A distanza di qualche giorno, tornati sul posto, troviamo qualche tessera mancante al puzzle precedente... non tutte però.
Alberi ammalati?
Osserviamo meglio i due tigli con le foglie rinsecchite.
Scopriamo che le foglie sono quasi tutte traforate.
Dopo un periodo di degrado in cui si era valutata persino l'ipotesi di interramento, il laghetto, grazie a un intervento di ripristino, dal 2013 ha un nuova vita. Custodisce una biodiversità di grande interesse, talora sorprendente per la sua collocazione in un ambiente urbano. Qui ne seguiamo gli sviluppi.
A distanza di qualche giorno, tornati sul posto, troviamo qualche tessera mancante al puzzle precedente... non tutte però.
Osserviamo meglio i due tigli con le foglie rinsecchite.
Scopriamo che le foglie sono quasi tutte traforate.
Dopo un lungo periodo di assenza riusciamo finalmente a tornare al laghetto.
È tornato anche il gran caldo.
La temperatura è arrivata a 35,5 °C, sfiorando per un decimo di grado il record del 28 giugno, mese che è sato caldissimo e anche secco. Nel resto dell’estate non si può dire che l’acqua sia mancata. A luglio sono caduti 179 mm e nei primi due giorni di agosto 100 mm (così leggiamo nella pagina Archivio dati meteorologici | Stazione meteorologica di Seregno Centro (MB) dell’ottimo sito delle Rete Meteo Network).
Il livello del laghetto è regolare ed il sentiero che passa sul retro ha un tratto ancora fangoso. La vegetazione sta bene. Lo attestano le erbe del prato che sarebbero le prime a soffrire per una eventuale siccità ed il verde brillante della quinta arborea che circonda il laghetto.
Questo dovrebbe essere il periodo più lussureggiante del loto. Stranamente però i fiori aperti si contano sulle dita di una mano. Aggiungendo i boccioli maturi e le corolle in disfacimento arriviamo a una decina. Ci sono però gli “imbuti” residui delle scorse fioriture e molti boccioli in formazione. Siamo lontani però dalla straripante abbondanza di certi anni e anche le foglie non hanno coperto ogni superficie libera del laghetto. Che siano stati diradati?
A sorpresa notiamo tre fiori della ninfea, che di solito evita i periodi più roventi. Ma in effetti la calura è solo di questi ultimi giorni e le ninfee sono abbastanza protette dai raggi del sole, ed una, che abbiamo rischiato di ignorare, è proprio in ombra.
Fiori di vari genere sono nei prati, dentro e fuori il recinto. Fa questi gruppetti di margherite che evidentemente sono riuscite a ricrescere dall’ultimo taglio. Speriamo che riescano anche a produrre i loro semi.
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Uno dei due alberelli di lagerstroemia è fiorito, l'atro no.
Fra gli arbusti sono in fiore gli ibischi e la buddleja e fra i rampicanti la vitalba e il caprifoglio.
Vista una gallinella d'acqua e vari altri uccelli.
I pesci non mancano e si vedono bene, nell’acqua limpidissima, anche quelli scuri.
Fra gli insetti sono abbastanza numerose le farfalle che non ci fanno la cortesia di posare per qualche foto, gli imenotteri (api, apoidei e vespe) in corso di identificazione assieme ai ditteri (sirfidi e altri).
Il mese di giugno si chiude con giornate arroventate e notti che non portano refrigerio. Se aggiungiamo che di pioggia non c'è stata traccia (5 mm sono una cosa risibile), ecco completato il quadro.
La novità, per noi profani, è che i picchi di calore non si raggiungono subito dopo pranzo, ma nel pomeriggio inoltrato. 35,6 °C il giorno 28 alle ore 17,12 sarà il dato da ricordare... forse. Resta il dubbio che sia solo il record da superare prossimamente. Ci stiamo abituando?