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giovedì 6 agosto 2026

Una perla al laghetto

Il caldo torrido e l'insolito proliferare delle zanzare rendono, a detta di alcuni, la visita al laghetto poco piacevole. 


Eppure, sarà un parere personale, scoprire un fiore come questo, mi sembra un piacere che valga qualche disagio.

Per le zanzare in effetti di questi tempi conviene essere ben coperti, se possibile, come sempre quando ci si immerge in un ambiente un po' selvatico. Negli scorsi anni non sono mai state così tante e fastidiose. Probabilmente il caldo eccezionale favorisce la maturazione delle larve e i pesci, che sono pochissimi per la stessa causa, alla conseguente scarsa  ossigenazione, oltre al basso livello dell'acqua  e probabile  predazione da parte dell'airone,  non riescono più a contenere efficacemente le zanzare, come hanno sempre fatto.  Speriamo che presto, con il ristabilirsi di condizioni  più normali, il problema si risolva. 

Il prato assolato

Oggi c'è qualche nuvoletta e un po' di vento. Il prato è piuttosto arido e ingiallito.




Ancora la Popillia

Sui cespugli dell'Ibisco c'è qualche esemplare di Popillia japonica. La stagione di questo coleottero dovrebbe essere al termine, ma evidentemente il suo ciclo si attarda. Presto anche gli ultimi adulti del coleottero provvederanno a deporre le loro uova nel terreno. 




Su un rametto di tiglio la Popillia non c'è più.
Restano le foglie mangiucchiate

Effetti della siccità

Le nuove piantine, fuori dal recinto, hanno sofferto per il caldo. Alcune di quelle più esposte al sole sembrano seccate.


 
Le piante soffrono non tanto per il caldo ma per l'eccessiva evapotraspirazione. Si difendono perdendo qualche foglia. Sotto i salici piangenti, per esempio, si è formato un leggero strato di foglie secche.


Sulla cima dei polloni del salicone, albero in ricrescita che ci è particolarmente caro, qualche foglia è avvizzita.





Non si notano però altri segnali di sofferenza. Gli alberi, a differenza do alcune erbe del prato, hanno radici profonde. 

Fiori solitari


Nel bacino grande ci sono due fiori del loto e uno della ninfea: bellissimo questo




Il merlo

Concludiamo questo post con una foto del merlo, quasi sempre presente al laghetto,  ma è così scontata la sue presenza che troppo spesso ci dimentichiamo di citarlo.




lunedì 13 ottobre 2025

Al via la stagione del foliage

Fino a qualche giorno fa si faticava a scorgere nelle alberature di Seregno qualche segno distinguibile dell'autunno. Diverse piante avevano le chiome di un verde spento, al più con qualche foglia ingiallita e arrossata. Solo alcuni Prunus pissardii sono già spogli. Poche le foglie a terra, sparse e rade. 

Un segnale impossibile da non notare oggi, per chi si muove in città,  arriva dai primi alberi decisamente arrossati.  

Acero rosso in via Circonvallazione, angolo via Montello,

Che la stagione del foliage sia entrata nel suo vivo?

Il dubbio ci ha spinto a fare un rapido passaggio al laghetto, anche senza fotocamera, giusto per non perdere lo spettacolo fin dall'inizio. Anche qui domina ampiamente il colore verde, ma qualcosa è cambiato.  Andiamo a colpo sicuro sul retro del recinto verso gli aceri rossi, che diventano rossi solo in autunno, uno dei quali fortemente danneggiato nel luglio 2023.  Qui l'arrossamento sembra un po' in  ritardo rispetto a quelli di via Circonvallazione, ma c'è. Chissà se sono della stessa specie e varietà. Le foglie sembrano uguali. 

Gli aceri rossi dietro al laghetto

Lì ci accorgiamo che le lagerstroemie non sono da meno. 


Il color mattone delle lagerstroemie spicca sullo sfondo della
vegetazione del laghetto, per lo più verde scuro. 

Rosse sono anche e bacche del Pyracantha. Non dureranno molto perché gradite agli uccelli. 


Le bacche del Pyracantha

Di color tabacco sono anche i due tigli sul fronte del laghetto, ma qui l'effetto dell'autunno, sembrerebbe anticipato dell'attacco della Popillia japonica. Le foglie sono infatti tutte bucherellate.  

  

La sorpresa

Dalle immagini sopra, oltre che dal calendario, dovremmo prendere atto, senza incertezze, che siamo in autunno. Tuttavia le temperature sono ancora gradevoli e con il sole sta volentieri all'aria aperta, anche senza maglioni e giubbetti. La conferma di questa strana stagione in cui l'estate non sembra volerci lasciare,  ci viene osservando la superficie del bacino piccolo: una vera sorpresa.  



