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giovedì 15 ottobre 2026

L'autunno dei prossimi cambiamenti

Oggi proviamo a registrare la situazione della vegetazione, e particolarmente degli alberi, prima dei cambiamenti che l'autunno porterà: di sicuro il foliage.

Ma sono anche altre le novità che si prospettano. Ne scorgeremo i segnali. 

Arrivando dal parcheggio


Da sinistra a destra: ibisco, salici piangenti, tuja, Prunus pissardii, uno degli ultimi del vialetto

Sull'ibisco oggi non si posano molti insetti. Ma qualche bombo non manca. Dovrebbe essere un Bombus terrestris, caratterizzato dalla "coda" bianca

Bombo sul fiore dell'ibisco


Sulla sinistra del laghetto si erge un bel gruppo di piante, che formano una massa vegetale unica. Al centro un grande gelso corredato di sambuchi e rovi. 

Ci accorgiamo che c'è anche un pruno,  probabilmente nato dai semi dei Prunus pissardii che una volta fiancheggiavano il vialetto di arrivo, dove ora ne sono rimasti solo due. Ha le foglie scure, bruno rossastre e ben diverse da quelle del gelso, color verde chiaro e lucide. 
E fra le foglie del gelso spunta anche un ramo di  piracanta, con tanto di bacche.
Non li avevamo mai notati prima.

Sullo sfondo i grandi platani e a destra una tuja. 

Gelso e  sambuchi. Sullo sfondo i platani. 

 
Un pruno si è intrufolato nel gelso


Fra le foglie del gelso: il piracanta


Tuja

Alle nostre spalle, nel prato che costeggia il campi di calcio è stato, per l'ennesima volta, eliminato un gelso cresciuto spontaneamente intrecciato alla rete. Il gelso è una pianta tenace. C'è da scommettere che rispunterà. Ma perché non lo lasciano in pace?  

Questa pianta è più o meno coetanea di un altra della stessa specie che invece è stato lasciata libera di crescere lungo la recinzione della scuola, dove ora fa bella mostra di sé.   

Resti di un gelso

L'altro gelso, quasi gemello ma più fortunato

La parte posteriore del laghetto

Qui, come ci aspettavamo, alcune foglie del gli aceri rossi stanno cominciando ad assumere qualche sfumatura del loro colore autunnale. É il primo chiaro segnale che periodo del foliage è alle porte.  

Nei pressi la recinzione di un pozzo è stata danneggiata.

La lagerstroemia non ha più i bei fiori rossi. 

Presso la staccionata del laghetto  un cespuglio di fitolacca ha i grappoli quasi maturi, di un bel rosso vinoso. Più in alto nuovi fiori della buddleja hanno sostituito quelli estivi, completamente distrutti dalla Popillia japonica. La pianta sembra ora aver accusato il colpo dell'attacco. Speriamo che sopravviva.  . 

Aceri rossi

Alcune  foglie degli aceri rossi cominciano a colorarsi

Lagerstroemia

Fitolacca

Buddleja

Nel recinto


Dopo il giretto attorno alla staccionata ci accingiamo ad entrare dal cancello principale. Ci chiediamo ancora una volta quale sia il salice piangente più alto. Forse quello a sinistra. L'altezza potrebbe essere di 8 metri. 

Ci accolgono le spiree incredibilmente rifiorite. La spirea si dimostra una arbusto ornamentale estremamente resistente e produce generose fioriture nei periodi meno siccitosi. 

Salici  piangenti a confronto

Spirea rifiorita

Una coppia di Sympetrum striolatum, appesa a una foglia del rovo spinoso, disposta tipicamente a cuore, si offre alla nostra fotocamera. Ne approfittiamo. 



Mentre oltrepassiamo il ponticello, siamo sopresi dall'airone che si alza in volo. Riusciamo solo a riprenderlo quando è già in alto. Effettua un volo circolare, ma non riusciamo a capire se si sia posato su qualche chioma vicina o se se ne sia andato. Peccato. Non lo vedremo più, almeno oggi. 
L'assidua presenza dell'airone in questo periodo era stata segnalata da Giorgio, volontario di San Carlo. 


L'airone fugge sopra la nostra testa

Notiamo che il livello dell'acqua è bassissimo. La cosa ci fa pensare che i volontari abbiamo interrotto i rabbocchi, per facilitare lo svuotamento, ormai prossimo, in vista dei i lavori di sostituzione del telo impermeabile del fondo. Non sarà un lavoro semplice. 

La riva del bacino grande presso il ponticello

La riva del bacino piccolo

I massi visti dalla riva ovest

Altre osservazioni


Le bacche del piracanta cominciano a prendere un po' di colore. 


Altri Sympetrum si aggirano nei dintorni



Infine vediamo arrivare in volo una coppia di insetti che si posano dietro ad una foglia della tifa. Visti così sembrano dei ragni, ma i ragni non volano, Probabilmente sono delle i tipule, specie di grandi zanzaroni che però non pungono. Dopo poco se ne vanno in volo, ma non si lasciano. La natura in autunno sembra spegnersi, ma si prepara a rigenerarsi. 




sabato 4 luglio 2026

Note sparse: il merlo, la rana e la farfalla

 Post in preparazione

Nel prato inaridito le margherite faticano a crescere 

Prato ingiallito, alberi verdi

Il livello è tornato molto basso


Il fondo del bacino piccolo è coperto da poca acqua

La bugola è il fiore del momento. Forse ama il caldo.

