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venerdì 2 maggio 2025

Novità fra gli alberi

Nei giorni scorsi sono apparsi alcuni alberi nei pressi del laghetto. Ne abbiamo contati 6, ma pare che nel parco ce ne siano altri. Di sicuro molti altri sono stati messi a dimora sul territorio seregnese. Parliamo di alberi di una certa dimensione (oltre due metri), non di quelli piccolissimi (dai 50 ai 100 cm) che si usano per i rimboschimenti. 

Questi nuovi arrivati vanno a tamponare alcune delle gravissime falle prodotte dai fortunali del luglio 2023, descritti in questo blog in tre post, del 31 luglio, 1 agosto e 2 agosto del 2023. Ma vanno anche a sostituire quelli morti o deperienti per ragioni naturali. Gli alberi non sono eterni e, specialmente nelle città, hanno spesso vita più breve di quanto comunemente si crede. 

Gli alberi, in quanto produttori di ossigeno e accumulatori di carbonio, sono un antidoto necessario, anche se non sufficiente, per contrastare i cambiamenti climatici a livello globale, ma servono anche localmente per lenire gli effetti di tali cambiamenti, come ben illustrato nel piano per il clima recentemente approvato dall'Amministrazione Comunale.

Due alberelli a nord est del laghetto dove prima c'erano alcuni tigli.
Sembrano dei salici, forse Salix alba

Verso ovest, dove prima c'erano dei ciliegi, abbattuti dal vento
nel luglio del 23, sono stati piantati 3 liquidambar e 1 ciliegio

Purtroppo gli alberi possono morire senza cause specifiche e così quest'anno è morto un bel biancospino vicino alla recinzione del laghetto. Le foglie che si vedono sui suoi rami sono del caprifoglio. 


Per un albero che muore ce ne sono moltissimi che vorrebbero crescere. Provate a contare i bagolari che sono spuntati dentro e fuori il recinto del laghetto, alcuni sono seminascosti nelle aiuole del piracanta. Restano piccoli o muoiono perché vengono tagliati. Ce l'hanno fatta invece i peri, i pruni e gli aceri. Non parliamo poi degli ontani che spuntano ovunque ogni anno sulle rive. Altri come i sambuchi crescono vigorosi e ci regalano delle splendide fioriture, proprio in questo periodo. 


Infiorescenze del sambuco

 

venerdì 1 settembre 2023

Una perturbazione non cancella i record di calore

Quanti sono i record climetici raggiunti nel 2023? Luglio, il mese che secondo la NASA è stato il più caldo nel mondo dal 1880? E cosa possiamo dire di agosto? Attendiamo i meterologi, anche se molti scenziati hanno sollevato l'allarme legato ai cambiamenti climatici.  

A Seregno, nella seconda metà di agosto, abbiamo raggiunto una temperatura record di 36,7°C. A Milano nella storica stazione di rilevamento di Brera, attiva da ben 260 anni (dal 1763), il 23 agosto si è raggiunta la temperatura media più alta di sempre mai registrata in città con 33°C. 

Tuttavia, nei giorni successivi, una perturbazione ha fatto bruscamente scendere il termometro da 31,5 a 19,5 circa, come evidenziato dai grafici della stazione meteo di Seregno Centro (vedi sotto), che ringraziamo per il suo eccellente servizio, da cui emerge anche un altro dato interessante: le piogge significative sono mancate per oltre 25 giorni. 


Luglio sarà certamente ricordato per il fortunale del 24, che ha caussato danni considerevoli fra le abitazioni di via Don Gnocchi, nel quartiere Sant'Ambrogio e tra fli alberi del Parco Falcone Borsellino. Inoltre si sono verificati danni minori, ma diffusi diffusi in un'area più vasta.   

Nel prosiieguo pubblichiamo alcune foto ricevute da Isa, nuova collaboratrice del nostro Blog. Le immagini riguardano ciliegi (foto del 24) e tigli (foto del 26) schiantati dal temporale. Stanno sorprendentemente ributtando germogli e polloni, mostrando la staordinaria resilienza della natura. 

Ciliegi





Tigli



Vedremo se questi polloni riusciranno a crescere. 

Nel frattempo desideriamo segnalare che alcuni abitanti del luogo vorrebbe proporre una raccolta di fondi per ripiantare nuovi alberi nel parco di San Carlo, contribuendo così a ripristinare la bellazza di questo ambiente.  

Un ringraziamento a Isa, autrice delle foto. 

lunedì 31 luglio 2023

Gli alberi devastati presso il laghetto (1)

Il giorno 24 la furia "della natura", vento e grandine, si è scatenata sugli alberi, sugli edifici e sulle auto di varie località della Brianza e del Nord Italia. Appena qualche giorno prima le foto di Seregno con il ghiaccio che scorreva come un fiume lungo Corso del Popolo sono arrivate ovunque. 

