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martedì 7 luglio 2026

Caldo e popillia non fanno troppi danni... per ora

Prosegue il caldo. 

In alcune zone il prato soffre visibilmente.

Una pianta di ambretta (Knautia arvensis) circondata da erba secca, forse per l'effetto del caldo,
ma forse a causa delle larve della Popillia, che si sviluppano nel terreno cibandosi di radici

Per fortuna il prato non è tutto così, dopo l'ultimo taglio si è abbastanza ripreso e si vedono fiori di varie specie, di  carota selvatica, i soffioni del tarassaco e altro.



Nel laghetto l'acqua è un po' risalita

Anche questa volta il laghetto ha avuto un piccolo rabbocco. Lo si nota osservando il fondale dei due bacini, ora coperti più ampiamente da almeno un velo d'acqua. 



Osserviamo la piccola fauna

Gallinelle d'acqua, lucertole, una tartaruga d'acqua che si espone al sole sempre nello stesso posto, sono gli abitanti del laghetto più facili da vedere, almeno per chi ha la pazienza di appostarsi con discrezione.



Questa tartaruga ha il carapace scuro e uniforme, ma fra collo 
si scorgono delle linee giallastre. Difficile stabilirne la specie. 


Curiosiamo nella flora

La chioma del salicone è sempre più alta, si avvicina ai 4 metri, spuntata dalla ceppaia divelta. Fiorisce un fior di cuculo (Lychnis flos-cuculi) e anche il garofanino d'acqua /Epilobium hirsutum x parviflorum), presente da sempre, ma  segnalato poche volte, forse perché il fiore è piccolo, poco appariscente e pure difficile da fotografare. Da ultima indichiamo una pianta di menta, ultima sopravvissuta dell'aiuola delle erbe aromatiche. 


Salicone Salix capreae

Fior di cuculo

Epilobio

Epilobio

Menta

Bombilide


Un insetto plana sulle ambrette, ma non si posa. Vola restando fermo in aria come un colibrì e con la spirotromba succhia il nettare dai fiori.  Che sia un bombilide





La Popillia japonica al laghetto, a Seregno e i consigli autorevoli

La vediamo persino su una foglia del vilucchione. 


Al laghetto la Popillia ha attaccato prugnoli e altri pruni nati spontaneamente, non tutti, alcuni tigli, non tutti nemmeno questi, e solo le foglie di alcuni rametti degli ontani. Si è mangiata i fiori della buddleja. Non sappiamo se i prugnoli, la specie conciata peggio, sopravviveranno.  Speriamo di sì. Ci sono germogli di foglie nuove. Il ciclo della Popillia un bel momento terminerà. Luglio dovrebbe essere il mese peggiore. 

Se al laghetto non sembra aver fatto danni particolarmente gravi, riceviamo notizie che la situazione, in altre zone di Seregno, desta preoccupazione. 

Segnaliamo per approfondimenti:
    • L’utilizzo di trappole è fortemente sconsigliato in orti o giardini privati in quanto il loro potere attrattivo è di molto superiore alla capacità di cattura e di conseguenza la vegetazione che si vuole proteggere, foglie, fiori e frutti, subisce danni ancora più rilevanti.
Altri consigli al punto "Cosa si può fare e cosa bi si deve fare", da cui

    • In presenza di individui isolati di Popillia japonica, ti consigliamo di raccoglierli manualmente e farli cadere in un secchiello con una soluzione di acqua e sapone.
    • Per proteggere i frutti puoi coprire la chioma degli alberi con una rete antinsetto che deve essere scossa al mattino presto quando i coleotteri sono pressoché immobili.
  • Il Servizio fitosanitario svizzero dedica un punto al verde pubblico da cui riportiamo:
    • In presenza di individui isolati di Popillia japonica, ti consigliamo di raccoglierli manualmente e farli cadere in un secchiello con una soluzione di acqua e sapone.
    • Per proteggere i frutti puoi coprire la chioma degli alberi con una rete antinsetto che deve essere scossa al mattino presto quando i coleotteri sono pressoché immobili.

Mentre ce ne andiamo

Notiamo che il gelso, spuntato sulla recinzione del Seregnello e già tagliato, sta ricrescendo. La farnia presso la lapide dedicata a Falcone e Borsellino, sembra vegetare discretamente.  




venerdì 14 agosto 2020

A qualcuno piace il caldo


Giornata calda (sopra i 30° C) alla vigilia di ferragosto, ma il cielo è velato e in montagna piove. A mezzogiorno il parco è deserto. Forse gli abituali frequentatori sono in vacanza o forse non amano il caldo.

Nel prato sono rispuntati i fiori, anche se in versione nana. Le margherite non sono più alte di 20 cm.

La margherita non è un fiore, come si è portati a credere, ma una infiorescenza, un insieme cioè di numerosi fiori che costituircono un capolino. Questi sono di due tipi: quelli interni gialli formano una specie di cuscinetto, mentre quelli
esterni, bianchi sembrano dei petali. Il tutto appare un grande fiore che attira gli insetti pronubi e ne facilita il lavoro.

Le margherite cercano di ricrescere pervicacemente ad ogni taglio...
questa volta ce l'hanno fatta, rinunciando a un completo sviluppo.
Molte le api che apprezzano i fiori selvatici del prato, ma anche quelli di un cespuglio di ibisco.



