sabato 16 agosto 2025

Tessere sparse ritrovate

A distanza di qualche giorno, tornati sul posto, troviamo qualche tessera mancante al puzzle precedente... non tutte però.

Alberi ammalati?

Osserviamo meglio i due tigli con le foglie rinsecchite.



Scopriamo che le foglie sono quasi tutte traforate.


Presso un alberello di nuovo impianto, che appare indenne dal malanno, troviamo una spiegazione più che plausibile, evidenziata da un cartello.


La spiegazione ha il nome della Popillia japonica, di cui, in una delle trappole presenti, troviamo abbondanti tracce. Il coleottero era già stato avvistato tempo fa su un gelso, dove però non aveva prodotto danni così pesanti. Chissà poi perché ha invece attaccato questi due tigli, lasciandone intatto un altro, dello stesso genere, posto nei pressi. Merito di qualche forma di biodiversità?

Nella bottiglia sono collocati dei ferormoni che funzionano da esca olfattiva. Questi attirano l'insetto che, una volta entrato dall'imbuto, non riesce più ad uscire. Lo scopo è il monitoraggio, anche se nel cartello si parla anche di cattura, uso questo sconsigliato per giardini privati. In ogni caso non possiamo dire che l'Amministrazione sia rimasta con le mani in mano. Speriamo poi che le piante colpite riescano a riprendersi. 

La Popillia japonica ha dato moltissimo filo da torcere anche agli amici del WWF di Meda, che hanno lottato con ogni mezzo, dalla raccolta manuale alle trappole, per difendere un nuovo rimboschimento in via degli Angeli Custodi. Più in generale ha colpito varie culture e specie arboree in tutto il nord Milano estendendosi dal Piemonte alla Lombardia (Mantova per ora esclusa).

La situazione della Popillia Japonica, cosa fare e cosa non fare:


Le libellule ci sono


La volta scorsa non avevamo avvistato alcuna libellula. Purtroppo oggi non avevamo l'attrezzatura adatta a riprenderle, ma c'erano. Ecco le prove. Le foto sono state scattate con uno smartphone. Non si riesce a distinguere la specie, ma il genere è sicuramente quello del Sympetrum, che, con ampia probabilità, sarà Sympetrum striolatum. Visto anche uno zigottero azzurro. In questo caso però non ci azzardiamo a ipotizzare il nome della specie. Ci accontentiamo di constatare che le libellule non mancano. 





Altre ninfee

Osservare le ninfee nel loro sviluppo è sempre un piccolo rebus. Sono rimaste dov'erano, o sono altre? Il rinnovo di questi fiori è rapido e soprattutto incontrollabile. Lo stesso non accade per il loto, per cui si vede molto bene il bocciolo in formazione, il fiore che lentamente si schiude e, una volta che perde i suoi petali, lascia un frutto in bella vista, prima verde e poi color tabacco. La ninfea sembra invece fare tutto di nascosto.  Comunque è bellissima. 


Fra le tessere che non ritrovano elenchiamo i nomi mancanti di alcuni insetti fotografati la volta scorsa. Sembra che tutti gli entomologi esperti se ne stiano in ferie. D'altra parte è agosto. 

giovedì 14 agosto 2025

Ritorni

Dopo un lungo periodo di assenza riusciamo finalmente a tornare al laghetto. 

Clima e conseguenze

È tornato anche il gran caldo. 

La temperatura è arrivata a 35,5 °C, sfiorando per un decimo di grado il record del 28 giugno, mese che è sato caldissimo e anche secco. Nel resto dell’estate non si può dire che l’acqua sia mancata. A luglio sono caduti 179 mm e nei primi due giorni di agosto 100 mm (così leggiamo nella pagina Archivio dati meteorologici | Stazione meteorologica di Seregno Centro (MB) dell’ottimo sito delle Rete Meteo Network). 

Il livello del laghetto è regolare ed il sentiero che passa sul retro ha un tratto ancora fangoso. La vegetazione sta bene. Lo attestano le erbe del prato che sarebbero le prime a soffrire per una eventuale siccità ed il verde brillante della quinta arborea che circonda il laghetto. 



Fanno eccezione due tigli che hanno le foglie piuttosto secche: una malattia?  Inoltre è morto l’alberello del biancospino che tuttavia era già in uno stato di grave sofferenza da tempo.

Fiori

Questo dovrebbe essere il periodo più lussureggiante del loto. Stranamente però  i fiori aperti si contano sulle dita di una mano. Aggiungendo i boccioli maturi e le corolle in disfacimento arriviamo a una decina. Ci sono però gli “imbuti” residui delle scorse fioriture e molti boccioli in formazione. Siamo lontani però dalla straripante abbondanza di certi anni e anche le foglie non hanno coperto ogni superficie libera del laghetto.  Che siano stati diradati? 