Ma cosa sta succedendo? La natura è impazzita? Non saremo noi a indicare la risposta. Suggeriamo di cercarla qui, dove si sono espressi sull'argomento un centinaio di scenziati italiani: https://chng.it/nPGHRHkLYF . Non si sono limitati a identificare le cause, ma anche le soluzioni, che non ammettono ritardi e tentennamenti. 

Il 30 luglio ci siamo recati sul posto per verificare la situazione. Abbiamo scattato oltre 200 foto che pubblicheremo qui in una serie di tre post. Ci vorrà tempo. 

Cominciamo dagli alberi nei dintorni dal laghetto



Al parcheggio di via Federico Borromeo - A

Al centro del parcheggio un acero è stato tagliato alla base. Un'altro ha il tronco spezzato ad una altezza di 2,5 m. Conserva un grosso ramo piuttosto sbilanciato. 



Entrando nel prato si incontrano due gruppi di alberi che non hanno subito alcun danno Un primo gruppo è costituito da 7 alberelli di h max1,2 m. Cinque sono farnie, uno è un acero campestre, l'altro ha foglie piccole di specie non identificata.
Un secondo gruppo è di 6 alberi di media grandezza (h da 4 a 8 m) . 4 sono farnie e 2 sono aceri campestri (foglie piccole)

Presso i giochi - B

Sul lato ovest del parco presso le case ci sono 7 platani, alberi di prima grandezza. Sono sostanzialmente tutti integri, tranne uno in mezzo, il più vicino ai gochi che ha pero un ramo e ne ha un altro penzolante. 



  

Nel prato antistante il laghetto - C

Un tempo qui c'erano diversi arbusti sempreverdi, forse delle tuie. L'ultima rimasta ha perso un grosso ramo. 



Uno dei gelsi a sud del laghetto - D

Appena prima del laghetto ci sono due gelsi che hanno i rami cadenti fino ad appogiarsi a terra. Una volta erano tre, poi uno è stato rovinato ed è morto già diversi anni fa. Il gelso più vicino al laghetto ha un ramo piegato e parzialmente rotto, per cui le fronde sono anora più reclinate.  




A ovest dal laghetto, fra ciliegi, robinie e aceri rossi


Dei 4 ciliegi è rimasto in piedi solo il più piccolo. -
Qui lo spettacolo appare abbastanza desolante. Tre grossi ciliegi sono sradicati e se ne stanno con le radici all'aria. Non sono stati in gradi di opporre alcuna resistenza al vento. Si è salvato solo quello più piccolo, con una chioma ridotta, circondato e forse protetto dagli altri. Anche la lagestroemia, alberello cespuglioso, si è salvato. 







Le robinie e un cedro - F
Nella parte più a ovest ci sono 3 robine cespugliose e con parecchi fusti. Hanno subito pochi danni. Ancora più a ovest in un giardino privato svettava un cedro colonnare molto alto, su cui si posava spesso l'airone, che da quel punto teneva d'occhio il laghetto, per effettuare on sicurezza le sue escursioni a scopo alimentare.



Gli aceri rossi - G
Tra i ciliegi e il laghetto si ergono tre aceri rossi, con i rami protesi verso l'alto, che segnalano l'avvicinarsi dell'autunno con il colore delle loro foglie che si accende di rosso sul finire dell'estate creando uno spettacolo bellissimo che speriamo di non perdere. Uno di questi ha perso uno dei due fusti aperti a v e non si capisce se l'altro potrà riprendersi. Un altro acero rosso ha avuto la parte alta del fusto troncata. Il danno non sembra grave. Per cui 2 aceri dovrebbero salvarsi.   



I tigli a nord est del laghetto - H

Anche qui lo spettacolo è abbastanza pesante. Su 5 tigli due si sono salvati con danni limitati.  Uno è stato tagliato, uno si è spezzato alla base e uno si è sradicato. Al loro fianco due noci giovani sembrano indenni. 







Presso la scuola a nord - I

Un pino strobo dal cortile della scuola è crollato sulla cancellata. Sul vialetto un acero del filare è stato tagliato alla base. 




Lungo il vialetto - L

Un Prunus pissardii è stato tagliato alla base, mantre un'altro ha perso alcuni rami importanti. Il viale di prunus che a primavera si riempiva di fiori rosa ora è ridotto a 3 soli esemplari, nemmeno troppo in forma. 


