Nel mezzo del pomeriggio il parco è animato da passanti che approfittano di un discreto anticipo di primavera, nuvoloni permettendo, per godersi l'aria aperta.
Fra conduttori di cani, raggruppati a capannelli, salutisti impegnai ad inanellare giri di marcia, sono i genitori con bambini quelli che varcano più volentieri il cancello del laghetto. Scrutano l'acqua per mostrare qualche animaletto ai loro piccoli.
Non si accorgono questa volta che la meraviglia è sopra la chioma del salice piangente.
"Se abbassi gli occhi sullo stagno puoi cogliere il cielo" è il motto di un appassionato del settore. Vero, qualche volta però, vale la pena anche alzare lo sguardo.




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