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martedì 1 settembre 2015

Argynnis paphia

Mettiamo in primo piano la foto di una farfalla nuova per il laghetto: la Argynnis paphia, maschio, detta pafia. Si tratta di una specia abbastanza comune riconoscibile per il colore arancione e i disegni a righe e punti sulle ali.

Si direbbe che questa è la stagione delle farfalle, sempre numerose sui fiori dell'aiola e del prato. 

Tutte le foto sono di Carlo


Libellule

Meno numerose delle farfalle sono le libellule.Cominciano ad apparire con frequenza i Sympetrum che hanno la bella abitudine di posarsi su qualche foglia che domini lo specchio d'acqua e di facilitare così le riprese. Questo non accade spesso invece per le Aeshne, instancabili volatrici. Nella foto seguente una Aeshna mixta. Vista e fotografata in questo stesso periodo un anno fa da Carlo.

Aeshna mixta

Sympetrum striolatum
Dal ponticello non è difficile scorgere questo strano pesce rosso con la livrea ampiamente chiazzata di bianco.  É probabile che qualcuno abbia pensato bene di disfarsene in occasione delle ferie estive. Allo stesso modo potrebbe essere apparsa anche la piccola tartaruga in foto.

A proposito di pesci e di immissioni abusive Carlo avverte di aver avvistato alcuni pesci gatto. Non si tratterebbe della stesse specie dell'enorme pesce gatto venuto a morire qui lo scorso anno.   

Ricordiamo che è vietato immettere animali nel laghetto.



La stagione delle fioriture del loto sembra volgere al termine. Tuttavia ne spuntano ancora di nuove. É sempre un bel vedere.




lunedì 24 novembre 2014

La fine del pesce gatto

Si trattava di una specie africana (Clarias sp. e forse Clarias batrachus) e non avrebbe potuto resistere alle temperature fredde, che nel frattempo sono arrivate.

Era già stato avvistato qualche giorno fa, ma la torbidità dell'acqua lo aveva fatto sembrare un riflesso confuso. Oggi invece si distingueva abbastanza chiaramente, riverso sul fondo.



Per il laghetto non era una presenza positiva, perché avrebbe predato le piccole forme di vita, fra cui anche gli anfibi.  Non si capisce chi abbia avuto la pessima idea di immetterlo e a che pro.Chi ha voluto disfarsene, forse per salvarlo, non ha considerato il danno che avrebbe potuto provocare e che forse ha provocato a un ambiente piccolo e delicato, che è un intero mondo di vita.



venerdì 31 ottobre 2014

Il pesce gatto

Anche oggi un bel sole.

Il pesce gatto, che era già stato avvistato tempo fa, per prima da una bambina e poi documentato la prima volta il 17 settembre, da L. Natale e C. Sironi con foto parziali (baffi e pinna dorsale), oggi si è fatto vedere a lungo e per intero... (ma forse non ancora abbastanza bene).

Se ne stava immobile, adagiato su un basso fondale, presso i massi in una zona ben soleggiata.
La lunghezza, precedentemente stimata in 50 cm è invece ancora maggiore: circa 60 cm, senza contare i lunghissimi baffi (che si chiamano bargigli).


Che cosa ci fa un pesce gatto nel laghetto? Evidentemente è stato immesso abusivamente, come tutti gli altri pesci del laghetto, che sono dei carassi. La presenza di tutti è scarsamente compatibile con gli anfibi. Non sappiamo se il pesce gatto aggraverà la situazione.

Da dove viene? Non ne abbiamo idea. Comunque nei laghetti di pesca sportiva non è infrequente. Potrebbe essere stato catturato e poi liberato qui. Riesce a sopravvirere fuori dall'acqua a lungo. Potrebbe anche provenire da una vasca da giardino o da un acquario domestico, dove era ospitato finché aveva dimensioni accettabili. Una volta cresciuto troppo, il proprietario se ne è disfatto.


SCHEDA FAUNA

Il pesce gatto

Il pesce gatto è un nome generico a cui corrispondono prevalentemente due specie, il pesce gatto comune o pesce gatto nero e il pesce gatto punteggiato. Quella più comune è in genere di taglia piccola. Tuttavia, per alcuni, può raggiungere la dimensione del nostro.

In realtà esistono moltissime altre specie e probabilmente il nostro è di una di queste altre. 
 
Quello che ci preoccupa è come interagirà con gli equilibri ecologici già precari del nostro ambiente.  

Ci informeremo.

Lo stiamo facendo su FNM, che ringaziamo sempre, qui: http://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=243166

Ameiurus melas

In un primo momento sembrava che fosse Ameiurus melas, pesce gatto o pesce gatto nero (per distinguerlo dal pesce gatto punteggiato), che sarebbe la specie più diffusa e introdotta da maggior tempo in Italia (inizio 1800 ?), di origine del Nord America. La lunghezza di 6o cm sarebbe proprio la massima per l'adulto.
Il dato che convince poco è la lunghezza dei bargigli e anche della pinna dorsale.

Clarias sp. 