La descrizione dei danni nel recinto del laghetto segue in un prossimo post. Un'altro a seguire mostrerà degli aspetti positivi che il luogo ci offre, nonostante tutto. 

giovedì 20 aprile 2023

Fioriture, siccità e la nidiata delle gallinelle

Questo post viene pubblicato il giorno 20 aprile, mentre piove. Da non credere ma oggi piove proprio.  Le foto invece sono di due giorni fa, scattate con un tempo splendido, tutte tese a mostrare l'evoluzione della vegetazione, ma con una bellissima quanto imprevista sorpresa connessa alla fauna. Anche la microfauna avrebbe avuto molto da dire, ma o si fa una cosa o si fa l'altra. E appunto ad altro si è dedicato Carlo nello stesso giorno, in orario diverso, sempre con i suoi ottimi risultati. La natura è strana, complessa, ricca e difficile da decifrare.

Il laghetto si presenta verdissimo, ma nei dintorni...


I segni della siccità

Dopo il post della volta scorsa in cui avevamo parlato dei segni della siccità, questa volta siamo andati a cercarli, non al laghetto, ma nei pressi: eccoli sul vialetto che arriva da via Platone.

Acero con l'apice della chioma secca

Dettaglio dell'acero precedente

Siepe di lauroceraso, detto anche laurone, con parti secche

Prato con zone senza erba

Qualche segno lo troviamo anche nel prato davanti all'ingresso.


Il Rapporto Copernicus

Guarda caso proprio oggi tutti i notiziari parlano del Rapporto Copernicus. 
Se vi accontentate di una sintesi estrema il 2022 è stato l'anno più caldo e più asciutto da quando si registrano i dati. 
Se volete andare a fondo nella questione questo è il link dove trovate il rapporto: Stato europeo del clima 2022 | Copernicus


Se sete pessimisti penserete che quest'anno sara ancora peggio. 
Se siete ottimisti potete godervi spensieratamente la pioggia di oggi e la bella notizia che troverete in coda. Al momento (ore 14.00) siamo, fra ieri sera ed oggi, quasi a un centimetro di pioggia (fonte Meto Seregno Centro). 

Ma lasciamo i crucci climatici e torniamo al nostro parco

Prati, fiori e insetti 

Nonostante che il prato sia stato rasato recentemente l'erba è ricresciuta con discrete fioriture e gli insetti non mancano. Purtroppo non c'era il tempo di dedicarsi a questi, salvo qualche foto colta al volo.  
Un bel prato fiorito, ma con parti prive di erba

Ranuncoli con abitante

Pratoline con una piccola farfalla

Viole tardive sotto le chiome dei platani

Alberi e arbusti: foglie e fiori

Alcuni alberi hanno appena cominciato a emettere le foglie (la robinia. il bagolaro e il frassino), alcuni arbusti stanno per fiorire (viburno, biancospino e sambuco),  Per le fioriture più vistose (robinie, sambuchi e giaggioli d'acqua) occorrerà attendere ancora qualche tempo. 

La robinia è fra le ultime piante a emettere le foglie

Viburno o pallon di maggio

I fiori del pallon di maggio sono ancora un po' verdolini

Biancospino a inizio fioritura. Di solito si presenta come
arbusto, ma in questo caso è un alberello

Rami alti del biancospino

I fiori del biancospino sono assaliti dalle api e da altri insetti

Primi frutti e nuove piante

Alcune piante hanno già i frutti (pruni)! Ci sono poi i nuovi alberelli spuntati da qualche seme (un ciliegio).

Ciliegio novello. Si tratta di una pianta a crescita rapida. 

Funa e uccelli con sorpresa

Poco il tempo dedicato alla fauna. Nello stesso giorno Carlo ha raccolto una collezione di foto di uccelli passati al laghetto. Ne ricopio qui una sola, sapendo che me lo consente. Unica anche quella dello storno, mai visto prima dentro al recinto. Grazie Carlo.

Una capinera si scrolla dopo aver fatto il bagno

Le altre le potete vedere qui: Facebook
 
Le tartarughe esotiche sembrano aumentate. Curioso il posto, una specie di giaciglio, che si sono  scelte per prendere il sole, ammassate una sull'altra.  


La vera sorpresa è data dalle gallinelle d'acqua. Nel passaggio da un cespuglio di tife all'altro è sembrato di vedere un pulcino. Forse un abbaglio? Dalla foto non si nota nulla. Il giorno dopo (il 19) visti da lontano distintamente tre pulcini al seguito di un adulto (mamma e papa si dividono equamente i compiti dell'accudimento). I pulcini si sono subito nascosti, mentre gli adulti si esponevano alla continua ricerca di cibo sulle rive e nelle parti più basse del fondale, percorrendo avanti e indietro la distanza dal rifugio dei piccoli che evidentemente stavano nutrendo e proteggendo da possibili predatori.