottener prati duraturi, resisteni alla siccità, magari con fioriture scalari, con buoni effetti decorativi e bassi costi di manutenzione. Impossibile? Fra i primi ci hanno pensato proprio gli inglesi,  per esempio per le Olimpidi di Londra. http://www.bbc.com/news/uk-england-london-11137097 Loro li chiamano wildflowers

Qualcosa si muove anche in Italia e anche vicino a noi.

Al Bosco delle Querce di Seveso c'è un prato gestito appositamente per favorire la biodiversità con un minimo di manutenzione. Viene sfalciato una volta all'anno fra settembre e ottobre. Altri preferiscono eseguire due tagli all'anno, in estate e in autunno, pensando ad una maggior fruibilità umana.

Un cartello illustra le finalità del prato delle farfalle

Il prato delle farfalle di Seveso
Nella nostra zona un'altra esperienza, che mira a conciliare esigenze estetiche ed ecologiche è al Parco di Villa Borromeo a Cesano. si tratta di un giardino storico all'italiana nel centro della città.

Il Parco Borromeo.  Al centro il laghetto, sullo sfondo il Palazzo.


Zone a "prato selvatico (sfalci differenziati)" presso il laghetto, indicate dalla frecce
Del laghetto del Parco Borromeo avevamo palrato qui: http://laghettosancarlo.blogspot.it/2012/10/laghetti-simili-in-brianza.html


Altri tentativi sono stati effettuati o sono in corso in vari luoghi d'Italia, come a Pavia, Aosta, Ferrara, Cremona, Pisa e forse altrove, mentre sembrano più consolidate analoghe attività negli USA, nei paesi del Nord Europa e nella vicina Svizzera.

Gli obiettivi che si prefiggono queste esperienze sono vari. Tra questi:
  • Proteggere la biodiversità
  • Salvaguardare le specie locali
  • Individuare tipologie di verde più sostenibile
  • Diminuire i costi di manutenzione
  • Migliorare il paesaggio

Link

Alcune esperienze italiane

Altri riferimenti
Aziende specializzate italiane