domenica 17 maggio 2026

Graditi ritorni

Sembra che sia tornata regolarmente l'acqua, è tornato l'autore di queste foto, Luca C. amico di vecchia data del laghetto, ed è tornato l'airone cenerino. 


Lo apprendiamo dalla pagina FB dedicata al laghetto, che abbiamo riportato qui sopra. Se volete vedere le foto in formato più grande trovate l'indirizzo qui a destra.  In ogni caso ringraziamo Luca. 

sabato 16 maggio 2026

Riprendere i fili...

Chi ha visitato questo blog recentemente, si sarà accorto che è rimasto fermo per un bel po’. Non è stato possibile, infatti, metterci le mani, da fine marzo ad oggi, in pratica per oltre metà della primavera in corso.  

L'airone cenerino, con le piume scosse dal vento, sui massi del laghetto il 26/03/26 

Ci dispiace per chi si aspettava qualche aggiornamento e… anche per noi che ci siamo persi uno dei momenti più interessanti dell’anno: le fioriture di viburni, giaggioli d’acqua, sambuchi e robinie, il riemergere delle rane e lo sfarfallamento delle prime libellule. 

E chissà se le gallinelle d’acqua, le beniamine del laghetto, gli unici uccelli che ci nidificano e che non l’hanno mai abbandonato, hanno messo al mondo una nuova nidiata, come hanno sempre fatto dal 2013, da quando è nato il blog. Le gallinelle al momento contano 179 segnalazioni nell’indice a nuvola e 52 alla voce pulcini, più di qualunque altra specie censita qui.

Proveremo a riprendere i fili, tortuosi e sfuggenti, della documentazione, soprattutto fotografica, che vorremmo la più puntuale possibile e della narrazione, inevitabilmente incerta e lacunosa: la natura è complicata. 

Riportiamo qui sotto l'immagine di apertura dell’ultimo post, rimasta invariata dal 20 marzo.  


Notiamo che, nonostante il blocco, sono approdati qui 4766 visitatori, tanti per un blog così di nicchia, e pure in crescita. 


Nel frattempo le novità non sono mancate. Del laghetto ha parlato anche il Sindaco Alberto Rossi. Vedremo di fare almeno un cenno di tutto. Pubblicheremo tante foto di fine marzo, alcune davvero insolite: vedi quella a inizio pagina. Altre ci sono state cortesemente inviate da amici e visitatori. Potrete vedere tutto, se vorrete, sfogliando il blog… all’indietro 

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martedì 28 aprile 2026

Il livello è decisamente calato, si corre ai ripari

Il laghetto è quasi asciutto! 😱

Riceviamo alcune foto da Luisa G.U. del Comitato di quartiere di San Carlo, scattate da Giorgio L. che ringraziamo.

Le prime tre foto sono riprese dalla zona dei massi, da sinistra verso destra. Nella terza foto si vede un tubo di immissione dell'acqua che normalmente è sommerso. 




La quarta foto è ripresa dalla riva nord ovest. Si vedono i massi, lo stesso tubo, il fondo fangoso e l'acqua ridotta, in questa zona, a una specie di pozzanghera. 
  

Un ingrandimento delle foto precedente ci permette di stimare quanto l'acqua sia calata rispetto alla linea orizzontale biancastra, visibile alla base dei massi, che segna il livello normale. 


Luisa ci informa anche che i volontari della cittadinanza attiva, che da qualche mese fanno un grande lavoro di cura e manutenzione del laghetto, hanno provveduto al rabbocco. 

Si ritiene che il telo di impermeabilizzazione del fondo abbia qualche falla. Si prospetta la possibilità che debba essere sostituito. 


venerdì 24 aprile 2026

Monitoraggio in corso

 Sul cancello principale è apparso un avviso. 



Nel frattempo l'acqua sembra ancora calata. 



