Oggi prendiamo semplicemente nota di quello che ci capita a tiro. Cominciamo così con una libellula rossa che si ostina a svolazzare raso terra, quasi ferma nell'aria, davanti al cancello d'ingresso. Non può essere che uno Sympetrum striolatum. E pensare che, per qualche tempo, avevamo temuto che le libellule fossero scomparse dal laghetto!
Una volta entrati ci appare una Aeshna mixta che è stata ribattezzata come Cardinale autunnale. Riusciamo perfino a fotografarla decentemente, prima in volo e poi meglio, quando cortesemente si ferma, a nostra disposizione.
A proposito di autunno le foto sono del 22 settembre e domani, quando pubblicherò questo post, sarà l'ultimo giorno dell'estate 2026. La nostra libellula lo preannuncia. Ma se guardiamo il colore delle foglie degli alberi, capiamo che sono ancora pienamente in attività, ricche della verde clorofilla. A parte quelle poche, color tabacco, seccate dall'estate torrida trascorse, scorgiamo nelle chiome solo una tonalità leggermente più dorata del solito. Ma siamo ancora lontani dal periodo del foliage. L'estate non guarda il calendario e prosegue con diversi gradi sopra la media.
Girando intorno al bacino grande, un altro Cardinale striato, così ora si chiama lo stesso Sympetrum striolatum, si posa sul bordo di una foglia di loto.
Dopo le libellule, proseguiamo nel nostro giro senza una meta particolare. Le fioriture del loto sono ormai finite. Nel canneto svettano alcuni frutti delle tife, fra cui alcuni cominciano ad affidare al vento i loro semi piumosi; altri seguiranno per molti mesi.
Il prato è stato rasato, anche dentro il recinto. Pochi i fiori di campo: il verde domina incontrastato. Oltre la recinzione le nuove piantine allineate, non arrivano al metro di altezza. Sono state messe a dimora dal
Parco Grubrìa. Ne abbiamo avuto finalmente la conferma.
Il Pyracanta, che in italiano si chiama agazzino, cresce benissimo dentro due grandi aiuole e anche altrove, dove si è propagato spontaneamente. I suoi frutti sono ancora verde pallido. Diventeranno rossi a maturazione.
Dal ponticello vediamo passare lontana, oltre il viburno, la
gallinella. Non ce la lasciamo scappare.
A questo punto ci dedichiamo a soddisfare qualche curiosità. In tredici anni di vita di questo blog, l'edera è stata citata nell'indica a nuvola qui a destra una sola volta. Ma c'è l'edera al laghetto? Sì. Eccola attorno alla base di un ontano presso i massi. E non è solo lì. Ma come abbiamo fatto ad essere così trascurati? Forse abbiamo dato involontariamente prova della plant blindness: la cecità umana nei confronti della vegetazione. La nostra attenzione si concentra su quello che si muove, cioè sulla fauna, specialmente se ci assomiglia, trascurando il resto. Su Wikipedia trovate varie spiegazioni. Noi ci accontentiamo qui di far scattare il contatore dell'edera al 2.
Un'altra domanda che ci facciamo da tempo è quale sia la forma delle foglie dei
gelsi. Al parco ce ne sono diversi. Andiamo a vedere quello più grande, appena a sud del laghetto, che scavalca la staccionata con i suoi rami. Le foglie sono quasi tutte è a forma di cuore, larghe alla base e affilate verso la punta. Il colore è verde brillante. Eccone una in foto.
Si sa però che il gelso ha sulla stessa pianta foglie diverse. Le cerchiamo e, non senza fatica, ne troviamo una, in una posizione facile da fotografare. Il fenomeno si chiama eterofillia. Come potete vedere la foglia qui sotto ha dei lobi abbastanza evidenti. Probabilmente questo è un gelso bianco
Morus alba.
E che forma hanno le foglie dell'
ontano? Qui andiamo sul sicuro perché questa specie le ha tutte uguali. Da notare che la sua foglia assomiglia a quella del nocciolo, ma non ha la puntina sporgente ed è più appiccicosa al tatto, da cui il nome scientifico
Alnus glutinosa.