Una ninfea sembra voler fiorire. Chissà se ce la farà. 

L'acqua

Aggiungiamo qualche annotazione sull'acqua. Il livello è al massimo e nella parte posteriore del bacino vediamo delle pozze d'acqua e del fango. Non possiamo dimenticare che nei paesi vicini, lungo la valle del Seveso, il 22 settembre, una pioggia torrenziale  ha prodotto un'esondazione che forse a Meda più che altrove ha fatto incredibili disastri. Anche a Seregno sono caduti 130 mm. Sono passati ormai una ventina di giorni. C'è più umidità, le ore del giorno si sono accorciate e di certo l'evapotraspirazione è ridotta, ma è possibile che il terreno sia rimasto così impregnato? 

Nell'acqua nuotano i pesci e qualche tartaruga, sopra la superficie vola una grossa Aesnha, una bella  libellula blu. Niente foto purtroppo, disponendo solo del cellulare. 

Fiori di campo

L'erba non è particolarmente alta e nei prati sono presente numerosi fiori. Scopriremo domani che tutti quei fiori saranno tagliati. 


Giochi di bambini?

Al momento di andarcene passiamo sotto un gelso. Notiamo con curiosità che qualche bambino, forse aiutato dal genitore, lo ha arredato.


Una mangiatoia per uccelli?




giovedì 14 agosto 2025

Ritorni

Dopo un lungo periodo di assenza riusciamo finalmente a tornare al laghetto. 

Clima e conseguenze

È tornato anche il gran caldo. 

La temperatura è arrivata a 35,5 °C, sfiorando per un decimo di grado il record del 28 giugno, mese che è sato caldissimo e anche secco. Nel resto dell’estate non si può dire che l’acqua sia mancata. A luglio sono caduti 179 mm e nei primi due giorni di agosto 100 mm (così leggiamo nella pagina Archivio dati meteorologici | Stazione meteorologica di Seregno Centro (MB) dell’ottimo sito delle Rete Meteo Network). 

Il livello del laghetto è regolare ed il sentiero che passa sul retro ha un tratto ancora fangoso. La vegetazione sta bene. Lo attestano le erbe del prato che sarebbero le prime a soffrire per una eventuale siccità ed il verde brillante della quinta arborea che circonda il laghetto. 



Fanno eccezione due tigli che hanno le foglie piuttosto secche: una malattia?  Inoltre è morto l’alberello del biancospino che tuttavia era già in uno stato di grave sofferenza da tempo.

Fiori

Questo dovrebbe essere il periodo più lussureggiante del loto. Stranamente però  i fiori aperti si contano sulle dita di una mano. Aggiungendo i boccioli maturi e le corolle in disfacimento arriviamo a una decina. Ci sono però gli “imbuti” residui delle scorse fioriture e molti boccioli in formazione. Siamo lontani però dalla straripante abbondanza di certi anni e anche le foglie non hanno coperto ogni superficie libera del laghetto.  Che siano stati diradati? 




A sorpresa notiamo tre fiori della ninfea, che di solito evita i periodi più roventi. Ma in effetti la calura è solo di questi ultimi giorni e le ninfee sono abbastanza protette dai raggi del sole, ed una, che abbiamo rischiato di ignorare, è proprio in ombra.



Fiori di vari genere sono nei prati, dentro e fuori il recinto. Fa questi gruppetti di margherite che evidentemente sono riuscite a ricrescere dall’ultimo taglio. Speriamo che riescano anche a produrre i loro semi. 

Uno dei due alberelli di lagerstroemia è fiorito, l'atro no. 



Fra gli  arbusti sono in fiore gli ibischi e la buddleja e fra i rampicanti la vitalba e il caprifoglio







Fauna

Vista una gallinella d'acqua e vari altri uccelli. 


I pesci non mancano e si vedono bene, nell’acqua limpidissima, anche quelli scuri. 


Fra gli insetti sono abbastanza numerose le farfalle che non ci fanno la cortesia di posare per qualche foto, gli imenotteri (api, apoidei e vespe) in corso di identificazione assieme ai ditteri (sirfidi e altri).



Avevo pensato che questo insetto fosse un sirfide, ma gli esperti 
di FNM mi hanno spiegato che si tratta di un Bombyliidae, del
genere Villa. Siamo sempre fra i ditteri (insetti con due ali), ma
qui le identificazioni sono problematiche. Grazie a Carlo M.   






Stranamente non si sono viste le libellule.  La natura è spesso bizzarra e imprevedibile.  Siamo sicuri che torneranno, come auspica il titolo, anche se non capiamo il perché della loro assenza... temporanea di sicuro.