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venerdì 21 novembre 2025

Tre novità in una volta sola

Oggi nevica. Lo ha fatto dalle 9 alle 9.45 e potrebbe farlo anche al pomeriggio.

Da ieri sera a questo blog si è aggiunta una pagina, dedicata a degli esserini piuttosto trascurati e nemmeno piacevoli, ma che hanno la loro importanza per la biodiversità: i ragni

Domani  farà freddo ma tornerà il sole, ottima occasione per la festa dell'albero che si svolgerà fra il Lazzaretto e San Giuseppe nel rimboschimento di via Respighi alle 9.30. Anche questo è un luogo che promuove la biodiversità. 


   Aggiornamenti

  • Dopo la neve è arrivato un gran freddo: oggi domenica 23 siamo scesi sotto zero. In 12 giorni siamo passati dall'estate di San Martino all'inverno, rispettando questa volta la tradizione.
  • La pagina sui ragni è abbozzata.
  • La festa dell'albero è andata benissimo!





Cos'ha in comune il rimboschimento di via Respighi con il laghetto? Sono tutti e due nel Parco GruBria, e sono due dei pochi luoghi delle biodiversità a Seregno. Qui perché l'erba, tagliata poche volte all'anno cresce e fiorisce in una grande varietà di specie, protegge le giovani piantine e accoglie moltissimi insetti. 
E cos'ha in comune la festa dell'albero con il laghetto? Entrambi vogliono promuovere la biodiversità.  

venerdì 14 febbraio 2025

Neve o non neve?

Sabato 8 febbraio 


In mattinata è caduta un po' di neve mista ad acqua.  non ha fatto in tempo ad attecchire. Poi solo pioggia. La neve non si è ancora vista qui.

Venerdì 8 febbraio: "Né grandine né semplice neve, Milano imbiancata dal graupel


Così titola il Sole 24 ore di oggi, da cui traiamo anche la foto sotto


E Seregno?

Un San Valentino cupo e triste


A mezzogiorno a Milano fa freddo ma c'è il sole. Nel primo pomeriggio, guardando verso nord, dove c'è la Brianza, un nuvolone oscura quella parte di cielo, mentre all'orizzonte continuano a brillare le Prealpi con le cime innevate. Il nuvolone è una larga striscia nera minacciosa, che va da ovest a est e si avvicina. 

Giunti a Seregno scende piano piano qualcosa che non si capisce se sia neve o grandine. Partono le discussioni e ciascuno sostiene la propria tesi. Non sono fiocchi, ma chicchi piccoli e tondi, non sono duri come quelli della grandine e quando cadono sul davanzale si rompono subito, inconsistenti e friabili. 

Milano si imbianca, almeno un po' e finisce sui giornali e sui social, Seregno no. 

Pare che fosse la cosiddetta "neve tonda", o "groupel". 

L'inverno, o quello che non sembra tale, continua a sorprenderci. Ma questi, a cominciare da ieri, sono giorni tristi e molti seregnesi sanno perché.

domenica 26 febbraio 2023

Una sfilata di uccelli

Sulla pagina Facebook dedicata al laghetto, Carlo S. ha pubblicato una dozzina di foto con una ricca serie di uccelli e una farfalla. Il fotografo, come ben sappiamo, sa il fatto suo, specialmente con questi soggetti. Le foto sono tutte interessanti, ma in modo diverso: alcune spettacolari, altre piacevolissime. altre rare. Tutte documentano l'inaspettato valore naturalistico di quello che alla fin fine è un piccolo specchio d'acqua, poco più che una pozza, prezioso per gli uccelli, specie in tempi di siccità, per la vita vegetale e animale, anfibi e libellule in primis, e per noi, collocato in una città che, possiamo dire dopo dieci anni, lo apprezza e lo rispetta.     

