venerdì 14 febbraio 2025

Neve o non neve?

Sabato 8 febbraio 


In mattinata è caduta un po' di neve mista ad acqua.  non ha fatto in tempo ad attecchire. Poi solo pioggia. La neve non si è ancora vista qui.

Venerdì 8 febbraio: "Né grandine né semplice neve, Milano imbiancata dal graupel”


Così titola il Sole 24 ore di oggi, da cui traiamo anche la foto sotto


E Seregno?

Un San Valentino cupo e triste


A mezzogiorno a Milano fa freddo ma c'è il sole. Nel primo pomeriggio, guardando verso nord, dove c'è la Brianza, un nuvolone oscura quella parte di cielo, mentre all'orizzonte continuano a brillare le Prealpi con le cime innevate. Il nuvolone è una larga striscia nera minacciosa, che va da ovest a est e si avvicina. 

Giunti a Seregno scende piano piano qualcosa che non si capisce se sia neve o grandine. Partono le discussioni e ciascuno sostiene la propria tesi. Non sono fiocchi, ma chicchi piccoli e tondi, non sono duri come quelli della grandine e quando cadono sul davanzale si rompono subito, inconsistenti e friabili. 

Milano si imbianca, almeno un po' e finisce sui giornali e sui social, Seregno no. 

Pare che fosse la cosiddetta "neve tonda", o "groupel". 

L'inverno, o quello che non sembra tale, continua a sorprenderci. Ma questi, a cominciare da ieri, sono giorni tristi e molti seregnesi sanno perché.

venerdì 7 febbraio 2025

L'inverno vivacchia

A fine gennaio i giorni della merla sono passati senza il freddo preconizzato dalla tradizione. Non si è ancora vista la neve qui e le gelate sono state parziali. Si direbbe che l'inverno, almeno per ora, vivacchia. Oggi temperatura mite (2 °C Min e 11 °C Max) e soprattutto sole. 

La  fine dell'inverno è ancora lontana ma, a ben vedere la natura, si prepara cautamente alla sua fine. 

Arrivando al laghetto vediamo gli alberi completamente spogli: platani, gelsi, pruni, peri, salici piangenti, noci e tigli, per limitarci a quelli in foto. Verde il prato con qualche fiore.



Sono fiorite un po’ di pratoline e, nei punti più riparati, la veronica persica.



Nel bacino piccolo, meno profondo e forse più caldo, galleggiano alcune foglie di ninfea verdi. Si aggira un pesce rosso. L’acqua è limpidissima. Sulle rive, presso il ponticello e ovunque sono spariti gli ultimi frutti rossi del piracanta.




Sulla riva del bacino grande un picchio vola via prima che si riesca a fotografarlo. Resta un merlo che si nasconde sotto i cespugli. Che stia già facendo il nido? Nel canneto diradato e malridotto si nascondono le gallinelle timorose: si sentono e si intravedono fra le tife. 




Il livello è di qualche cm sotto il massimo. Lo si vede bene sul lato ovest, dove  l'acqua tracima quando abbonda. La traccia del rivolo è ancora umida per le piogge di fine gennaio.
  

Sulle rive spuntano i getti delle nuove foglie di tifa e dei giaggioli d'acqua. Le più alte, una decina di cm, sono sul lato nord.



Restano verdi le foglie dei rovi, dell’edera, del piracanta, del ligustro e ovviamente del piccolo tasso, spuntato da solo.



Ci sono anche dei ciuffetti di viole, per ora senza fiori. Resiste la menta con le sole foglie. Firite alcune pratoline


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Ma lo spettacolo più bello, che si preannuncia, è la fioritura del salicone, su due bei polloni, alti più di 3 m, ricresciuti dalla ceppaia dopo lo schianto del luglio 2022. Non è detto che sopravvivano, ma tutto lo fa sperare. Peccato che al laghetto non ci siano dei noccioli. Nel rimboschimento fra il Lazzaretto e San Giuseppe ce ne sono di già fioriti.