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sabato 4 luglio 2026

Note sparse: il merlo, la rana e la farfalla

 Post in preparazione

Nel prato inaridito le margherite faticano a crescere 

Prato ingiallito, alberi verdi

Il livello è tornato molto basso


Il fondo del bacino piccolo è coperto da poca acqua

La bugola è il fiore del momento. Forse ama il caldo.

Non c'è gruppo di bugole senza bombi

T
Tife ad altezza d'uomo

Qualche foglia della ninfea si muove improvvisamente e
compare pure della schiumetta. Chi vi si nasconde?

Forse una tartaruga. 

Non riusciamo a scorgere alcuna rana, ma percepiamo il suo gracidare forte e chiaro: c'è! 

Fra i rovi e il viburno, cresce lentissimamente il tasso: una vera
perla della flora spontanea del laghetto. Nessuno l'ha piantato
 e, se fosse per lui, potrebbe vivere migliaia di anni.

Sul vialetto per il cancello posteriore spesso staziona un merlo
Che abbia nei pressi il suo nido? 

Stanno maturando alcune more del rovo

Sono acerbi i frutti del sambuco

Poche le farfalle. Non ci lasciamo scappare questa comunissima
pieride, posata su un fiore di ambretta



Lasciando il laghetto passiamo davanti all'ibisco che ci permette
di riprendere questo bellissimo bombo terrestre, intento a bottinare

lunedì 29 giugno 2026

Caldo estremo e notti super tropicali

Se cliccate qui a destra su M. Seregno Centro su meteonetwork, in Archivio, potete vedere le temperature massime e minime di giugno, che negli ultimi dieci giorni hanno superato di gran lunga le medie stagionali. Una prima ondata di caldo c'era stata già in primavera, a fine maggio, con temperature oltre i 30 °C, che di notte scendevano attorno ai 20 °C. Oggi siamo, si spera, all'ultimo giorno di una seconda ondata di caldo, questa volta estremo. Si è arrivati ad un massimo di 36,7 °C, con diverse notti rimaste sopra i 25°C,  classificate per questo come notti super tropicali, tali da rendere i sonni abbastanza insopportabili. Verso sera un temporale ha migliorato la situazione 

Premesso che al laghetto si gode un  po' di frescura, se si evitano le ore centrali della giornata, oggi ci siamo andati per verificare la situazione. Considerando che non piove dal 10 giugno ci aspettavamo che le condizioni della vegetazione fossero peggiori. 

Il caldo e la siccità hanno lasciato qualche traccia nei prati, meno negli arbusti e negli alberi. Ma andiamo per ordine.


Ibisco

Anche questa volta ci siamo fermati ad osservare i cespugli dell'ibisco. Cominciano a fiorire quelli  bianchi.


Quelli rosa erano visitati da numerosi insetti fra cui  de un bel bombo, probabilmente un bombo terrestre, Bombus tarrestris, caratterizzato dalla coda bianca e righe gialle sul dorso. Per saperne di più: Bombus terrestris - Wikipedia



Procediamo verso il laghetto

Non si notano chiome in evidente stato di sofferenza.  


Entrando però nel recinto...


Notiamo a terra parecchie foglie del salice piangente. La pianta non soffre per il caldo ma teme l'eccessiva evapotraspirazione e si difende così, perdendo le foglie di troppo. 



Il livello

Il livello dell'acqua non sembra particolarmente basso, forse 20 - 25 cm sotto il massimo. Immaginiamo che si sia provveduto ad un rabbocco. 


Il prato


Se nel prato si vedono delle chiazze di seccume, bisogna anche ammettere, che nonostante il taglio recente, sono ricresciute rapidamente parecchie specie di erbe e che non poche sono fiorite, sia dentro il recinto che nel resto del parco, molte più delle poche seguenti.

