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venerdì 20 marzo 2026

Stupirsi della primavera

Oggi è il primo giorno di primavera e il laghetto non ci delude: fiori bianchi a profusione, nel prato e sugli alberi. 

Sarà normale, ma colori e profumi che il parco e la stagione ci regalano, ci sembrano irreali, dopo aver ascoltato per l'ennesima volta gli orrori delle guerre in corso, a cui si è aggiunta, dal 28 febbraio, quella in Iran. La tristezza per una umanità imbarbarita, che ci affligge da oltre 4 anni, resta sullo sfondo di una natura che ci accoglie nella sua generosa bellezza. 


Passo dopo passo


Il cielo è senza nuvole e noi sgombriamo la mente dai cattivi pensieri, passo dopo passo, verso il laghetto.  

Gli aceri del parcheggio sembrano emettere le prime gemme. Poi il prato carico di margheritine e, a seguire, i peri da fiore, anche questi in bianco, avvolti dai salici piangenti. 

Le piantine, messe a dimora attorno al recinto del laghetto, stanno emettendo germogli, e persino i loro tutori, semplici bastoni spazzati. Presto potremo capire di che specie sono queste nuove piantine.  








Entriamo al laghetto

Nel bacino piccolo le foglie dei giaggioli d'acqua, sulla riva ovest, si allungano. 



Lo stesso succede nel bacino grande, ma qui spuntano anche le nuove tife. Non è facile distinguerle senza osservarle attentamente. Nell'acqua galleggiano le foglie delle ninfee, stranamente arrossate. 


Nel bacino grande domina il tifeto rinsecchito. Qui sono ancora poche le nuove foglie. La parte centrale sembra ridotte ai minimi termini, come calpestata, cosa strana. 

Un visitatore un giorno si lamentava che il laghetto, secondo lui,  non è tenuto sufficientemente in ordine ed in particolare che il tifeto non viene tagliato. Ma perché mai? Quello è la casa delle gallinelle d'acqua. Presto ci faranno il nido, se non lo hanno già fatto. 


Ecco una gallinella che vi si aggira con fare circospetto, emettendo qualche verso, altre sono rifugiate sotto i cespugli oltre i massi. 


 Tranquille invece sono un paio di tartarughe, adagiate sulle tife rispiegate e semiaffondate. 


Improvvisamente...

Non ce lo aspettavamo proprio. Dal mezzo del tifeto si alza in volo l'airone cenerino con grande rumore e  sbattimento di ali. Ci giriamo di scatto e lo fotografiamo senza nemmeno mirare, malamente, ma  qualcosa è rimasto sui  tre fotogrammi seguenti. 

Se vi sforzate un po', potete vedere l'airone proteso in avanti, poi con le ali ripiegate, e nell'ultima in  atterraggio. Pensavo che se ne fosse volato via. 




E invece era rimasto lì. Spostandomi avanti e indietro, sulla riva opposta, cercavo uno scorcio libero da ostacoli per inquadrarlo. Ho montato uno zoom più lungo... 

Di sicuro mi vedeva, ma non se ne è andato... impassibile. Il suo atteggiamento sembrava confidente. Ma possibile? 



Mentre attendevo che si spostasse in qualche posto meglio visibile, che magari facesse qualcosa di significativo, inutilmente, è passato un lui piccolo.


Curiosa poi la scena in cui la gallinella se ne sta a razzolare vicino all'airone, senza alcun timore. 


Eccolo su una gamba sola, pare che sia una posa tipica. A qualcuno ricorderà la novella di Chichibio, del Boccaccio. 


 
Dopo un bel po' di attesa, anche questa volta, ce ne siamo andati. L'airone è rimasto. 

Vai a capire cosa facesse. Che questo esemplare, che parrebbe sempre lo stesso, abbia poca paura dell'uomo, sembra assodato. Questo vorrebbe dire che i frequentatori del laghetto non lo hanno mai spaventato?  Di certo era lì alla ricerca di cibo, paziente come al suo solito. Strano però che prima fosse nel mezzo del canneto. Lì nidifica la gallinella. Un caso? 

