Proseguono quasi quotidianamente le attività del gruppo di volontari del laghetto di San Carlo. Dedicano la loro attenzione agli aspetti naturalistici più interessanti e le loro energie alla manutenzione del luogo. Ecco alcune foto che illustrano in sintesi il loro lavoro, fra fiori e cartacce.
Dopo un periodo di degrado in cui si era valutata persino l'ipotesi di interramento, il laghetto, grazie a un intervento di ripristino, dal 2013 ha un nuova vita. Custodisce una biodiversità di grande interesse, talora sorprendente per la sua collocazione in un ambiente urbano. Qui ne seguiamo gli sviluppi.
sabato 29 agosto 2026
giovedì 6 agosto 2026
Una perla al laghetto
Il caldo torrido e l'insolito proliferare delle zanzare rendono, a detta di alcuni, la visita al laghetto poco piacevole.
Eppure, sarà un parere personale, scoprire un fiore come questo, mi sembra un piacere che valga qualche disagio.
Per le zanzare in effetti di questi tempi conviene essere ben coperti, se possibile, come sempre quando ci si immerge in un ambiente un po' selvatico. Negli scorsi anni non sono mai state così tante e fastidiose. Probabilmente il caldo eccezionale favorisce la maturazione delle larve e i pesci, che sono pochissimi per la stessa causa, alla conseguente scarsa ossigenazione, oltre al basso livello dell'acqua e probabile predazione da parte dell'airone, non riescono più a contenere efficacemente le zanzare, come hanno sempre fatto. Speriamo che presto, con il ristabilirsi di condizioni più normali, il problema si risolva.
Il prato assolato
Oggi c'è qualche nuvoletta e un po' di vento. Il prato è piuttosto arido e ingiallito.
Ancora la Popillia
Sui cespugli dell'Ibisco c'è qualche esemplare di Popillia japonica. La stagione di questo coleottero dovrebbe essere al termine, ma evidentemente il suo ciclo si attarda. Presto anche gli ultimi adulti del coleottero provvederanno a deporre le loro uova nel terreno.
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| Su un rametto di tiglio la Popillia non c'è più. Restano le foglie mangiucchiate |
Effetti della siccità
Le nuove piantine, fuori dal recinto, hanno sofferto per il caldo. Alcune di quelle più esposte al sole sembrano seccate.

Fiori solitari
Il merlo
Concludiamo questo post con una foto del merlo, quasi sempre presente al laghetto, ma è così scontata la sue presenza che troppo spesso ci dimentichiamo di citarlo.
sabato 1 agosto 2026
Un po' di pioggia mitiga la calura
Siamo nel corso della quarta ondata di caldo, di cui non si vede la fine. Oggi è caduta un po' di pioggia, solo 15 mm, quanto basta però per una tregua temporanea.
Gabriella ha approfittato per un salto al laghetto e ci manda alcune foto.
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| Gocce di pioggia sulle foglie (a destra nella foto) di un gelso che cresce fra i massi. |
Ha visto solo un paio di fiori, uno del loto e una ninfea. Davvero pochi per la stagione.
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| Il fiore del loto |
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| il fiore della ninfea |
Ringraziamo Gabriella C. per le sue foto
martedì 28 luglio 2026
Al mattino presto...
I volontari passano nel parco abbastanza presto, a partire dalle 7.30. Qualche volta, a quell'ora, fanno incontri inattesi.
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| Una minilepre. Chissà come è finita qui. |
Biodiversità e influssi antropici
E torniamo ai volontari
Più spesso si occupano di qualche pulizia: bottiglie, cartacce, sacchetti di plastica purtroppo non mancano al laghetto e nel parco, a cominciare dal parcheggio.
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| Prima (a sinistra) e dopo (a destra) |
giovedì 16 luglio 2026
Iniziata la fioritura del loto
Di solito il loto comincia a fiorire nel corso del mese di luglio, raggiungono il massimo splendore nella prima metà di agosto, per terminare a volte ai primi di settembre. Quest'anno sembra un po' in ritardo. Vedremo come proseguirà la stagione.
martedì 7 luglio 2026
Caldo e popillia non fanno troppi danni... per ora
Prosegue il caldo.
In alcune zone il prato soffre visibilmente.
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| Una pianta di ambretta (Knautia arvensis) circondata da erba secca, forse per l'effetto del caldo, ma forse a causa delle larve della Popillia, che si sviluppano nel terreno cibandosi di radici |
Per fortuna il prato non è tutto così, dopo l'ultimo taglio si è abbastanza ripreso e si vedono fiori di varie specie, di carota selvatica, i soffioni del tarassaco e altro.
Nel laghetto l'acqua è un po' risalita
Anche questa volta il laghetto ha avuto un piccolo rabbocco. Lo si nota osservando il fondale dei due bacini, ora coperti più ampiamente da almeno un velo d'acqua.
Osserviamo la piccola fauna
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| Questa tartaruga ha il carapace scuro e uniforme, ma fra collo si scorgono delle linee giallastre. Difficile stabilirne la specie. |
Curiosiamo nella flora
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| Salicone Salix capreae |
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| Fior di cuculo |
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| Epilobio |
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| Epilobio |
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| Menta |
Bombilide
La Popillia japonica al laghetto, a Seregno e i consigli autorevoli
- Il Servizio fitosanitario della Regione Lombardia: Popillia o Japanese beetle (Popillia japonica) sito già indicato precedentemente, ma che nel frattempo si è arricchito di informazioni e consigli. Da questo riportiamo:
- L’utilizzo di trappole è fortemente sconsigliato in orti o giardini privati in quanto il loro potere attrattivo è di molto superiore alla capacità di cattura e di conseguenza la vegetazione che si vuole proteggere, foglie, fiori e frutti, subisce danni ancora più rilevanti.
Altri consigli al punto "Cosa si può fare e cosa bi si deve fare", da cui
- In presenza di individui isolati di Popillia japonica, ti consigliamo di raccoglierli manualmente e farli cadere in un secchiello con una soluzione di acqua e sapone.
- Per proteggere i frutti puoi coprire la chioma degli alberi con una rete antinsetto che deve essere scossa al mattino presto quando i coleotteri sono pressoché immobili.
- Il Servizio fitosanitario svizzero dedica un punto al verde pubblico da cui riportiamo:
- In presenza di individui isolati di Popillia japonica, ti consigliamo di raccoglierli manualmente e farli cadere in un secchiello con una soluzione di acqua e sapone.
- Per proteggere i frutti puoi coprire la chioma degli alberi con una rete antinsetto che deve essere scossa al mattino presto quando i coleotteri sono pressoché immobili.
















