Vilucchione

Fiordaliso nerastro, ambretta e margherita

Malva

Carota selvatica

Vespe


Oggi stranamente non vediamo libellule, ma alcune vespe, che fanno la spola fra le foglie della ninfea, su cui si posano e chissà dove, Fra queste riconosciamo dei grossi calabroni, delle vespe vasaio dal vitino sottilissimo e forse una formica alata. 
Aggiungiamo che mentre la vespa muratrice (Sceliphron caementarium) non sembra aggressiva, il calabrone (Vespa crabro) invece lo è, specialmente se si va a disturbare il suo nido, che per fortuna non sembra essere presente al laghetto. Di solito lo si trova in qualche cavità degli alberi. 

Vespa muratrice (Sceliphron caementarium)

Calabrone (Vespa crabro)

Formica alata?

Arbusti  e alberi sotto attacco delle Papillia japonica

Alcuni arbusti sembravano da lontano colpiti dalla siccità, ma ad una più attenta osservazione, le foglie bucherellate hanno rivelato l'autore del danno; la Papilla japonica, colta anche sul fatto. 

Le piante attaccate sono il prugnolo e un'altra specie di prunus, un paio di tigli e la buddleia, colpita quest'ultima solo nei fiori. 

Il prugnolo





La buddleia




I tigli

I tigli attaccati sono due. Uno è fuori dal recinto sul lato nord. La parte alta sembra piuttosto danneggiata. Un altro tiglio, a ovest, ha le foglie basse che sporgono dentro il recinto, dove si vedono le bestioline all'opera.  





lunedì 5 agosto 2024

Fotocronaca della "settimana convulsa" - seconda parte (25 - 26 luglio)

Giovedì 25

A sorpresa, la sera del giovedì, i Vigili del Fuoco, scortati dal tecnico dell'Ufficio dell'Ufficio Ecologia arrivano al laghetto con una autobotte e la riempiono. 

Venerdì 26 luglio

Dopo l'intervento dei Vigili del Fuoco, di ieri sera, il laghetto è quasi pieno, mancano almeno 5 cm al livello massimo. Non sappiamo se fosse stato riempito a raso. Non stupirebbe se le rive e le parti rimaste asciutte avessero assorbito l'acqua durante la notte. Vedremo nei prossimi giorni. . In ogni caso il pericolo di eutrofizzazione al momento è scongiurato. 

L'acqua  è ritornata


É tardi nel pomeriggio e le foto avranno colori spenti, ma fa lo stesso, impossibile perdere l'occasione. L'acqua è tornata ovunque. Sulla superfici galleggiano foglie morte e altri residui vegetali. 

Vista dal ponticello verso il bacino grande

Il bacino piccolo

il bacino grande

Il livello

Le  pietre sulla riva est del bacino grande, viste dalla piazzuola
dopo il ponticello, permettono di valutare il livello dell'acqua.
La striscia nera segna la differenza dal livello normale.

Il livello è sotto di 5 cm o poco più

La zona davanti ai massi era a secco. Anche qui a striscia nera 
ci mostra che il livello è tornato quasi normale

La radice di un ontano, che sporge nell'acqua, a destra del
ponticello, fornisce un buon riferimento del livello attuale


I fiori del loto

Sono pochi, sono alloctoni, ma è sempre un piacere vederli fioriti








Una sola ninfea fiorita


É nel bacino piccolo, semisommersa e nascosta dalla foglie. 


Le margherite


Non vanno confuse con le comunissime pratoline. Le margherite sono più alte e per questo faticano a sopravvivere alle rasature dei prati. Ogni tanto ce la fanno, qua e là.  Quest'anno sono spuntate sul bordo del laghetto. 



Il salicone


L'albero del salicone è stato schiantato il 24 luglio del 2023 da un fortunale che ha lasciato parecchi segni a Seregno. La ceppaia rimasta ha ributtato numerosi polloni. Uno è ora ha superato l'altezza di un uomo. I tigli e i ciliegi, anche loro vittime dello stesso fortunale, nei pressi del laghetto avevano emesso in primavera dei polloni, ma sono già tutti seccati.  Speriamo che il salicone ce la faccia.