giovedì 15 ottobre 2026

Prima dei prossimi cambiamenti - 2

Facciamo seguito alla perlustrazione di ieri. Questa volta è sulla piccola fauna che concentriamo l'attenzione. 

E cominciamo con un paio di libellule. Non sono delle novità, ma è sempre un piacere riuscire a vedere e fotografare l'Aeshna mixta e anche il comunissimo Sympetrum striolatum che ci viene a volare fra i piedi. 

Aeshna mixta, dragone autunnale


Sympetrum striolatum, cardinale striato

Guarda guarda chi ci è arrivato: il pettirosso! Con l'approssimarsi della brutta stagione, trova sempre un rifugio scuro al laghetto, immancabilmente ogni anno.

Pettirosso

La gallinella d'acqua, la beniamina del laghetto, sempre presente ma non sempre visibile, oggi gira tranquilla nei dintorni. Ci accontentiamo di una foto. 


Da qualche tempo le cornacchie si fanno vedere più spesso, magari non dentro al recinto. Questa fruga presso una panchine forse alle ricerca di qualche briciola. Pare che sia uno degli uccelli più intelligenti e forse per questo non si lascia avvicinare. Non è un caso che in questo blog sia stato segnalato solo 4 volte. 

Cornacchia grigia

Nell'acqua, che ogni giorno cala di livello, si vedono poche tartarughe. Che se ne siano andate già nel fango del fondale? Questa però se ne sta ancora all'aria aperta, adagiata sulle canne piegate. 



E torniamo al mondo degli insetti con questa tipula. Ieri ci era sembrata un ragno, con quelle zampe così lunghe.  Le tipule non sono molto attraenti,  sembrano degli zanzaroni, contano una infinità di specie e pochi esperti in grado di identificarle. La nostra al momento rimane di una specie ignota. Oggi ci appare in foto persino piacevole, forse per i colori o forse perché apre il nostro sguardo su una forma di vita abbastanza misteriosa. L'unica cosa che sappiamo e che è assolutamente innocua. 





Per finire osserviamo che il colore rosso, che caratterizza l'autunno avanzato, comincia ad apparire quà e là, sulle bacche delle rosa, nascose sul retro del recinto e sui frutti del  sambuco. Presto lo vedremo ovunque. 




L'autunno dei prossimi cambiamenti

Oggi proviamo a registrare la situazione della vegetazione, e particolarmente degli alberi, prima dei cambiamenti che l'autunno porterà: di sicuro il foliage.

Ma sono anche altre le novità che si prospettano. Ne scorgeremo i segnali. 

Arrivando dal parcheggio


Da sinistra a destra: ibisco, salici piangenti, tuja, Prunus pissardii, uno degli ultimi del vialetto

Sull'ibisco oggi non si posano molti insetti. Ma qualche bombo non manca. Dovrebbe essere un Bombus terrestris, caratterizzato dalla "coda" bianca

Bombo sul fiore dell'ibisco


Sulla sinistra del laghetto si erge un bel gruppo di piante, che formano una massa vegetale unica. Al centro un grande gelso corredato di sambuchi e rovi. 

Ci accorgiamo che c'è anche un pruno,  probabilmente nato dai semi dei Prunus pissardii che una volta fiancheggiavano il vialetto di arrivo, dove ora ne sono rimasti solo due. Ha le foglie scure, bruno rossastre e ben diverse da quelle del gelso, color verde chiaro e lucide. 
E fra le foglie del gelso spunta anche un ramo di  piracanta, con tanto di bacche.
Non li avevamo mai notati prima.

Sullo sfondo i grandi platani e a destra una tuja. 

Gelso e  sambuchi. Sullo sfondo i platani. 

 
Un pruno si è intrufolato nel gelso


Fra le foglie del gelso: il piracanta


Tuja

Alle nostre spalle, nel prato che costeggia il campi di calcio è stato, per l'ennesima volta, eliminato un gelso cresciuto spontaneamente intrecciato alla rete. Il gelso è una pianta tenace. C'è da scommettere che rispunterà. Ma perché non lo lasciano in pace?  

Questa pianta è più o meno coetanea di un altra della stessa specie che invece è stato lasciata libera di crescere lungo la recinzione della scuola, dove ora fa bella mostra di sé.   

Resti di un gelso

L'altro gelso, quasi gemello ma più fortunato

La parte posteriore del laghetto

Qui, come ci aspettavamo, alcune foglie del gli aceri rossi stanno cominciando ad assumere qualche sfumatura del loro colore autunnale. É il primo chiaro segnale che periodo del foliage è alle porte.  

Nei pressi la recinzione di un pozzo è stata danneggiata.

La lagerstroemia non ha più i bei fiori rossi. 

Presso la staccionata del laghetto  un cespuglio di fitolacca ha i grappoli quasi maturi, di un bel rosso vinoso. Più in alto nuovi fiori della buddleja hanno sostituito quelli estivi, completamente distrutti dalla Popillia japonica. La pianta sembra ora aver accusato il colpo dell'attacco. Speriamo che sopravviva.  . 

Aceri rossi

Alcune  foglie degli aceri rossi cominciano a colorarsi

Lagerstroemia

Fitolacca

Buddleja

Nel recinto


Dopo il giretto attorno alla staccionata ci accingiamo ad entrare dal cancello principale. Ci chiediamo ancora una volta quale sia il salice piangente più alto. Forse quello a sinistra. L'altezza potrebbe essere di 8 metri. 

Ci accolgono le spiree incredibilmente rifiorite. La spirea si dimostra una arbusto ornamentale estremamente resistente e produce generose fioriture nei periodi meno siccitosi. 