Non c'è gruppo di bugole senza bombi

T
Tife ad altezza d'uomo

Qualche foglia della ninfea si muove improvvisamente e
compare pure della schiumetta. Chi vi si nasconde?

Forse una tartaruga. 

Non riusciamo a scorgere alcuna rana, ma percepiamo il suo gracidare forte e chiaro: c'è! 

Fra i rovi e il viburno, cresce lentissimamente il tasso: una vera
perla della flora spontanea del laghetto. Nessuno l'ha piantato
 e, se fosse per lui, potrebbe vivere migliaia di anni.

Sul vialetto per il cancello posteriore spesso staziona un merlo. 
Che abbia nei pressi il suo nido? 

Stanno maturando alcune more del rovo

Sono acerbi i frutti del sambuco

Poche le farfalle. Non ci lasciamo scappare questa comunissima
pieride, posata su un fiore di ambretta



Lasciando il laghetto passiamo davanti all'ibisco che ci permette
di riprendere questo bellissimo bombo terrestre, intento a bottinare

lunedì 29 giugno 2026

Caldo estremo e notti super tropicali

Se cliccate qui a destra su M. Seregno Centro su meteonetwork, in Archivio, potete vedere le temperature massime e minime di giugno, che negli ultimi dieci giorni hanno superato di gran lunga le medie stagionali. Una prima ondata di caldo c'era stata già in primavera, a fine maggio, con temperature oltre i 30 °C, che di notte scendevano attorno ai 20 °C. Oggi siamo, si spera, all'ultimo giorno di una seconda ondata di caldo, questa volta estremo. Si è arrivati ad un massimo di 36,7 °C, con diverse notti rimaste sopra i 25°C,  classificate per questo come notti super tropicali, tali da rendere i sonni abbastanza insopportabili. Verso sera un temporale ha migliorato la situazione 

Premesso che al laghetto si gode un  po' di frescura, se si evitano le ore centrali della giornata, oggi ci siamo andati per verificare la situazione. Considerando che non piove dal 10 giugno ci aspettavamo che le condizioni della vegetazione fossero peggiori. 

Il caldo e la siccità hanno lasciato qualche traccia nei prati, meno negli arbusti e negli alberi. Ma andiamo per ordine.


Ibisco

Anche questa volta ci siamo fermati ad osservare i cespugli dell'ibisco. Cominciano a fiorire quelli  bianchi.


Quelli rosa erano visitati da numerosi insetti fra cui  de un bel bombo, probabilmente un bombo terrestre, Bombus tarrestris, caratterizzato dalla coda bianca e righe gialle sul dorso. Per saperne di più: Bombus terrestris - Wikipedia



Procediamo verso il laghetto

Non si notano chiome in evidente stato di sofferenza.  


Entrando però nel recinto...


Notiamo a terra parecchie foglie del salice piangente. La pianta non soffre per il caldo ma teme l'eccessiva evapotraspirazione e si difende così, perdendo le foglie di troppo. 



Il livello

Il livello dell'acqua non sembra particolarmente basso, forse 20 - 25 cm sotto il massimo. Immaginiamo che si sia provveduto ad un rabbocco. 


Il prato


Se nel prato si vedono delle chiazze di seccume, bisogna anche ammettere, che nonostante il taglio recente, sono ricresciute rapidamente parecchie specie di erbe e che non poche sono fiorite, sia dentro il recinto che nel resto del parco, molte più delle poche seguenti.

Vilucchione

Fiordaliso nerastro, ambretta e margherita

Malva

Carota selvatica

Vespe


Oggi stranamente non vediamo libellule, ma alcune vespe, che fanno la spola fra le foglie della ninfea, su cui si posano e chissà dove, Fra queste riconosciamo dei grossi calabroni, delle vespe vasaio dal vitino sottilissimo e forse una formica alata. 
Aggiungiamo che mentre la vespa muratrice (Sceliphron caementarium) non sembra aggressiva, il calabrone (Vespa crabro) invece lo è, specialmente se si va a disturbare il suo nido, che per fortuna non sembra essere presente al laghetto. Di solito lo si trova in qualche cavità degli alberi. 

Vespa muratrice (Sceliphron caementarium)

Calabrone (Vespa crabro)

Formica alata?

Arbusti  e alberi sotto attacco delle Papillia japonica

Alcuni arbusti sembravano da lontano colpiti dalla siccità, ma ad una più attenta osservazione, le foglie bucherellate hanno rivelato l'autore del danno; la Papilla japonica, colta anche sul fatto. 

Le piante attaccate sono il prugnolo e un'altra specie di prunus, un paio di tigli e la buddleia, colpita quest'ultima solo nei fiori. 

Il prugnolo





La buddleia




I tigli

I tigli attaccati sono due. Uno è fuori dal recinto sul lato nord. La parte alta sembra piuttosto danneggiata. Un altro tiglio, a ovest, ha le foglie basse che sporgono dentro il recinto, dove si vedono le bestioline all'opera.