martedì 27 ottobre 2026

Iniziati i lavori per riparazione del fondale

Da tempo il telo impermeabile sul fondo del laghetto non teneva più l'acqua adeguatamente. Da mesi i volontari, ogni tanto, effettuavano qualche rabbocco per impedire il prosciugamento. 

Lunedì scorso si era svolta una riunione sul posto per verificare il da farsi con la ditta appaltatrice ed oggi hanno preso il via i lavori. 








domenica 25 ottobre 2026

L'autunno stenta a manifestarsi

Cerchiamo i primi segni dell'autunno. Li troviamo sugli aceri rossi che cominciano a diventare rossi davvero. 

L'arrossamento è probabilmente dovuto al fresco della notti. Le piante non sono affatto a riposo. Sul prato sotto gli aceri rossi le foglie a terra sono pochissime.  


Ci accorgiamo però che la spirea ha ripreso a fiorire, quasi come fosse primavera. Non è un fenomeno strano. L'acqua che non manca alle radici per le recenti piogge e le temperature moderate del giorno danno un ultima spinta alla vegetazione. 

la spirea prova a rifiorire

Anche il rovo sembra aver sbagliato stagione

Il pero è carico di frutti e le foglie sono quasi tutte verdi. 

I tigli sono fra gli alberi quelli che sembrano più affaticati.
A terra ci sono anche le loro foglie morte.  


Il raduno degli storni

Su un traliccio dell'alta tensione si sono radunati degli storni. Non sono però migratori come le rondini e probabilmente non è nemmeno il momento della partenza. Secondo gli esperti gli storni hanno abitudini gregarie e sono solo parzialmente migratori. Comunque è bello assistere a questo fenomeno. 




La gallinella

Oggi le gallinelle si lasciano vedere e fotografare. Ci avviciniamo lentamente  a meno di dieci metri ma non scappano e nemmeno smettono di becchettare. Strano. Forse non ci temono. 


Sirfidi


Sui fiori gialli, probabilmente costoline giuncoline, simili ai tarassaci ma decisamente con steli più alti, notiamo degli insetti. Non sono vespe, ma ditteri sirfidi che le imitano nell'aspetto. Ne notiamo diversi. Uno è su una margherita.  

É un Episyrphus balteatus, un sirfide abbastanza comune. 


Un altro dittero è su una margherita, ma si tratta di una comune mosca. 
 
Mosca su margherita

La cosa incredibile è che le margherite sono moltissime e sono spuntate ovunque nel prato che fiancheggia il Seregnello, sotto i fili dell'alta tensione. E pensare che in altri anni, le margherite, quelle vere, da nn confondere con le pratoline erano ridotte a pochissimi gruppetti. 

Margherite e distesa

Per tornare al laghetto notiamo che il livello dell'acqua non è mai stato così basso. Il momento atteso si avvicina. 



giovedì 15 ottobre 2026

Prima dei prossimi cambiamenti - 2

Facciamo seguito alla perlustrazione di ieri. Questa volta è sulla piccola fauna che concentriamo l'attenzione. 

E cominciamo con un paio di libellule. Non sono delle novità, ma è sempre un piacere riuscire a vedere e fotografare l'Aeshna mixta e anche il comunissimo Sympetrum striolatum che ci viene a volare fra i piedi. 

Aeshna mixta, dragone autunnale


Sympetrum striolatum, cardinale striato

Guarda guarda chi ci è arrivato: il pettirosso! Con l'approssimarsi della brutta stagione, trova sempre un rifugio scuro al laghetto, immancabilmente ogni anno.

Pettirosso

La gallinella d'acqua, la beniamina del laghetto, sempre presente ma non sempre visibile, oggi gira tranquilla nei dintorni. Ci accontentiamo di una foto. 


Da qualche tempo le cornacchie si fanno vedere più spesso, magari non dentro al recinto. Questa fruga presso una panchine forse alle ricerca di qualche briciola. Pare che sia uno degli uccelli più intelligenti e forse per questo non si lascia avvicinare. Non è un caso che in questo blog sia stato segnalato solo 4 volte. 

Cornacchia grigia

Nell'acqua, che ogni giorno cala di livello, si vedono poche tartarughe. Che se ne siano andate già nel fango del fondale? Questa però se ne sta ancora all'aria aperta, adagiata sulle canne piegate. 



E torniamo al mondo degli insetti con questa tipula. Ieri ci era sembrata un ragno, con quelle zampe così lunghe.  Le tipule non sono molto attraenti,  sembrano degli zanzaroni, contano una infinità di specie e pochi esperti in grado di identificarle. La nostra al momento rimane di una specie ignota. Oggi ci appare in foto persino piacevole, forse per i colori o forse perché apre il nostro sguardo su una forma di vita abbastanza misteriosa. L'unica cosa che sappiamo e che è assolutamente innocua. 





Per finire osserviamo che il colore rosso, che caratterizza l'autunno avanzato, comincia ad apparire quà e là, sulle bacche delle rosa, nascose sul retro del recinto e sui frutti del  sambuco. Presto lo vedremo ovunque. 