Ad un analisi successiva è sembrato invece Clarias sp. Il genere Clarias comprende circa 60 specie (per alcuni 100), anche se in Italia sembrano più comuni Claris gariepinus e Clarias batrachus

Clarias batrachus

Qulcuno lo chiama pesce gatto asiatico o pesce gatto camminatore per il fatto che è in grado di spostarsi fuori dall'acqua. Di origine sud asiatica raggiunge rapidamente i  60 cm e 1 Kg di peso.Onnivoro e aggressivo mangia anche piccoli pesci.

Clarias gariepinus (pesce gatto africano)

Di origine africana può raggiungere grosse taglie.  Nel nostro paese non è in grado di riprodursi. Non è chiaro se possa sopravvivere all'inverno. Viene introdotto in laghetti da pesca sportiva.

La sentenza conclusiva

Il parere esperto di Nicola F. : "con queste bestiole ho un minimo di familiarità: chi ha detto Clarias ci ha dato al 50%... il soggetto infatti è un ibrido intergenerico fra Clarias ed Heterobranchus, entrambi appartenenti alla famiglia dei Clariidae. Ha una pinna adiposa che manca in Clarias, e anche se la struttura è quella di Clarias il particolare è determinante; questi ibridi sono ormai molto comuni sui mercati ittici: vengono prodotti in ittiocoltura, credo per i consueti motivi di tasso di accrescimento superiore rispetto alle specie parentali, e destinati ai laghetti di pesca sportiva nei mesi estivi; prevedibile, anche se disdicevole, che qualche soggetto venga catturato e liberato qua è là.
Ovviamente non esiste nessuna possibilità di acclimatazione alle nostre latitudini. La temperatura critica per i Clariidae è compresa, secondo le specie, in un range che non scende mai al di sotto dei 15° C, e a temperature inferiori, non sopravvivono per più di qualche giorno" 


Si ringrazia FNM, tutti gli intervenuti qui: link e in particolar modo Nicola (ugandensis) che sembra aver chiuso la faccenda  

Heterobranchus

Un genere di pesci africani che camminano e respirano fuori dall'acqua (airbreathing catfishes ). Misurano da 64.0 cm a 150 cm e contano 4 specie: H. bidorsalis H. boulengeri H. isopterus e H. longifilis
 
H. longifilis è la specie d'acqua dolce più grande dell'Africa meridionale, raggiungendo 150 cm di lunghezza e il peso di 55 kg.

Link:  

 





mercoledì 17 settembre 2014

Il mostro di Loch Ness

All'inizio di settembre una bambina aveva detto di averlo visto: enorme. Ci sembrava esagerata, nemmeno fosse stato il mostro di Loch Ness (a proposito del mostro girano in Internet nuove "immagini" in corrispondenza del referendum per l'indipendenza della Scozia).

Carlo S. invece lo ha fotografato, o quasi, ma soprattutto lo ha visto bene. Si tratta di un pesce gatto: lungo forse 50 cm, testa piatta, baffi lunghissimi e inconfondibili.

Il dorso del nuovo pesce avvistato al laghetto. Poco più che un'ombra scura e sfuggente,
proprio come nelle immagini che arrivavano dal famoso lago scozzese

Ma da dove sbuca questa nuovo inquilino del nostro piccolo a habitat? Qualcuno deve avercelo portato, magari quando era ancora di piccole dimensioni, comunque in barba al regolamento ben evidente in bacheca

Il pesce si è infilato sotto una foglia di loto. Si vede solo un'ombra sommersa.
A sinistra della foglia spuntano dei lunghi baffi fori dall'acqua

Dettaglio delle foto precedente. Le frecce indicano i baffi.


Non sarà facile avvistarlo nuovamente e tanto meno fotografarlo. Di solito i pesci gatto stazionano sul fondo fangoso, anche se ogni tanto salgono in superficie, specie quando l'acqua è torbida o il cielo è grigio. Amerebbero poco la luce del sole. 


Seguono altre foto, sempre di Carlo S.


La fauna gradita


Sempre pochi gli avvistamenti della rana che dovrebbe essere la regina dello
stagno, probabilmente minacciata dalla eccessiva presenza di pesci, ma forse
anche da tartarughe, gallinelle e aironi.  A maggior rischio sono le ovature
Gallinelle fra le due staccionate

A sinistra un adulto distinguibile dai colori ben marcati,
a destra i tre piccoli della seconda nidiata
 
Si conferma la presenza del genere Chalcolestes di libellula
Probabile Chalcolestes viridis
[ID confermata di Alex Minicò che precisa: maschio] 



Dettaglio della precedente
[Chalcolestes viridis maschio - ID confermata di Alex Minicò]

Tartarughe esotiche

Purtroppo sembra che le tartarughe esotiche stiano aumentando. Ricordiamo che ne è vietata l'immissione nel laghetto. 


Flora

Carlo ci manda la foto di questo fiore che è di una pianta erbacea detta forbicina perché i suoi semi, che hanno due punte a rostro, si attaccano al pelo degli animali e ai vestiti di chi ci cammina in mezzo. Cresce o sulla riva del laghetto, quest'anno più abbondante di quello scorso. Si tratta di una specie di origine americana, ormai diffusa ovunque e molto simile a quella nostrana.