Oggi è l'ultimo dei tre giorni della merla. La tradizione vuole che siano i giorni più freddi dell'anno, anche se i dati la smentiscono. Proprio ieri però abbiamo toccato al mattino la temperatura di -1,7°C, minima per il mese di gennaio e quindi per quest'anno. Insomma, per una volta la leggenda si è avverata, vedremo se solo temporaneamente.
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Dala stazione meteo centro |
La realtà è che dopo il caldo e la siccità record, dello scorso 2022, l'anomalia metereologica sembra proseguire nell'inverno del nuovo anno. Potremmo dire che i giorni di fine gennaio, quelli della merla, sono stati i meno caldi. Per ora non si è vista nemmeno la neve, a parte qualche fiocco. Gli esperti ci diranno se tutto questo abbia a che fare con i cambiamenti climatici.
Attorno al bacino grande
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Un ghiaccio poco consistente copre circa metà della superficie del bacino grande |
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Vista sul bacino grande dal ponticello |
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Il riflesso del canneto sul ghiaccio frammentato |
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Foglie di ninfea sotto la crosta del ghiaccio |
La riva nord
La riva ovest
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Ontani e aceri cresciuti spontaneamente e rapidamente |
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L'angolino in basso a destra nella foto, dove il fondo è a pochi centimetri, è il luogo preferito dagli uccelli per scendere a bere o a lavarsi |
Il bacino piccolo
Qui di ghiaccio nemmeno l'ombra. Forse il vento, che in questo periodo arriva da nord est, ha trovato la barriera degli ontani e dei salici piangenti, fra il ponticello e la bacheca, oltre agli arbusti e al canneto, che hanno protetto dal raffreddamento la superficie dell'acqua. Altre spiegazioni?
Gli uccelli
Purtroppo dal ponticello, dove occorre appostarsi per non essere notati, non è facile fotografare gli uccelli che si posano nell'angolino sopra citato, calandosi gradatamente dai rami vicini. Gli scatti sono malriusciti, ma i soggetti, così carini, non ne hanno colpa.
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Lucherino femmina |
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Lucherino maschio |
La leggenda senza i suoi protagonisti
A proposito della leggenda che oggi ci ha condotto al laghetto, notiamo che di merle o merli, non ne abbiamo visto nemmeno uno. Forse eravamo distratti perché di solito abbondano. Vista invece, sotto il viburno, la coda inconfondibile, bianca e nera, della gallinella.