Con il suo permesso ne riportiamo qui tre. Vi invitiamo ad andare a vedere su FB il resto della sfilata di cardellini, lucherini, colombe, colombacci, pettirossi, cornacchie, merli e gallinelle d'acqua che solo lui è riuscito a scovare tutti in una volta e mostrarceli qui: Seregno:il laghetto di S.Carlo. Volendo ci si può unire ai 324 followers e pubblicare liberamente commenti e foto. Non è necessario che siano dei capolavori. Fanno sempre piacere e a volte ci possono lasciare a bocca aperta, segnalando la presenza di germani, aironi, balie, capinere e tanto altro, come è già avvenuto.  

"La riunione dei cardellini".
Questa foto ha avuto su FB il maggior gradimento per like, commenti e condivisioni. 

Una Vanessa atalanta sulle inflorescenze del salicone. Bella e rappresentativa del periodo

La cornacchia non si fa mai vedere dentro il recinto. Questa è una delle rare volte. Forse non 
trovava altro posto per bere? Effetto delle siccità?   

Per la cronaca ieri e questa notte è caduta un po' di neve. Annunciata tante volte, finalmente è arrivata. Non ha fatto in tempo a creare un manto bianco, ma non è passata inosservata. Quanto meno i prati si sono un po' bagnati. Sono caduti 12 mm di acqua su 61 dall'inizia dell'anno. Speriamo che la vegetazione ne tragga beneficio e che la prossima primavera non ci lesini le fioriture. 

Le foto sono del 23 febbraio scorso, il 24 ricorreva il primo anno da una brutta data che i nostri figli troveranno sui libri di storia, il 25 era carnevale, il 26 ha cominciato a cadere qualche fiocco di neve. Della pandemia non se ne parla quasi più. Mancano tre settimane alla primavera. 

Nella pagina Uccelli trovate la lista delle specie avvistate fino ad oggi


sabato 21 gennaio 2023

Qualche fiocco di neve e poco altro

Il giorno giovedì 18 qualche fiocco di neve si è fatto vedere, ma per poco tempo, questione di un quarto d'ora o giù di lì. A terra non è rimasto nulla. 

Oggi abbiamo trovato al laghetto qualche traccia di ghiaccio. Strano perché la temperatura è scesa, ma non sotto lo zero. Forse il vento, che ha avuto qualche raffica fino a 40 km/h ha raffreddato la superficie nel bacino grande. Nessuna traccia di ghiaccio invece nel bacino piccolo, meno profondo ma anche più riparato. Verso metà giornata c'era persino il sole. 

Il bacino piccolo

Nel bacino piccolo i rami penduli del salice sono spogli, le foglie
delle ninfee sono ancora verdi e non si vede alcuna traccia di ghiaccio

Il bacino grande

Fra la piazzuola e il canneto rimane del ghiaccio semi dissolto.  




Altro ghiaccio è oltre il canneto, verso il lato nord. Qui le ninfee sembrano aver sofferto un po' di più. Alcune sono arrossate. 


Girando attorno torniamo a vedere il lato della piazzuola. 


I danni della siccità

Sulla strada del ritorno, verso il parcheggio di via Platone presso il centro sportivo, notiamo segni evidenti della siccità che ha caratterizzato il 2022, nella siepe di laurone (Prunus laurocerasus). Ci era sembrato che le piogge invernali ne avessero dissimulato ogni segno, ma non è così. 


Aggiungiamo che nel giardino della scuola a fianco una grossa conifera è morta. Vedremo nella prossima primavera quante piante del parco e dintorni riusciranno a riprendersi. 

venerdì 1 aprile 2022

Pesce d'Aprile

Ci ha pensato il meteo. Non sarebbe proprio il momento per fare, come da tradizione, degli scherzetti. Ma il clima non conosce le regole del bon ton. Oggi, primo d'Aprile verso le 18.30, si è scatenato una cosa difficile da definire, una specie di temporale con tuoni e fulmini, ma anche grandine e neve: tutto in una volta. 

