sabato 20 giugno 2026

Il bombo dei pascoli che non ci sono

Ibisco

Nel  percorso di arrivo, dal parcheggio di via Federico Borromeo, si passa davanti a dei cespugli di ibisco. Sono apparsi i primi fiori, pochi ma belli. 




Il fiore dell'ibisco attira degli insetti, d'altra parte questo è proprio lo scopo che la natura ha destinato ai fiori, macchina per consentire l'impollinazione zoofila. Questa volta però vediamo solo insetti piccolissimi. Il laghetto ci attende. 

 

la buddleia ed il bombo dei pascoli


Anche al laghetto comincia a fiorire un arbusto: la Buddleja, detto albero delle farfalle, per la sua notevole capacità di attrarre degli insetti pronubi. Si tratta di una specie esotica, largamente utilizzata a scopo ornamentale,  che, in luoghi adatti, diventa infestante. Non è il nostro caso, in tanti anni non si è mai propagata. E qui ha anche un ruolo ecologico. 

Su un suo  fiore, notiamo un bombo. Dovrebbe essere un bombo dei pascoli Bombus pascuorum. caratterizzato dalla folta peluria rossiccia sul dorso. Bombus pascuorum - Wikipedia 

Non siamo sicuri che sia proprio lui. Quel che è sicuro è che l'erba del prato rasata,  per gli insetti è più un deserto che un pascolo. Quando si lasceranno nei parchi almeno delle aiuole con erba alta e fiori, magari delimitata e segnalata? Al momento il bombo si deve accontentare dei fiori di un cespuglio esotico. 




Il fiore di campo


Presso la recinzione un fiore è stato risparmiato, se non l'unico uno dei pochi. Si tratta probabilmente di una comune costolina giuncolina.





Libellulle


Per fortuna il laghetto, pur con il livello ridotto, garantisce una vita rigogliosa alle piante e alla piccola fauna. Tra queste oggi si è fatta via una libellulina già vista in passato solo 2 volte, la Platycnemis pennipes, detta zampalarga comune per una sua caratteristica morfologica che la rende facilmente identificabile. 


Platycemis pennipes Zampalarga comune


giovedì 18 giugno 2026

Prato rasato, acqua bassa, nuova "vecchia" libellula e Popillia di passaggio.

Le piantine messe a dimora, esternamente alla recinzione, sembrano crescere bene. Hanno attecchito quasi tutte. I tutori, prima piuttosto rudimentali,  sono stati sostituiti da cannucce di bambù e i fusticini sono stati protetti con delle reticelle (shelters) per impedire che i tagli dei prati eseguiti con i decespugliatori li danneggino. Le specie non sono ancora state identificate, ma sembrano state ben scelte, ci sono viburni, biancospini, sanguinelle, prugnoli  e  aceri campestri, insomma arbusti a alberelli piccoli. Vedremo. Resta un mistero su chi li abbia piantati a su chi li curi,  probabilmente il Parco Grubria.



Il prato è stato tagliato sia nel parco che dentro il recinto. Non c'è più nemmeno un fiore, o quasi. 

L'acqua è molto bassa, all'incirca 30 cm sotto il livello massimo. Una parte del fondale, specialmente sulla riva ovest del bacino grande, è ridotta a fango senza copertura d'acqua. Un cartello all'ingresso informa che sono in corso prove per la tenuta dell'acqua.


Nel bacino grande fotografiamo la solita Anax imperator, che sembra ormai vecchiotta. Non è l'unico esemplare che gira sul laghetto e nemmeno l'unica specie. 


Avvistata anche una Coenagrion puella, ma non c'è il tempo di attendere che si offra per una foto. 

Siamo più fortunati nel bacino piccolo, dove si aggirano altre libellule, tutte zigotteri (il sottordine delle più piccole) fra cui una Ischnura elegans con una forma particolare, in corso di identificazione. Questa specie, la più comune in Italia e anche nel laghetto (72 segnalazioni fino ad ora), ha la particolarità di presentarsi, oltre all'aspetto classico,  anche in colori diversi a secondo del sesso e dell'età. La nostra sembrerebbe un maschio immaturo della forma C (rufescens)


Sulle foglie di un tiglio fotografiamo dei coleotteri che hanno tutto l'aspetto di Popillia japonica forse giovane. É la seconda volta e questo è il periodo in cui comincia a presentarsi. Ha passato l'inverno e buona parte della primavera sotto forma di larva nel terreno. Controlleremo eventuali danni al fogliame. 



domenica 14 giugno 2026

Sole a picco

Oggi è una bellissima giornata con la luce sfolgorante e ombre nette che rendono più difficili però le foto. Si prevede il ritorno del gran caldo, per ora mitigato da una discreta ventilazione.


Il maltempo del 2 giugno ha lasciato delle tracce.


Un ramo, secco da tempo è caduto a terra, da una conifera davanti al laghetto, probabilmente una Tuja. Questa è l'ultima rimasta di tre iniziali.   

Anche dentro al laghetto era scaduto, schiantato, un grosso ramo di ontano. I volontari hanno provveduto a trarlo a riva, entrando con gli stivali nell'acqua, che in questo periodo è abbastanza bassa (sotto di una ventina di centimetri), sfidando però il fondale sempre fangoso e scivoloso.  