Salici  piangenti a confronto

Spirea rifiorita

Una coppia di Sympetrum striolatum, appesa a una foglia del rovo spinoso, disposta tipicamente a cuore, si offre alla nostra fotocamera. Ne approfittiamo. 



Mentre oltrepassiamo il ponticello, siamo sopresi dall'airone che si alza in volo. Riusciamo solo a riprenderlo quando è già in alto. Effettua un volo circolare, ma non riusciamo a capire se si sia posato su qualche chioma vicina o se se ne sia andato. Peccato. Non lo vedremo più, almeno oggi. 
L'assidua presenza dell'airone in questo periodo era stata segnalata da Giorgio, volontario di San Carlo. 


L'airone fugge sopra la nostra testa

Notiamo che il livello dell'acqua è bassissimo. La cosa ci fa pensare che i volontari abbiamo interrotto i rabbocchi, per facilitare lo svuotamento, ormai prossimo, in vista dei i lavori di sostituzione del telo impermeabile del fondo. Non sarà un lavoro semplice. 

La riva del bacino grande presso il ponticello

La riva del bacino piccolo

I massi visti dalla riva ovest

Altre osservazioni


Le bacche del piracanta cominciano a prendere un po' di colore. 


Altri Sympetrum si aggirano nei dintorni



Infine vediamo arrivare in volo una coppia di insetti che si posano dietro ad una foglia della tifa. Visti così sembrano dei ragni, ma i ragni non volano, Probabilmente sono delle i tipule, specie di grandi zanzaroni che però non pungono. Dopo poco se ne vanno in volo, ma non si lasciano. La natura in autunno sembra spegnersi, ma si prepara a rigenerarsi. 




martedì 22 settembre 2026

Appunti sparsi di fine estate

 Oggi prendiamo semplicemente nota di quello che ci capita a tiro. Cominciamo così con una libellula rossa che si ostina a svolazzare raso terra, quasi ferma nell'aria, davanti al cancello d'ingresso. Non può essere che uno Sympetrum striolatum. E pensare che, per qualche tempo, avevamo temuto che le libellule fossero scomparse dal laghetto!


Una volta entrati ci appare una Aeshna mixta che è stata ribattezzata come Cardinale autunnale. Riusciamo perfino a fotografarla decentemente, prima in volo e poi meglio, quando cortesemente si ferma, a nostra disposizione. 

A proposito di autunno le foto sono del 22 settembre e domani, quando pubblicherò questo post, sarà l'ultimo giorno dell'estate 2026. La nostra libellula lo preannuncia. Ma se guardiamo il colore delle foglie degli alberi, capiamo che sono ancora pienamente in attività, ricche della verde clorofilla. A parte quelle poche, color tabacco, seccate dall'estate torrida trascorse, scorgiamo nelle chiome solo una tonalità leggermente più dorata del solito. Ma siamo ancora lontani dal periodo del foliage. L'estate non  guarda il calendario e prosegue con diversi gradi sopra la media.  




Girando intorno al bacino grande, un altro Cardinale striato, così ora si chiama lo stesso Sympetrum striolatum, si posa sul bordo di una foglia di loto. 


Dopo le libellule, proseguiamo nel nostro giro senza una meta particolare. Le fioriture del loto sono ormai finite. Nel canneto svettano alcuni frutti delle tife, fra cui alcuni cominciano ad affidare al vento i loro semi piumosi; altri seguiranno per molti mesi.


Il prato è stato rasato, anche dentro il recinto. Pochi i fiori di campo: il verde domina incontrastato. Oltre la recinzione le nuove piantine allineate, non arrivano al metro di altezza. Sono state messe a dimora dal Parco Grubrìa. Ne abbiamo avuto finalmente la conferma. 
 

Il Pyracanta, che in italiano si chiama agazzino, cresce benissimo dentro due grandi aiuole e anche altrove, dove si è propagato spontaneamente. I suoi frutti sono ancora verde pallido. Diventeranno rossi a maturazione. 


Dal ponticello vediamo passare lontana, oltre il viburno, la gallinella. Non ce la lasciamo scappare. 




 A questo punto ci dedichiamo a soddisfare qualche curiosità. In tredici anni di vita di questo blog,  l'edera è stata citata nell'indica a nuvola qui a destra una sola volta. Ma c'è l'edera al laghetto? Sì. Eccola attorno alla base di un ontano presso i massi. E non è solo lì. Ma come abbiamo fatto ad essere così trascurati? Forse abbiamo dato involontariamente prova della plant blindness: la cecità umana nei confronti della vegetazione. La nostra attenzione si concentra su quello che si muove, cioè sulla fauna, specialmente se ci assomiglia, trascurando il resto. Su Wikipedia trovate varie  spiegazioni. Noi ci accontentiamo qui di far scattare il contatore dell'edera al 2. 


Un'altra domanda che ci facciamo da tempo è quale sia la forma delle foglie dei gelsi. Al parco ce ne sono diversi. Andiamo a vedere quello più grande, appena a sud del laghetto, che scavalca la staccionata con i suoi rami. Le foglie sono quasi tutte è a forma di cuore, larghe alla base e affilate verso la punta. Il colore è verde brillante. Eccone una in foto.


Si sa però che il gelso ha sulla stessa pianta foglie diverse. Le cerchiamo e, non senza fatica, ne troviamo una, in una posizione facile da fotografare. Il fenomeno si chiama eterofillia. Come potete vedere la foglia qui sotto ha dei lobi abbastanza evidenti. Probabilmente questo è un gelso bianco Morus alba. 


E che forma hanno le foglie dell'ontano? Qui andiamo sul sicuro perché questa specie le ha tutte uguali. Da notare che la sua foglia assomiglia a quella del nocciolo, ma non ha la puntina sporgente ed è più appiccicosa al tatto, da cui il nome scientifico Alnus glutinosa.