mercoledì 7 gennaio 2026

Ghiaccio totale all'Epifania

Oggi, giorno dell'Epifania, il laghetto è completamente ghiacciato. Ieri lo era per tre quarti. 




Il bacino piccolo


Il bacino grande






Gli uccelli


Restano ancora liberi alcuni angolini, dove gli uccelli vanno a bere (visti tre lucherini) o anche a farsi il bagnetto (visti dei merli). Il pettirosso e le gallinelle non mancano mai.






 



Attorno alla staccionata, sono stati piantati recentissimamente, immaginiamo dal Parco Grubria, un centinaio di piantine! Alcune hanno le gemme, ma al momento sono irriconoscibili. 






Su un fusto del salice da vimini sono cresciuti dei funghi a mensola. Brutto segno per la pianta, ma anche questa è biodiversità. Secondo iNaturalist potrebbero trattarsi di Daedaleopsis, un genere di Basidiomiceti appartenenti alla famiglia PolyporaceaeAttendiamo una conferma. 




L'area del laghetto è pulita. Sono entrati in azione i volontari del Comitato di Quartiere di San Carlo.

Buon 2026 gli amici del laghetto.

sabato 3 gennaio 2026

Con il ghiaccio compaiono nuovi alberelli

Questa mattina la temperatura è scesa a Seregno (Meteo Seregno Centro) a 4,7 °C e, probabilmente al laghetto, anche più giù. Siamo andati a controllare se si era formato del ghiaccio, come prevedibile e non siamo rimasti delusi.  Il prato e varie fronde sembravano argentati da una leggera spolverata di brina o galaverna che fosse.


Anche il cielo era grigio, come si vede da molte foto, ma dopo mezzogiorno è arrivato il sole, che ci ha accolto assieme al pettirosso, posato nel canneto, a quel punto pieno di luce. Il pettirosso frequenta abitualmente il laghetto nel periodo invernale, anzi si può dire che lo presidia, viste le sue abitudini territoriali.


Ma la vera sorpresa è stato scoprire che in questo periodo festivo, qualcuno si è preso la briga di piantare, in doppia file e in quattro gruppi,  oltre un centinaio di piccoli alberelli, tutti attorno alla staccionata.  La volta scorsa, il 21 dicembre, non c'era ancora nulla. 


Ma prima di parlare di questi, entriamo nel recinto, per vedere se e dove si è formato il ghiaccio.

Il bacino piccolo


É completamente coperto di ghiaccio e si vede che è nuovo perché è assolutamente intatto.






Il bacino grande

Anche questa parte del laghetto è ghiacciata, ma non del tutto.



La parte a nord e a ovest, pari a circa un quarto della superficie sono libere dal ghiaccio. Forse nella zona dei massi è avvenuto un rabbocco con acqua meno fredda?  






Le vegetazione

Osserviamo che le le piante caducifoglie che avevano visto con qualche foglia la volta scorsa ora sono completamente spoglie, almeno qui nel parco.

Qualche fronda appare ghiacciata. 





   Nel ghiaccio rimangono verdi, anche se dall'aspetto macilento, alcune foglie delle ninfee.  


I nuovi alberelli

Come dicevamo, gli alberelli, alti da 50 cm a un metro, sono comparsi in prossimità delle festività. Forse non sono state portate da Babbo Natale, ma sono sicuramente una bella sorpresa. Sono di varie specie diverse, forse arbusti. Difficile provare a riconoscerli. Ci proveremo al comparire delle prime foglie. Ci limitiamo per ora a contarle. Quasi tutti sono accompagnati da un bastone come tutore, altri sono senza e meno visibili, per cui la conta potrebbe non essere precisa.

A sinistra del cancello principale, sono 14. 



A destra del cancello principale, dal salice piangente fino a oltre la curva, in corrispondenza  della la staccionata rotta:  sono 45.



A ovest della staccionata fra la buddleja e un tiglio: sono 20




A sud della staccionata, fra il piracanta e il gelso: altri 20



Il conteggio assomma a 99 nuove piantine. Attecchiranno? Speriamo di sì. Immaginiamo che siano state messe a dimora dal Parco Grubria. Chiederemo conferma. 

Il sole, gli uccelli e la pratolina


Mentre contiamo e fotografiamo gli alberelli torna il sole, almeno a tratti. Riusciamo così a fotografare il pettirosso nel canneto e ad osservare un gran viavai di merli nei pressi del cancelletto posteriore. Le gallinelle se ne stanno al riparo e si fanno sentire solo con un verso. Le pratoline che erano rigorosamente con la corolla chiusa, cominciano ad aprirsi. 



 




domenica 21 dicembre 2025

Solstizio d'inverno

Oggi, 21 dicembre, siamo giunti alla svolta del solstizio. Da domani le giornate si allungheranno, prima impercettibilmente, poi più velocemente, mentre le ombre si accorceranno.  

Sulle piante caducifoglie sono rimaste in percentuale minima le foglie vive, e solo su pochi individui di alcune specie. Qualcosina resta sui rami di un salice piangente, su alcuni fra gelsi, sambuchi e robinie. Le foglie morte sono già cadute quasi tutte, alcune da tempo, altre da giorni, forse per le ultime piogge. I platani, con le chiome che ormai si lasciano attraversare dallo sguardo, trattengono qualche foglia secca, e così le parti basse dei carpini. Dagli aceri pendono gruppi di semi. 