L'autunno dei prossimi cambiamenti

Oggi proviamo a registrare la situazione della vegetazione, e particolarmente degli alberi, prima dei cambiamenti che l'autunno porterà: di sicuro il foliage.

Ma sono anche altre le novità che si prospettano. Ne scorgeremo i segnali. 

Arrivando dal parcheggio


Da sinistra a destra: ibisco, salici piangenti, tuja, Prunus pissardii, uno degli ultimi del vialetto

Sull'ibisco oggi non si posano molti insetti. Ma qualche bombo non manca. Dovrebbe essere un Bombus terrestris, caratterizzato dalla "coda" bianca

Bombo sul fiore dell'ibisco


Sulla sinistra del laghetto si erge un bel gruppo di piante, che formano una massa vegetale unica. Al centro un grande gelso corredato di sambuchi e rovi. 

Ci accorgiamo che c'è anche un pruno,  probabilmente nato dai semi dei Prunus pissardii che una volta fiancheggiavano il vialetto di arrivo, dove ora ne sono rimasti solo due. Ha le foglie scure, bruno rossastre e ben diverse da quelle del gelso, color verde chiaro e lucide. 
E fra le foglie del gelso spunta anche un ramo di  piracanta, con tanto di bacche.
Non li avevamo mai notati prima.

Sullo sfondo i grandi platani e a destra una tuja. 

Gelso e  sambuchi. Sullo sfondo i platani. 

 
Un pruno si è intrufolato nel gelso


Fra le foglie del gelso: il piracanta


Tuja

Alle nostre spalle, nel prato che costeggia il campi di calcio è stato, per l'ennesima volta, eliminato un gelso cresciuto spontaneamente intrecciato alla rete. Il gelso è una pianta tenace. C'è da scommettere che rispunterà. Ma perché non lo lasciano in pace?  

Questa pianta è più o meno coetanea di un altra della stessa specie che invece è stato lasciata libera di crescere lungo la recinzione della scuola, dove ora fa bella mostra di sé.   

Resti di un gelso

L'altro gelso, quasi gemello ma più fortunato

La parte posteriore del laghetto

Qui, come ci aspettavamo, alcune foglie del gli aceri rossi stanno cominciando ad assumere qualche sfumatura del loro colore autunnale. É il primo chiaro segnale che periodo del foliage è alle porte.  

Nei pressi la recinzione di un pozzo è stata danneggiata.

La lagerstroemia non ha più i bei fiori rossi. 

Presso la staccionata del laghetto  un cespuglio di fitolacca ha i grappoli quasi maturi, di un bel rosso vinoso. Più in alto nuovi fiori della buddleja hanno sostituito quelli estivi, completamente distrutti dalla Popillia japonica. La pianta sembra ora aver accusato il colpo dell'attacco. Speriamo che sopravviva.  . 

Aceri rossi

Alcune  foglie degli aceri rossi cominciano a colorarsi

Lagerstroemia

Fitolacca

Buddleja

Nel recinto


Dopo il giretto attorno alla staccionata ci accingiamo ad entrare dal cancello principale. Ci chiediamo ancora una volta quale sia il salice piangente più alto. Forse quello a sinistra. L'altezza potrebbe essere di 8 metri. 

Ci accolgono le spiree incredibilmente rifiorite. La spirea si dimostra una arbusto ornamentale estremamente resistente e produce generose fioriture nei periodi meno siccitosi. 

Salici  piangenti a confronto

Spirea rifiorita

Una coppia di Sympetrum striolatum, appesa a una foglia del rovo spinoso, disposta tipicamente a cuore, si offre alla nostra fotocamera. Ne approfittiamo. 



Mentre oltrepassiamo il ponticello, siamo sopresi dall'airone che si alza in volo. Riusciamo solo a riprenderlo quando è già in alto. Effettua un volo circolare, ma non riusciamo a capire se si sia posato su qualche chioma vicina o se se ne sia andato. Peccato. Non lo vedremo più, almeno oggi. 
L'assidua presenza dell'airone in questo periodo era stata segnalata da Giorgio, volontario di San Carlo. 


L'airone fugge sopra la nostra testa

Notiamo che il livello dell'acqua è bassissimo. La cosa ci fa pensare che i volontari abbiamo interrotto i rabbocchi, per facilitare lo svuotamento, ormai prossimo, in vista dei i lavori di sostituzione del telo impermeabile del fondo. Non sarà un lavoro semplice. 

La riva del bacino grande presso il ponticello

La riva del bacino piccolo

I massi visti dalla riva ovest

Altre osservazioni


Le bacche del piracanta cominciano a prendere un po' di colore. 


Altri Sympetrum si aggirano nei dintorni



Infine vediamo arrivare in volo una coppia di insetti che si posano dietro ad una foglia della tifa. Visti così sembrano dei ragni, ma i ragni non volano, Probabilmente sono delle i tipule, specie di grandi zanzaroni che però non pungono. Dopo poco se ne vanno in volo, ma non si lasciano. La natura in autunno sembra spegnersi, ma si prepara a rigenerarsi.