Non è la prima vlta che in questo mese il tempo cambia improvvisamente. Chi ha la mamoria lunga può ricordare il precedente di una bella giornata al mattino del 17 Aprile 1991, tramutata al pomeriggio in vento, freddo e neve. 

Così va il mondo, anche se la pandemia e la guerra, entrambe ancora in corso, ce le saremmo risparmiate volentieri. 

Foto di Adelia M. che ringraziamo

 A proposito di pesci, annotiamo che in questo periodo continuano a vedersi poco.
 

 

venerdì 17 dicembre 2021

Le stagioni si avvicendano

La neve si è sciolta quasi tutta. Resta un velo di ghiaccio qua e là. Siamo prossimi alla fine dell'autunno, ma in questo periodo possiamo osservare tre fenomeni che fanno pensare all'incrociarsi di  tre stagioni. 

Le foglie sono quasi tutte e terra, ma ne troviamo ancora sulle chiome, solo di alcune specie che evidentemente resistono meglio al freddo. I foliage tipico dell'autunno non è ancora completo.  

Abbiamo avuto la prima nevicata e lo specchio d'acqua si è gelato parzialmente e poi sgelato almeno un paio di volte. Le rane e le tratarughe esotiche sono in letargo, rifugiate fra i fanghi del fondale. Non ci sono fiori e le rare pratoline hanno i petali (o meglio gli pseudopetali) chiusi. Molti frutti sono maturati e i semi si diffondono vuoi per il vento, vuoi per via degli animali.  Non si vedono insetti in volo, ma solo uccelli, fra cui quelli venuti dal nord a svernare da noi. Tutti questi segnali ci fanno pensare all'inverno che ufficialmente non è ancora iniziato.

Ma c'è anche qualcosa che preannuncia la prossima primavera: le gemme che si allungano e si ingrossano.  

La caduta delle foglie 

Alla lista degli alberi spogli si sono aggiunti gli ontani e i gelsi.  Mentre le ninfee che sono state recentemente sfoltite, mostrano qualche foglia verde e quindi viva.

Una foglia di ninfea su cui sono cadute quelle dell'ontano

Resistono parzialmente i salici piangenti e i sambuchi.

Un gelso a sinistra ha perso tutte le foglie da poco

I salici piangenti hanno ancora quelche foglia

Il ghiaccio




 La neve residua

Presso il ceppo di un salice,  abbattuto dal vento alcuni anni fa e ormai marcescescente, le uniche tracce della scorsa nevicata 

L'acqua è limpida

Le foglie dell'ontano si depositano sul fondo presso le rive. L'acqua appare cristallina, probabilmente per il freddo. 

Frutti, semi e gemme

Le infruttescenze delle tife sono mature e i semi si spargono ad ogni folata di vento. La vitalba, arrampicata sul salicone, attende che i suoi de semi cotonosi seguano il loro destino. Un merlo si nutre con delle piccole mele su uno dei meli ornamentali. I semi viaggerano con lui. Sui rami del salicone si vedono bene le gemme che a fine inverno fioriranno.





Dietro al laghetto

L'aspetto è quello di un grande seccume, ma a ben vedere ci sono almeno tre sambuchi che, anche in piano inverno conservano qualche foglia viva. Lo stesso fanno i rovi. Il piracanta invece è un sempreverde. Nelle sua aiuole trovano spesso riparo le gallinelle, i merli e altri uccelli. 





venerdì 10 dicembre 2021

La neve: poca ma è arrivata

Questa volta le previsioni la davano per abbondante, almeno 10 cm. Ne è arrivata, poco alla volta e in due giorni ma è arrivata, quanto basta per spruzzare un po' di bianco i prati, le foglie, quasi tutte a terra e le staccionate.  Nessuna forma di vita, se non un merlo e pochi altri uccelli. 






Il bscino piccolo



Il bacino grande

 






Qualche dettaglio