A sorpresa notiamo tre fiori della ninfea, che di solito evita i periodi più roventi. Ma in effetti la calura è solo di questi ultimi giorni e le ninfee sono abbastanza protette dai raggi del sole, ed una, che abbiamo rischiato di ignorare, è proprio in ombra.



Fiori di vari genere sono nei prati, dentro e fuori il recinto. Fa questi gruppetti di margherite che evidentemente sono riuscite a ricrescere dall’ultimo taglio. Speriamo che riescano anche a produrre i loro semi. 

Uno dei due alberelli di lagerstroemia è fiorito, l'atro no. 



Fra gli  arbusti sono in fiore gli ibischi e la buddleja e fra i rampicanti la vitalba e il caprifoglio







Fauna

Vista una gallinella d'acqua e vari altri uccelli. 


I pesci non mancano e si vedono bene, nell’acqua limpidissima, anche quelli scuri. 


Fra gli insetti sono abbastanza numerose le farfalle che non ci fanno la cortesia di posare per qualche foto, gli imenotteri (api, apoidei e vespe) in corso di identificazione assieme ai ditteri (sirfidi e altri).



Avevo pensato che questo insetto fosse un sirfide, ma gli esperti 
di FNM mi hanno spiegato che si tratta di un Bombyliidae, del
genere Villa. Siamo sempre fra i ditteri (insetti con due ali), ma
qui le identificazioni sono problematiche. Grazie a Carlo M.   






Stranamente non si sono viste le libellule.  La natura è spesso bizzarra e imprevedibile.  Siamo sicuri che torneranno, come auspica il titolo, anche se non capiamo il perché della loro assenza... temporanea di sicuro.

mercoledì 2 luglio 2025

Fa caldo ma il laghetto non soffre

Il mese di giugno si chiude con giornate arroventate e notti che non portano refrigerio. Se aggiungiamo che di pioggia non c'è stata traccia (5 mm sono una cosa risibile), ecco completato il quadro. 

La novità, per noi profani, è che i picchi di calore non si raggiungono subito dopo pranzo, ma nel pomeriggio inoltrato. 35,6 °C il giorno 28  alle ore 17,12 sarà il dato da ricordare... forse. Resta il dubbio che sia solo il record da superare prossimamente.  Ci stiamo abituando?


Nei prati del parco assolati, ben rasati e in buona parte rinsecchiti, non si sta meglio che nel centro della città. Solo sotto i grandi platani e nel recinto del laghetto, all'ombra dei salici e degli ontani si respira meglio. L'aria muove le fronde. Qualche albero in più nel parco e altrove non guasterebbe.  

Sono passati solo due giorni dalla visita precedente. Ci sono piccoli cambiamenti e riusciamo a fotografare qualcosa che ci era sfuggito.  

I fiori dell'ibisco sono diventati tre


Sulla riva sta per sbocciare un fior di cuculo, mentre il giunco sembra in fase di fruttificazione. La candida campanella del vilucchio attira un coleottero.




Sull'acqua continua a fiorire la ninfea, nonostante il gran caldo. Vediamo un solo fiore e e anche questo  è seminascosto. 



La buddleja ha pochi fiori, che tuttavia bastano per attirare qualche insetto, fra cui la Popillia japonica, un coleottero arrivato in Italia da poco e che, in questo periodo, desta parecchie preoccupazioni. Qui non fa troppi danni.  


Nell'acqua, come avevamo già visto, una tartaruga se ne sta semi immersa su una foglia. Un'altra non sembra ben messa. Non ha colori sgargianti e il carapace sembra irregolare. Che sia un nuovo arrivo?



Le gallinelle

Oggi si fanno vedere senza timore. Razzolano nel prato ovunque. Non si lasciano avvicinare, ma nemmeno fuggono: strano comportamento. Ci chiediamo dove siano finiti i pulcini che ormai saranno cresciuti. Si dovrebbero riconoscere dalla mancanza della macchia rossa sopra il becco.  Nella seconda foto forse proprio un giovane si è appena infilato fra le canne davanti all'adulto. Questo non si nasconde e si pulisce le piume con il becco.  Facendo due più due, viene il sospetto che le gallinelle stiano becchettando nel prato le larve della Popillia japonica. Chissà!



Libellule e farfalle

Questa volta non ci lasciamo sfuggire la Coenagrion puella. Ce ne sono decine. Tentiamo di riprenderle a raffica, mentre ci volano sotto il naso. Manchiamo quasi sempre la mira, ma qualche foto decente riusciamo ad ottenerla. Notiamo che si posa spesso aggrappata ai rami del salice che ricadono sull'acqua del bacino piccolo. 

Riprendiamo nuovamente l'Anax imperator. Sono almeno due. La femmina depone le uova su una foglia morta della tifa. 







Poche le farfalle. Una si posa vicino... Eccola.