Come dicevamo il livello dell'acqua è basso. Lo si vede dalle pietre delle rive e anche dal passaggio, ora possibile, fra la piazzuola e la riva ovest. 




Il prato dentro al recinto è pieno di fiori e su cui si posano delle api e altri insetti pronubi. I fiori dovrebbero essere delle ambrette, forse Knautia arvensis





Il bacino grande

Il tifeto è molto cresciuto, anche vicino alla riva della piazzuola, tanto che per osservare l'intero occorre farsi spazio fra una canna e l'altra.


Le tife hanno emesso le loro infiorescenze. 



Nel tifeto si lascia vedere e fotografare una gallinella d'acqua, chiaramente adulta, come si deduce dalla dimensione e dal becco rosso nella parte superiore. 


Appare anche un pullo, sempre della gallinella d'acqua, già grandicello.




Oltre alle gallinelle, vivono stanziali nel laghetto, anche le tartarughe esotiche. E qui abbiamo almeno una sorpresa.


Notiamo infatti una tartaruga di pochi cm (meno di una decina) che si muove rapidamente e scompare. Le tartarughe esotiche al laghetto sono in numero contenuto. Non sembra che ci siano nuove immissioni abusive. Ricordiamo che a fine inverno del 2022 erano state drasticamente ridotte, con l'intervento di una ditta specializzata (vedi qui: https://laghettosancarlo.blogspot.com/2022/02/iniziati-i-lavori.html). 
Tuttavia nel laghetto ora ci sono alcune tartarughe praticamente nere, mai notate prima. Di che specie sono? Da dove arrivano? 
L'avvistamento oggi di questa piccola, aggiunge nuovi interrogativi. Sembra difficile che le tartarughe si possano riprodurre qui.   



Ovodeposizione dell'Anax imperator

Se si guarda in alto in questi giorni, oltre al passaggio di qualche uccello, è impossibile non notare la presenza di una bellissima libellula di grandi dimensioni, quasi sempre in volo e anche così curiosa che non mancherà di passarvi sopra la testa. Si tratta dell'Anax imperator, fotografata numerose volte e anche la scorsa. Oggi una femmina deponeva le uova sotto il nostro sguardo, seppure seminascosta dalla foglie delle tife. 






Gerridi

Sempre curiosi questi esserini che camminano sull'acqua senza affondare. 


Osservando le foglie di uno dei numerosi ontani che spuntano lungo le rive del laghetto, notiamo delle specie di maggiolini.  Potrebbero essere dei giovani della Papillia japonica. Vedremo.


Il prato del parco


Mentre ce ne andiamo notiamo, nel prato del parco, dei fiori di malva, delle silene e soprattutto del trifoglio bianco, che al momento, sembra particolarmente gradito alle api. 



martedì 9 giugno 2026

Festicciola di fine anno e micro biodiversità

Oggi una classe elementare, accompagnata dai genitori, festeggiava la fine dell'anno scolastico nei pressi del laghetto. Si sa che i ragazzi a questa età sono abbastanza vivaci e, per quanto attratti dal luogo, non sembravano particolarmente interessati alla sua biodiversità.  Ill laghetto era stato pensato, al momento della suo ripristino,  come aula verde. Speriamo che in futuro si creino maggiori occasioni per un utilizzo più consono, che pure non sono sono mancate.  

Alcuni giorni fa, a Paderno Dugnano, è stata inaugurata un'aula natura per una scuola primaria, "concepita come un «laboratorio didattico immersivo», dove gli studenti possono osservare e sperimentare i processi naturali. Un piccolo stagno, eec... ",  più o meno come a  San Carlo. 

Ne ha parlato il Corriere della Sera qui: Paderno Dugnano, inaugurata l'aula natura del Wwf all'Istituto «Salvatore Allende»: «Modo di apprendere pratico e coinvolgente» | Corriere.it

Dal "Corriere della Sera"

Cosa sono le aule verdi


Qui una possibile risposta: https://www.youtube.com/watch?v=fPWFamQkf_w&t=42s 
 

L'airone che oggi non c'è

Ci siamo quindi dedicati a scovare piccoli esempi di biodiversità, gli unici possibili oggi. Difficile infatti  sperare che l'airone se ne stia appollaiato sulla cima del salice oggi, anche se una frequentatrice abituale ci dice di averlo visto recentemente e più volte, ma ovviamente solo nei momenti di maggiore quiete. 

Un ragnetto

Affacciandosi dalla piazzuola verso il bacino grande, una ragnatela quasi invisibile ospitava un piccolo esserino della dimensione di pochi mm.



Si tratta di una Mangoria acalypha, specie già osservata il 12/10/205. Vedi qui: Laghetto di San Carlo - Seregno: Le gallinelle timorose  Riconosciuta anche questa volta, come allora, in FNM da Elleelle, che ringraziamo. 

Gerride

Sulla superficie dell'acqua camminavano diversi gerridi. Pur senza l'attrezzatura necessaria, ne abbiamo fotografato uno, accompagnato dalla sua ombra.