venerdì 16 settembre 2022

Prosegue la manutenzione di fine estate

Il parco all'ora de pranzo è deserto. La scuola è iniziata. É preseguita la manutenzione a cura di Legambiente, che di solito interviene al sabato mattina. La superficie del laghetto è decisamente più libera e si vedono pesci a branchi. Rari i fiori. Abbondano le libellule rossastre, maschi della specie Sympetrum striolatum. Questa è la loro stagione. Le femmine arriveranno presto.

Una dei tanti Sympetrum striolatum, posato su un rovo. Nello sfondo un fiore della spirea

Manutenzione, secondo atto

I residui della vegetazione acquatica tagliata sono accumulati presso il cancello, in attesa di essere asportati



Il bacino grande è ora più libero su tre lati



 

Si vedono numerosi pesci


Libellule e farfalle

Fra i molti Sympetrum, anche una damigella della specie Ischnura elegans, nera e azzurra. In altri anni è stata la specie di gran lunga più abbondante al laghetto. Si vede che risente del variare della vegetazione più o meno presente.
Poche quest'anno le farfalle. D'altra parte la siccità ha colpito duramente  i prati e le fioriture spontanee. Le farfalle di molte specie si cibano nella fase iniziale della loro vita, come bruchi, delle foglie e nella fase finale, dopo la metamorfosi, del nettare dei fiori.  Foglie e fiori, almeno nei prati, hanno fatto difetto. Da aggiungere che anche le continue rasature dei prati non hanno aiutato.

Ischnura elegans

Una coppia di farfalle bianche (pieridi) svolazza sulla riva
appena ripulita dove è presente del fango.

giovedì 8 settembre 2022

Ultimi giorni di vacanza

Le giornate si sono accorciate e la calura estiva si è attenuata. Gi effetti della eccezionale siccità si vedono ancora, anche se la natura lentamente si sta riprendendo. I ragazzi affollano il parco ed il laghetto. Sono iniziati i lavori di manutenzione da parte degli amici di Legambiente, per lo sfoltimento della vegetazione acquatica  e ripariale. Pochi i segni di vita animale, ma la presenza di una splendida libellula ripaga ogni aspettativa.

Aeshna mixta

I lavori di manutenzione sono iniziati


Le acque sono in parte liberate

Il bacino piccolo

Il bacino grande visto dal ponticello fra le foglie degli ontani

Il bacino grande, ripulito dalla vegetazione sui lati est e sud

Segni della siccità

I salici da vimini e il viburno hanno sofferto molto

La natura si riprende piano piano, anche nei prati. Pochi e rari i fiori di campo e degli arbusti.

Il prato ombreggiato nel recinto ha ripreso il colore verde

Nel parco fra l'erba si notano larghe chiazze inaridite

Il vilucchio (Convolvulus arvensis) è abbastanza diffuso.
Si vede che tollera la siccità.

Fiordaliso nerastro

Ginestrino

Ape su ginestrino

Spirea

Vari i frutti, alcuni già maturi, anche questo è un effetto del grande caldo?

Biancospino

Prugnolo

Rosa

Frutti di pero da fiore inselvatichito

Niente più fiori nello specchio d'aqua. Solo i frutti del loto, mentre le foglie cominciano ad appassire.

Fior di Loto



La libellula e la lucertola

In questo paesaggio un po' malinconico di fine estate e di fine vacanze per tanti studenti, una bella sorpresa, dapprima colta in volo e poi finalmente posata: una grossa libellula, l'Aeshna mixta. Una lucertola si gode il sole.







venerdì 12 agosto 2022

Effetti della siccità

Chi aveva mai visto l'erba dei prati così secca a Seregno? 

La siccità contiunua da molti mesi. Dall'inizio dell'anno sono caduti solo 170 mm di pioggia (stazione Meteo Seregno Centro): pochini! Tutti ci siamo si conto che abbiamo attraversato anche un periodo caldissimo, oltre che lungo, fino  a toccare 37,3 °C. Qualche esperto ci spiegherà quanto è eccezionale quasta situazione. 

Proviamo qui a documentarne gli effetti nel nostro parco.

Rari gli alberi morti

Molti sono gli alberi che manifestano forme di sofferenza. Le radici profonde di qualli adulti, hanno consentito la sopravvienza, almeno per ora. Solo uno è morto. Si tratta di una quercia rossa, specie esotica di origine americana che di solito cresce vigoriosamente ed è pure invasiva. 