Il foliage è terminato e la defogliazione è quasi completa.

Osserviamo cosa resta sulle chiome. 



Platani

Foglie secche del platano

Aceri
 
Frutti degli aceri: le disamare

Carpini bianchi

Carpini con foglie nella parte bassa, Altri carpini sono
spogli, altri ancora le mantengono tutte. 

Da notare che in giro per Seregno si vedono alberi con foglie persistenti (secche ma sui rami), fra i carpini e le farnie, e con qualche ultima foglia viva, fra i salici, i gelsi, le robinie e i sambuchi. Altri esemplari delle stesse specie sono completamente spogli. Una possibile spiegazione sta nella biodiversità, che è anche una questione di individui e di popolazioni.  

Le ultime foglie vive

Un  salice piangente, quello vicino al cancello d'ingresso, ha ancora qualche ramo con le foglie verde stinto.  I gelsi sono spogli ma qualche rametto, forse cresciuto tardivamente, forse più riparato, le conserva ancora verdi. Un altro piccolo gelso le ha quasi tutte ai suoi piedi, perse da poco.  

  

Salice piangente

Gelso

Gelso con foglie cadute da poco

Il prato

Qua e là nel prato sono fiorite delle pratoline. Se ne contano a decine. Un paio di ranuncoli solitari sembrano una eccezione. Qui l'umidità e le temperature non troppo basse favoriscono la vita. 
 


Sempreverdi alla ribalta

La spogliazione delle caducifoglie rende visibili i sempreverdi, altrimenti nascosti, che vi si sono intrufolati, come i tralci di edera nei cespugli di ibisco, i rovi intrecciati al gelso, al sambuco e alla spirea e il piccolo tasso cresciuto miracolosamente in mezzo al viburno 
   




Gli specchi d'acqua


L'acqua è limpidissima ed è al livello massimo.  La vegetazione acquatica, costituita da tife e fior di loto, è quasi tutta secca. Vivacchiano sulla superficie le ninfee. Sulle rive verdeggiano il piracanta, un sempreverde, in questo periodo carico di bacche rosse e, più discretamente, il giunco.




 


Le recenti piogge hanno fatto traboccare l'acqua nel prato retrostante


Nei dintorni


Allontanandoci dal recinto del laghetto, ma sempre nel parco, notiamo per la prima volta in una piccola aiuola dei fiori mai visti prima. Non sappiamo cosa siano. Sono nella zona del parcheggio. Li terremo d'occhio. 



Aggiornamento: secondo Plantnet si tratta di un cotogno (Chaenomeles speciosa). L'identificazione ci sembra attendibile. Strano però che sia fiorita adesso.
Leggiamo che "Questa pianta è ampiamente coltivata nelle regioni temperate per il suo portamento volubile e per i suoi vistosi fiori che compaiono all’inizio della stagione, occasionalmente anche in pieno inverno". Questa è la fonte: antropocene.it/chaenomeles-speciosa

Ci spostiamo quindi verso ovest, oltre la panchina. 


Troviamo qui la strana quercia che avevamo classificato come quercia nera. Le foglie, molto coriacee,  sono verdi e rosse ci fanno venire dei dubbi. Di sicuro è del gruppo delle querce rosse di origine americana, ma diversa dalle solite che vediamo a Seregno. Il mistero della sua esatta identificazione rimane. 



Infine passiamo dal nocciolo. Le foglie sono a terra ma gli amenti, le infiorescenze maschili, sono già ben sviluppate, pronte per la fioritura che anticiperà la primavera. 



Con il solstizio si sono conclusi il foliage e la caduta delle foglie e già scorgiamo i segni della futura ripresa vegetativa.  

Il riposo invernale

Abbiamo verificato oggi che le piante caducifoglie hanno iniziato una fase di quiescenza. Non si tratta di una difesa passiva ai rigori del clima. Le piante hanno elaborato una strategia di sopravvivenza. Mantenere le foglie costerebbe uno spreco di energia e di risorse idriche. Le piante continuano a vivere, ma in modo diverso. Le radici, nella parti più protette del terreno, continuano a lavorare e accumulano riserve che poi serviranno in primavera. Senza questa fase le piante rischierebbero di indebolirsi. Particolarmente le conifere, che non perdono le foglie, se la temperatura invernale resta alta, continuano a svolgere la fotosintesi, ma debolmente e così il bilancio energetico e di risorse è in perdita e rischiano di indebolirsi.   


Sarà possibile  prossimamente osservare le gemme invernali per capire come si evolveranno. Potrebbe essere interessante osservare i licheni che di certo non temono il freddo.  

La fauna

Poco abbiamo detto della fauna. In realtà le gallinelle si facevano sentire con una certa vivacità, quasi che, ogni tanto, litigassero fra loro. Vai a interpretare il significato delle loro espressioni vocali.

La spogliazione degli alberi rende più luminoso il laghetto e permetterà di vedere e fotografare più facilmente gli uccelli.  Speriamo!