Strana ci sembra la sua assidua presenza: visto il 25 e il 28 febbraio, il 4, il 9 e il 20 marzo, che è oggi.  Siamo in un ambiante urbano dove non manca la frequentazione dei visitatori, e dei passanti, cani compresi, questi fuori dal recinto ma sempre  abbastanza vicini.

Chissà se fra i numerosissimi ornitologi, qualcuno ha osservato e studiato il comportamento degli aironi cenerini: roba da etologi? Purtroppo l'etologia è una scienza estremamente specialistica, fuori dalla portata di un comune appassionato. Per capirne qualcosa ci vorrebbe un divulgatore alla Piero Angela.  

Qui potete trovare alcune osservazioni molto interessanti di una garzaia, collocata però in un ambiente selvatico in Toscana, non in una città, come da noi: http://www.ssnr.it/52-13.pdf. Al momento dobbiamo accontentarci.

giovedì 3 aprile 2025

I pulcini della gallinella d'acqua

Sono nati i pulcini delle gallinelle d'acqua! Una gallinella esce allo scoperto senza curarsi troppo dell'intruso. Va in cerca di cibo. Per chi? Torna a nuoto verso il nido. Si vede chiaramente che ha in bocca una specie di lumaca. A chi la porta? Fra le foglie nuove della tifa si intravede un pulcino. In realtà erano due, ma uno si è subito nascosto. Difficile dire quanti siano, forse di più. Il genitore (pare che le gallinelle accudiscano i piccoli scambiandosi i ruoli fra maschio e femmina) rimane nei pressi, lasciandosi vedere. Forse per fare da guardia, forse per deviare le attenzioni di eventuali predatori.





Non solo gallinelle

Fra i rami degli ontani e le foglie del canneto si aggira un uccellino. Sembra un Luì piccolo. 




Sulla riva dei massi una tartaruga esotica prende il sole. 


La vegetazione acquatica del laghetto tarda a riprendersi dal periodo invernale. Mentre l'aria si scalda l'acqua impiega più tempo a farlo. Le foglie delle ninfee sono sopravvissute, ma solo ora cominciano e tingersi di verde. 
  

I prati sono pieni di fiorellini, ma una "minaccia" si profila. 




venerdì 7 marzo 2025

Una splendida giornata… e "L’anno che verrà"

Un venticello tiepido da sud accarezza le prime foglioline verdi dei salici e le ultime secche degli ontani. Queste, assieme agli amenti, cadono e si accumulano sull’acqua.


Da qualche giorno la temperatura se ne sta di una decina di gradi sopra le medie stagionali. Così dicono, ma il termometro non inganna: max 17 oggi alle ore 16 e 17,6 °C  ieri. Si tratta di una bella notizia? Se non fosse per quella specie di grillo parlante che è Copernicus, che anche oggi ha diramato qualche cupa notizia sui ghiacci del polo che si sciolgono, ora ai minimi storici, e sui mesi che si susseguono con temperature record, sembrerebbe di sì. 





Meglio spegnere la radio, la TV, o il cellulare che sia, uscire all'aria aperta e godersi l'insolito tepore, come fanno le gallinelle e come fa la tartaruga, che è risalita dal fondo interrompendo il letargo, per crogiolarsi al sole distesa su un materassino di canne. 




I cornioli, il salicone rinascente e i vari pruni sono tutti in fiore e le api vi ronzano attorno senza indugi.





Le gallinelle sono strane, non fuggono, razzolano nel prato, si ripuliscono con comodo le penne  e si lasciano osservare. Che stiano già covando? Il pettirosso non se ne è ancora andato e il luì piccolo svolazza da un ramo all’altro.





Se arrivasse anche la pace in Ucraina e a Gaza e se il Papa, come tanti altri che soffrono nel mondo, si rimettesse in salute, sarebbe proprio tutto bello. “Sarà tre volte Natale… ” cantava Lucio Dalla, ma ogni tanto bisogna saper sperare.