Una  quercia rossa è morta vicino alle targhe di Falcone e Borsellino, a cui è
dedicato il parco. L'albero è stato piantato recentemente, già grandicello, e forse
per questo non ha resistito, avendo un apparato radicale poco sviluppato.

Nei pressi, anche un altro alberello,  piccolo e piuttosto stentato, sembra morto, forse era già malaticcio. 

 

Un piccolo acero di monte,  vicino ai precedenti, sopravvive in un solo ramo o pollone, dopo aver perso il fusto principale, ormai completamente secco. Forse così ha contenuto l'evapotraspirazione. 

Un piccolo acero sopravvive in una
ramificazione laterale al fusto morto.

Il prato secco

Il prato, dove e radici dell'erba sono piuttosto superficiali, mostra le conseguenze più evidenti.  
 
Solo in alcune zone, all'ombra degli alberi, resiste qualche velatura più verde. Alcune specie erbacee poi, più adatte alla situazione, punteggiano quà e là il prato di verde. Probabilmente, alle prime piogge, il prato si riprenderà. Così almeno speriamo.


 

All'ombra di un ontano il prato appare meno secco.

Rarissimi i fiori

Nonostante tutto nel prato è possibile trovare qualche fiore, ma solo convolvoli e ginetrelle.
 

 

Gli alberi che resitono

Mantre la maggior parte della vegetazione soffre, alcune specie arboree sembrano indifferenti. Fra questi i gelsi e  gli ontani. 
 

I segni della sofferenza

Fra le specie che mostrano cambiamenti poco percettibili, ci metteremmo i platani, che forse hanno le chiome più rade del solito e sotto i quali si nota qualche foglia caduta, cosa quasi normale ad agosto.  
I ciliegi hanno le foglie piegate all'ingiù. Sugli aceri si scorge qualche rametto secco.

Altre specie soffrono visibilmente, ma in modi diversi. Alcune mostrano numerosi rami e foglie secche (salice da vimini, salicone, carpino e viburno), 
 
Un salice da vimini
 
A sintra gli aceri del Viale Borromeo, abbastanza verdeggianti e
a destra i carpini che circondano il seregnello, molto ingialliti.

 
Altre ancora mostrano solo un colore più chiaro come i salici piangenti, che curiosamente quest'anno hanno i rami pendenti allungati fino all'acqua o a terra. La bacheca ne è quasi completamente nascosta.
 
 
 
E per finire ci sono le piante che hanno accelerato il loro ciclo di vita annuale. I sambuchi esposti al sole hanno perso molte foglie e hanno le bacche mature, quasi fosse autunno. Prugnolo e corniolo sembrano aver seguito un percorso simile. 

La vegetazione acquatica

Ovviamente questa non soffre per i problemi della siccità, dato che il livello dell'acqua è costante, grazie alle immissioni. La vegetazione si è sviluppata occupando quasi tutta la superficie dei due bacini. É il loto che primeggia. Pochi però sono i suoi fiori: solo una decina. Tife e ninfee difendono i loro spazi. Nessun fiore di ninfea. 
 
 
Pochi i fiori del loto


 
Nel bacino piccolo affiorano i rametti del ceratofillo. Non mancano i pesci che, a volte, sembrano venire a galla per ossigenarsi boccheggiando. 
 

Insetti

Dove sono finiti gli insetti? Non si vede nessuna libellula e rari sono gli imenotteri e i ditteri. Sembra che anche gli insetti siano in sofferenza per il caldo e il seccume. Se ne vedono pochi sulla buddleia e meno ancora sulla lavanda. Questa volta la pianta che li attira è un cespuglio di ibisco, pieno di fiori, fuori dal recinto del laghetto.   
 

Ie belle e abbondanti fioriture dell'ibisco attirano diversi insetti.
Nella foto un bombo e una formica.

Da notare la presenza, registrata qui per la prima volta, dei pappataci. Ci se ne accorge per i segni pruriginosi che lasciano sulle gambe e sulle braccia del visitatore. Sembrano zanzare, ma sono molto più piccoli e forse meno conosciuti. Anche in Internet semba che se ne parli poco.  Qui qualche prima informazione... https://www.my-personaltrainer.it/benessere/pappataci.html