domenica 28 giugno 2026

Biodiversità in città

"A lungo considerate ambienti ecologicamente impoveriti, le aree urbane vengono oggi riconosciute come sistemi complessi, nei quali natura e attività umane convivono e si influenzano reciprocamente... 

Le città possono infatti contribuire in modo concreto alla conservazione della biodiversità, offrendo habitat e opportunità di rifugio per numerose specie, spesso in modo inatteso".

Dal testo: 


Liberamente scaricabile da qui: https://libri.unimi.it/index.php/milanoup/catalog/view/306/1267/3181

Il primo Atlante degli uccelli nidificanti di Milano è stato sviluppato integrando nove database, combinando la scienza partecipativa [citizen sciance] e indagini standardizzate. Oltre 130.000 rilevazioni in 200 celle di griglia hanno confermato 79 specie nidificanti, oltre a 20 possibili nidificanti o visitatori estivi. Le mappe di distribuzione offrono una prospettiva comparativa tra il periodo 2009-2013 e il periodo 2020-2024, evidenziando due decenni di cambiamenti. La biodiversità degli uccelli mostra i valori più elevati nelle celle con urbanizzazione limitata, ampie aree verdi e mosaici agro-urbani equilibrati. Oltre al suo ruolo descrittivo, l'atlante è uno strumento strategico: identifica le specie in declino, monitora quelle invasive, guida la pianificazione urbana e promuove il coinvolgimento dei cittadini, l'educazione e le politiche orientate alla biodiversità.

Per saperne di più: https://guardami.unimi.it/ 

Perché ne parliamo qui? Perché anche la storia del laghetto parla di biodiversità in città, a Seregno, ma anche nella città infinita in una continua espansione, debolmente contenuta dal Parco Grubria (solo un PLIS), più efficacemente speriamo, dal prospettato Parco Fluviale del Seveso (un Parco Regionale). 

La biodiversità qui, a differenza che a Milano,  non sembra particolarmente di moda, ma nonostante tutto, trova spazio come realtà, da conoscere e da tutelare.

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