Se cliccate qui a destra su M. Seregno Centro su meteonetwork, in Archivio, potete vedere le temperature massime e minime di giugno, che negli ultimi dieci giorni hanno superato di gran lunga le medie stagionali. Una prima ondata di caldo c'era stata già in primavera, a fine maggio, con temperature oltre i 30 °C, che di notte scendevano attorno ai 20 °C. Oggi siamo, si spera, all'ultimo giorno di una seconda ondata di caldo, questa volta estremo. Si è arrivati ad un massimo di 36,7 °C, con diverse notti rimaste sopra i 25°C, classificate per questo come notti super tropicali, tali da rendere i sonni abbastanza insopportabili. Verso sera un temporale ha migliorato la situazione
Premesso che al laghetto si gode un po' di frescura, se si evitano le ore centrali della giornata, oggi ci siamo andati per verificare la situazione. Considerando che non piove dal 10 giugno ci aspettavamo che le condizioni della vegetazione fossero peggiori.
Il caldo e la siccità hanno lasciato qualche traccia nei prati, meno negli arbusti e negli alberi. Ma andiamo per ordine.
Ibisco
Anche questa volta ci siamo fermati ad osservare i cespugli dell'ibisco. Cominciano a fiorire quelli bianchi.
Quelli rosa erano visitati da numerosi insetti fra cui de un bel bombo, probabilmente un bombo terrestre, Bombus tarrestris, caratterizzato dalla coda bianca e righe gialle sul dorso. Per saperne di più: Bombus terrestris - Wikipedia
Procediamo verso il laghetto
Non si notano chiome in evidente stato di sofferenza.
Entrando però nel recinto...
Notiamo a terra parecchie foglie del
salice piangente. La pianta non soffre per il caldo ma teme l'eccessiva evapotraspirazione e si difende così, perdendo le foglie di troppo.
Il livello
Il livello dell'acqua non sembra particolarmente basso, forse 20 - 25 cm sotto il massimo. Immaginiamo che si sia provveduto ad un rabbocco.
Il prato
Se nel prato si vedono delle chiazze di seccume, bisogna anche ammettere, che nonostante il taglio recente, sono ricresciute rapidamente parecchie specie di erbe e che non poche sono fiorite, sia dentro il recinto che nel resto del parco, molte più delle poche seguenti.
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| Vilucchione |
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| Fiordaliso nerastro, ambretta e margherita |
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| Malva |
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| Carota selvatica |
Vespe
Oggi stranamente non vediamo libellule, ma alcune vespe, che fanno la spola fra le foglie della ninfea, su cui si posano e chissà dove, Fra queste riconosciamo dei grossi calabroni, delle vespe vasaio dal vitino sottilissimo e forse una formica alata.
Aggiungiamo che mentre la vespa muratrice (Sceliphron caementarium) non sembra aggressiva, il calabrone (Vespa crabro) invece lo è, specialmente se si va a disturbare il suo nido, che per fortuna non sembra essere presente al laghetto. Di solito lo si trova in qualche cavità degli alberi.
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| Vespa muratrice (Sceliphron caementarium) |
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| Calabrone (Vespa crabro) |
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| Formica alata? |
Arbusti e alberi sotto attacco delle Papillia japonica
Alcuni arbusti sembravano da lontano colpiti dalla siccità, ma ad una più attenta osservazione, le foglie bucherellate hanno rivelato l'autore del danno; la Papilla japonica, colta anche sul fatto.
Le piante attaccate sono il prugnolo e un'altra specie di prunus, un paio di tigli e la buddleia, colpita quest'ultima solo nei fiori.
Il prugnolo
La buddleia
I tigli
I tigli attaccati sono due. Uno è fuori dal recinto sul lato nord. La parte alta sembra piuttosto danneggiata. Un altro tiglio, a ovest, ha le foglie basse che sporgono dentro il recinto, dove si vedono le bestioline all'opera.