Poco a ovest del laghetto fanno bella mostra di sè,  in questa stagione, un paio di  lagerstroemie



Nel recinto la spirea sembra soffrire nuovamente il caldo e mostra molto seccume.


Non così le piante che vivono nel laghetto. I fior di loto amano decisamente il caldo.




La ninfea preferisce un caldo meno intenso. Oggi notiamo un solo fiore.



Sulle rive sono numerosi i garofanini d'acqua, poco appariscenti che possono essere scambiati per erbacce, specialmente ora che cominciano a produre i semi, mentre le foglie rinsecchiscono. Sembrano (vedi la seconda foto sotto) graditi agli afidi.



Insetti vari e un primo avvistamento.

Oltre alle api, si aggirano oggi parecchie farfalle. Quella in foto, una pieride, se ne stava sulla lavanda.



Non mancano i ditteri fra cui mosche e mosconi, che fotografiamo raramente, ma anche un sirfide, una Sphaerophoria sp., scambiata inizialmente per una S. scripta. L'identificazione è stata precisata in FNM da Carlo Munari, che ringraziamo. Vedi qui: https://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=326763




 
Fra le libellule scorgiamo un  Erythromma viridulum, che conferma la presenza stabile della sua popolazione dal 2017, la solita Ischnura elegans e un meno solito Orthethrum coerulescens.

L'Erythromma viridulum, anche se lontano, si riconosce dagli occhi rossi

Ischnura elegans

Orthethrum coerulescens

Orthethrum coerulescens
Sembra che si tratti del primo avvistamento di questa specie al laghetto.
Assomiglia molto all'Orthethum brunneum, e non è da escludere che in passato, pur presente,  non sia stato riconosciuto. Questa identificazione però è stata confermata qui: https://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=326743, grazie a FNM e ad Alberto Manganaro.
La cosa strana è che l'O. coerulescens preferisce le acque correnti, anche se occasionalmente non disdegna quelle ferme. Sarà forse di passaggio, in ogni caso merita il benvenuto e un ringraziemento per aver allungato la lista degli odonati del laghetto, arricchendone la biodiversità, anche se solo temporaneamente in una calda giornata d'estate.    

mercoledì 24 giugno 2020

La natura si veste d'estate

L'estate è arrivata il 20 giugno, e con lei il caldo, per ora sopportabile, che ha solo sfiorato i 30°C. Ma giugno non è stato affatto asciutto. I giorni di pioggia sono stati 16 su 24 (il mese non è ancora finito) e sono caduti circa 200 mm di pioggia su 580 da gennaio (media fra i dati delle centraline).
Il risultato è che, fra gli esseri umani, tutti hanno indossato gli abiti più leggeri, ma nella natura le cose sono un po' più complicate e per capirle non ci aiutano il bollettino dei pollini (c'è sempre chi soffre di allergie), chiuso per questioni di cornavirus, e il servizio agrometeo della lombardia (fornito da ARPA e ERSAF), fermo per ragioni ignote.

Accontentiamoci di osservare quello che succede nella nostra piccola oasi di biodiversità e cominciamo da due belle notizie: la buddleia è fiorita e si vedono più farfalle, fra cui un bellissimo macaone, giustappunto fotografato su quella pianta.


  
Arrivando al laghetto notiamo con piacere - che non sarà condiviso dai numerosi amanti della natura sterile - che il prato è pieno di fiori e fra questi gruppi di margherite vere, di vedovelle dei prati, dette anche ambrette e molto altro. Non mancano gli insetti, fra cui le api




Ma non tutto va per il meglio nella vita del luogo. Un alberello è completamente seccato. Vai a capire il motivo.: la grandine, qualche virus (ci sono quelli che infettano le piante) o qualche animaletto che gli ha rosicchiato le radici...  pazienza, avremo un alberello in meno.


Entrando dal cancelletto notiamo che la spirea, fiorita da poco, ha già dei fiori rinsecchiti. Probabilmente è sensibile al caldo; di solito riprende a fiorire alla fine dell'estate.


Nei due bacini rimangono i segni della grandinata: le foglie delle ninfee più colpite sono ingiallite. Inoltre, nel bacino piccolo, galleggiano foglie del salice piangente. Che sia un effetto ritardato anche questo? Da notare che non si vedono fiori di ninfea: probabilmente non gradiscono il caldo. Riprenderanno a fine estate e dureranno oltre la stagione di fiori di loto, che invece amano il caldo. 

Nel bacino piccolo foglie di ninfea e del salice ingiallite

Bacino grande

Un bombo sui fiori di lavanda,
anche questi piegati dal vento e dalla grandine.

Il cespuglio del piracanta ospita parecchia vitalba, che comincia a fiorire.

Sulle rive


Questa volta i giaggioli d'acqua hanno proprio terminato la loro stagione, che evidentemente è la primavera. Sono sostituiti dai più modesti garofanini d'acqua, con i loro piccoli fiori violacei. Una prima infiorescenza per la tifa a foglie strette e varie per la tifa comune. .



Libellule

Si dice che le libellule siano insetti tipicamente estivi, anche se non è vero. Ma oggi parliamo dell'estate e annotiamo che di specie se ne sono viste ben quattro.

Libellula depressa
Ischnura elegans

Coenagion puella in tandem in ovodeposizione


Una Anax imperator  femmina sta planando per deporre le uova