Dettaglio delle foto sopra da cui si evince il calo del livello

 
Cominciano a fiorire i viburni ed i giaggioli d'acqua




Ringraziamo Gabriella C. che ci ha fatto pervenire queste foto


martedì 14 aprile 2026

Comunicato sulla pagina FB "Città di Seregno"

Riportiamo di seguito il comunicato apparso il 15 aprile sulla pagina ufficiale del Comune s di Seregno.  


Questo il testo:

Il Laghetto San Carlo rappresenta un importante presidio ecologico per la nostra città. Ospita numerose specie vegetali e animali ed è un luogo prezioso per l’osservazione della natura e per le attività di educazione ambientale.

In questi giorni alcuni cittadini hanno espresso preoccupazione per l’abbassamento del livello dell’acqua.

È importante ricordare che ambienti come questo sono naturalmente soggetti a variazioni stagionali, legate principalmente all’andamento delle precipitazioni. Le specie che vi abitano sono adattate a queste dinamiche naturali e riescono a vivere in equilibrio anche in presenza di tali cambiamenti.

Per mantenere costante il livello dell’acqua sarebbe necessario ricorrere con frequenza a un apporto aggiuntivo dall’acquedotto. Questo tipo di intervento, seppur talvolta necessario, è preferibile che avvenga solo in via eccezionale, al fine di limitare l’immissione di acqua clorata che potrebbe alterare l’equilibrio dell’ecosistema.

Sulla base di queste considerazioni, e con il supporto dei tecnici del Parco GruBrìa, sono attualmente in corso valutazioni per individuare le modalità di gestione più idonee a preservare la biodiversità del laghetto e a garantirne la tutela nel tempo.

mercoledì 1 aprile 2026

Allarme livello!

 Leggiamo su FB e riportiamo:


Il calo del livello evidentemente balza all'occhio e comincia a preoccupare. 

giovedì 26 marzo 2026

Chiome e piume al vento della primavera

Questo post, pubblicato il 14 maggio, riporta immagini e situazioni del 26 marzo. 

Ci dirigiamo verso il laghetto dalla via Platone, interessata dai lavori interminabili della metrotramvia. Le chiome degli aceri appaiono ancora spoglie. 


La siepe sulla destra porta ancora i segni della siccità del 2022. 

Prati fioriti ci separano dalla nostra meta




Sguardi dalla collinetta


A destra nel prato razzola una gallinella d'acqua. Al centro della foto, fra i giunchi e
 i massi, non sii nota assolutamente nulla. Saremo presto smentiti!

Alcune piantine, messe a dimora esternamente alla staccionata, hanno emesso le foglie. Presto sarà possibile identificare la specie. Ce ne occuperemo un'altra volta. 


Il bacino piccolo

Entriamo dal cancello principale e osserviamo il bacino piccolo. 

Il livello dell'acqua appare più basso del solito

Le foglie di giaggioli d'acqua si stanno allungando.
I rami del salice piangente sono svolazzanti

Il vento

Il vento non è forte, ma i rami pendenti del salice, flessibili e leggeri, sono particolarmente sensibili al movimento dall'aria. 



Dalla piazzuola




Presso la staccionata del bacino grande
un bel gruppo di bugole

Ciuffi verdi di foglie a spada a sinistra del massi,
tife o giaggioli? 

Nel mezzo del canneto una tartaruga esotica si gode il sole

Allungando lo sguardo... l'airone cenerino

Sulla riva opposta, sulla destra dei massi scorgiamo, quello che non ci aspettavamo: l'airone cenerino. A quel punto montiamo un teleobiettivo, ci avviciniamo e cominciamo a fotografarlo, senza disturbarlo.  Lui resterà lì, impassibile. Che spettacolo!




Da vicino


Ci portiamo a una decina di metri, seminascosti dalla staccionata e da un ontano. Da notare che in alcune foto l'airone sta su una sola zampa, in altre su due. Anche le piume talora si sollevano leggermente.







Piume al vento e gambe ferme

In alcuni momenti arrivano delle belle folate. Di seguito le foto che colgono questi momenti.